venerdì 2 gennaio 2026

  MEMORIE CERTIFICATE DI UN PENSIONATO


Sono nato a Casalbore (AV) e spero di compiere 75 anni il 18 febbraio 2026, senza commettere reati e senza più litigare con i magistrati.

Dopo aver frequentato le scuole superiori a Vasto, andai a lavorare Crans-Montana per portare un po’ di soldi in famiglia e per imparare a praticare l’elettrotecnica con i materiali svizzeri, che all’epoca erano di gran lunga migliori di quelli italiani e di quelli che avevo visto nei laboratori scolastici.

Poi tornai a casa ed ho lavorato nei negozi di elettrodomestici, arredamenti, maglierie, tessuti, mercerie e abbigliamenti gestiti dai miei genitori e dalle mie 6 sorelle, nonché alle dipendenze di una grossa azienda di impianti telefonici, dal 1973 al 1974. Continuando ad aiutare la mia famiglia, ho infine lavorato per 42 anni al servizio dello Stato, nell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, fino alla indesiderata pensione, perché devo imparare da chi sa ed insegnare alla gente che non sa, come hanno sempre fatto mamma e papà.


Sposate tutte le mie sorelle e deceduti i miei genitori in giovane età, rilevai l’attività produttiva di famiglia, mi sposai e nel 1982 girai le licenze commerciali a nome di mia moglie, lavorando sia da impiegato dello Stato che come impiantista, progettista e arredatore, fino al 17.08.1997, quando sciaguratamente spostai la mia famiglia e il nostro negozio di arredamenti in una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento. Ma quella scelta fu fatale, perché fummo subito costretti a chiudere la partita IVA, per l’impossibilità di raggiungere i nuovi magazzini con i camion, sia dal primo che dal secondo incrocio con la Strada Provinciale 18, in quanto il tratto iniziale di Via Vallone San Nicola fu illecitamente tappato con un muretto e una cabina elettrica, mentre il secondo incrocio è tuttora impercorribile con i camion ed è pericoloso pure per il transito pedonale ed autoveicolare.

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Ho denunziato svariate volte i responsabili dell’Ufficio Tecnico, gli assessori alla viabilità e alla sicurezza urbana e tutti i sindaci che si sono succeduti dal 1997 al 2026, perchè tuttora consentono che la sede stradale sia ostruita da recinzioni abusive, da alberi e da un seminterrato invasivo della strada stessa.

clicca sulla foto per leggere il testo piccolo

Dovendo dimostrare ai Giudici che non sono stato io a violare le leggi, né ho commesso gli abusi edilizi fatti dall’ENEL e dagli altri confinanti della via comunale, ho prodotto centinaia di esposti, di denunzie e di querele, che, invece di sortire la messa a norma della via, hanno scatenato 18 denunzie temerarie nei miei confronti, dal Sindaco di Sant’Angelo a Cupolo, del responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, dal Procuratore della Repubblica e dai suoi Sostituti. Tuttavia, sono stato sempre assolto con formula piena, perché i fatti che mi ha contestato la Procura non sono mai accaduti e perché i reati che ho denunciato sono tuttora visibili dal cielo e dal cimitero di Pastene, come vedete in foto:

clicca sulle immagini per ingrandirle e per vedere
la strada comunale occupata dagli alberi e 
ridotta a una mulattiera di campagna

Consapevole delle responsabilità civili e penali che assumo per ciò che ho già scritto, per ciò che dirò e per quanto vedrete e ascolterete, dichiaro che quanto ho dichiarato ai Giudici che mi hanno assolto è frutto di limpida verità, peraltro pubblicata su YouTube, su Facebook e su www.vieniescrivipuretu.net.

A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di spostarci a Benevento per mandare a scuola e all’Università le nostre figlie, per non farle viaggiare tutti i giorni, per avvicinare il negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare mia moglie sola a casa e in negozio, 6 giorni su 7.

Però accadde ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare. Infatti, il sindaco che mi fece acquistare l’area edificabile fece chiudere la via dal lato del cimitero, non l'ha resa transitabile e l'ha mai asfaltata, mentre il responsabile dell’Ufficio Tecnico ha permesso che la sede stradale fosse occupata da un seminterrato, da alberi e da recinzioni abusive, per quanto sarebbe stato obbligato ad urbanizzare la via e a renderla percorribile dal cimitero, anziché dall’incrocio pericoloso posto al centro di una curva priva di visibilità, pericolosa e non percorribile dai TIR.

Col video del 2 novembre 2025 potrete vedere i limiti della nostra proprietà e quelli della via comunale, dal seminterrato abusivo al cimitero.



VIOLAZIONI DI CARATTERE PERSECUTORIO e DESTABILIZZANTE

Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di governo e Magistrati, ho patito e tuttora subisco stalking giudiziario e danni irreversibili dai Magistrati e dagli Amministratori comunali.

Ho subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, 8 arresti temporanei, 18 citazioni in giudizio, un accertamento sanitario obbligatorio, svariati sequestri di manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dall’ex Procuratore della Repubblica di BN (click e leggi le sue false accuse).

Il Procuratore della Repubblica mi ha fatto apparire come un delinquente, avendomi ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia di BN per reati basati su calunnie, insinuazioni e menzogne. Sicché, dopo essere stato scortato per 3 anni dai Carabinieri, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale.

Ho subito querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, calunnie, interruzioni di pubblico servizio, minacce ed aggressioni a pubblici ufficiali, agli Amministratori comunali di Sant’Angelo a Cupolo, alla DIGOS e a un'ispettrice di Polizia Giudiziaria. Ma non sono stato condannato.

Giusto per farvi vedere chi minaccia e come sono amato in Procura, vi faccio sentire cosa accade nel Palazzo di Giustizia con una provocante ispettrice di Polizia Giudiziaria:

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza aver mai causato disagi ai cittadini, all’ambiente, né tantomeno ai poliziotti e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto, i cui atti ingiuntivi  sono stati annullati e mortificati con la Sentenza del Giudice di Pace qui linkabile.

Con una cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorioabusivo, perché un agente della Questura mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai Minnesota Test. Infatti, non essendo medico, né infermiere, il poliziotto mi ha descritto così: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.

Tanto premesso, formulo qualche considerazione e concludo.

1) Secondo voi, un uomo pacifico e rispettoso delle leggi può essere vessato, arrestato, maltrattato, espropriato di manifesti e fatto apparire come un attaccabrighe, uno psicotico o un vecchio disadattato?

2) Appare giusto che i genitori di due figlie di colore diverso dagli europei debbano essere martoriati dal Comune, dalla Procura e dalla Prefettura, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza?

Sono stato processato 18 volte, ma finora sono stato sempre assolto in modo limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste”.  Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni inflitte dalla Polizia Municipale. Sono stato arrestato 8 volte dalla DIGOS per aver comunicato con manifesti inoffensivi, ma dopo ore di penitenza in caserma mi hanno scarcerato, senza lasciare traccia degli immotivati arresti.

Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia e in Europa vige il principio secondo il quale nessun magistrato può processare 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputato. Ma ciò accade a Benevento.

Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i funzionari di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio, del nuovo Sindaco e del nuovo Prefetto, i quali non hanno tenuto conto che l’ordine di demolizione è sorretto da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, perché il ricorso è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone sconosciute.

Né il Prefetto, il Commissario e il nuovo sindaco geometra hanno tenuto conto che i Tecnici comunali hanno controllato i requisiti edificatori 32 anni fa, quando lo stesso tecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver minuziosamente controllato i grafici di progetto, i calcoli del cemento armato, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e la conformità del fabbricato al Piano Regolatore Generale.

Se il Prefetto fosse stato più attento e più esperto di sicurezza stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al suo Commissario e al Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può essere trascurata dalle autorità preposte a garantire il lavoro e la salute pubblica, e sanno pure che il Sindaco avrebbe dovuto annullare l'ordine di demolizione, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” il capotecnico era tenuto a bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, prima di farci investire i risparmi di 30 anni di lavoro, prima di permettere la chiusura di una via comunale e prima di farci pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai urbanizzata.

Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui sono stati immortalati in un video di 8 minuti e 22 secondi, dal titolo “CRIMINI CRIMINALI E CRIMINALIZZATI”, che ho trasmesso al Presidente della Repubblica, ai Ministri, ai media e a tutte le Procure d’Italia. Il video è visionabile su YouTube, cercando il titolo o cliccando sulla foto dei criminalizzati.


Attilio Paradiso
3 gennaio 2026




giovedì 18 dicembre 2025

 CONTO CONSUNTIVO E MEMORIE DIFENSIVE IMPUTATO
in formato ipertestuale certificato

Sono nato nel 1951 a Casalbore (AV). Tranne gli anni delle scuole superiori, sono vissuto nel mio paese fino al 17.08.1997, quando sciaguratamente spostai la mia famiglia, la residenza e il nostro negozio di arredamenti a Pastene, una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento, alla più folta clientela e alle scuole che poi hanno frequentato le nostre figlie.

Ma dopo pochi mesi fummo subito costretti a chiudere il negozio, per l’impossibilità di raggiungere i magazzini con i camion, per le ruberie e le ostruzioni abusive della via comunale che conduce al nostro fabbricato. Ho denunziato gli amministratori comunali, i prefetti e pure i magistrati, perché colpevoli di aver assolto gli autori degli abusi e i responsabili comunali che tuttora consentono che la strada sia ostruita da recinzioni murarie, da un seminterrato e con alberi posti sulla sede stradale, come mostro in foto.

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Dovendo dimostrare ai Giudici che non ho violato le leggi, né ho commesso i reati che la Procura della Repubblica di Benevento mi ha contestato dal 2009 ad oggi, ho prodotto centinaia di esposti, di denunzie e di querele che hanno scatenato 18 denunzie temerarie dei dipendenti comunali, dei Prefetti, del Procuratore Capo e dei suoi Sostituti, che infatti mi hanno rinviato a giudizio 18 volte in 15 anni. Ciò nonostante, sono stato sempre assolto con formula piena e liberatoria, perché i fatti che i PM hanno contestato non sono mai accaduti. Ma ho dovuto pagare sempre il conto al mio avvocato, sebbene sia stato sempre assolto.

Consapevole delle responsabilità civili e penali che assumo per ciò che ho già scritto, per ciò che dirò e per quanto vedrete e ascolterete, dichiaro che quanto ho dichiarato ai Giudici che mi hanno assolto è frutto di limpida verità, peraltro pubblicata su YouTube, su Facebook e sul mio sito WEB: www.vieniescrivipuretu.net.

A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di spostarci a Benevento per mandare a scuola e all’Università le nostre figlie, per non farle viaggiare tutti i giorni insieme a me, per avvicinare il negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare mia moglie sola per 6 giorni su 7.

Però accadde ciò che nemmeno Padre Pio avrebbe potuto prevedere. Infatti, l’ENEL posò una cabina elettrica sulla sede stradale e chiuse l’imbocco della via comunale con un muretto.

Appare necessario evidenziare che l’ENEL avrebbe potuto collocare la cabina in qualunque altro posto, ma non sulla sede stradale. Ma così non accadde, perché il Sindaco Viceré, nonostante fosse mio collega d’Ufficio, fece chiudere la via senza alcuna autorizzazione convenuta con la Giunta, né con i Consiglieri comunali, al misero scopo di accontentare gli amici che lo avevano votato e che avevano rubato la via comunale con alberi, recinzioni murarie ed infine con un seminterrato edificato sulla sede stradale con il permesso a costruire sottoscritto dall'allora geometra Nicola Maioli.

Quello che i Sindaci e il Capotecnico comunale chiamano "parcheggio del cimitero di Pastene", è stato invece utilizzato pure dagli Amministratori successivi per parcheggiare la spazzatura a tre passi dal cimitero e da casa, dal 1997 in poi. Qui accanto avete visto le foto del parcheggio posto sul tratto iniziale di Via Vallone San Nicola, il prefabbricato abusivo posto sulla sede stradale e la foto della Strada Provinciale 18, adibita a zona di sosta perpetua dell'indifferenziata.

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Col seguente, breve filmato del 2.11.2025, potrete vedere i limiti della mia proprietà e quelli della via comunale, occupata da un seminterrato ed ostruita interamente da alberi invasati sulla sede stradale da 30 anni.

Ascoltate bene cosa dico e poi chiedetevi se è reato occupare le vie comunali in questo modo e se i Magistrati hanno fatto bene ad assolvere tutti, anche il Capo dell’Ufficio Tecnico comunale di Sant’Angelo a Cupolo, che in udienza, dinanzi ai magistrati ha detto che “la via esiste catastalmente, ma di fatto non è mai esistita”; e non solo, perché ha fatto credere al Prefetto, al Commissario prefettizio, al Procuratore Aggiunto, al suo Sostituto e forse anche al Ministro Salvini che il parcheggio è stato realizzato con una delibera di Giunta del 1992, con i soldi del comune.

Clicca sulla foto e vai al video di  4min e 15 sec.

DOMANDO: Voi credereste al pallone schiattato dall’ingegnere Maioli o ai cassonetti della spazzatura?

Ebbene, in Procura credono a Banno Natale, a Pinocchio e pure alla Befana.
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VIOLAZIONI DI CARATTERE VESSATORIO, PERSECUTORIO e DESTABILIZZANTE

Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di governo e Magistrati, ho patito e tuttora subisco stalking giudiziario e danni irreversibili dalla Procura della Repubblica di Benevento, dagli Amministratori comunali e soprattutto dall’ingegnere responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale di Sant’Angelo a Cupolo.

Ho infatti subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, più 8 arresti temporanei, un ricovero al pronto soccorso, 18 citazioni in giudizio, un accertamento sanitario obbligatorio (click su Allegato 1), svariati sequestri di manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dal Procuratore di BN (click su Allegato 2) e disposta dal Procuratore Generale della Corte Penale d’Appello di Napoli (click su Allegato 3).

Ciò è accaduto perché scrivo la verità sui manifesti e contesto le autorità civilmente, pacificamente e disciplinatamente seduto dinanzi alla Prefettura, al Tribunale, ai Ministeri e al Parlamento.

Il Provvedimento restrittivo desiderato dal Dr. Aldo Policastro mi ha condizionato la vita, avendomi ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia di BN, non per fatti accaduti, ma per reati basati su calunnie, insinuazioni e menzogne. Sicché, dopo 3 anni di processo ed ingiustificabile castigo, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale, perché ho dimostrato al Giudice che il provvedimento restrittivo era sostenuto da falsità, peraltro smentite da tutti i testi citati da chi mi ha sottoposto a processo.

Ho subito 18 querele temerarie per diffamazione, calunnia, interruzione di pubblico servizio, minacce ed aggressioni a pubblici ufficiali, agli Amministratori comunali di Sant’Angelo a Cupolo, alla DIGOS e a un'ispettrice di Polizia Giudiziaria.

Invito a mettere a confronto le falsità poste a sostegno del provvedimento del Dr. Policastro (posto in Allegato 2) e la Sentenza assolutoria del 2021 (click su Allegato 4).

Dinanzi ai GIP e nei processi mi sono difeso con memorie difensive scritte in ipertesto e con filmati incontrovertibili, con i quali ho fatto sentire cosa accade in Prefettura e nel palazzo di Giustizia. Con il video posto in Allegato 5 potrete ascoltare cosa accadde nella Procura mentre consultavo un fascicolo palleggiato per 8 anni e poi fatto sparire. Dopo tale fatto, fui citato in giudizio e processato immediatamente per aggressione e minacce a Pubblico Ufficiale. Ma, per la diciassettesima volta sono stato assolto con formula piena e con Sentenza irrevocabile che potrete leggere in Allegato 6.

Resta da concludere il XVIII processo a Roma. Ma confido, non perchè sia stato sempre assolto, ma perché ho dimostrato che mi denunciano per fatti insussistenti, facendo costantemente abuso di ambiguità e di menzogne.

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza aver mai causato disagi ai cittadini, all’ambiente, né tantomeno ai poliziotti e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto, sebbene i sequestri e le maxi sanzioni pecuniarie siano state disposte in violazione del Codice della Strada e degli Articoli 42, 21 e 13 della Costituzione. Vale la pena evidenziare che le multe, i sequestri e gli atti ingiuntivi del Prefetto sono stati annullati con le motivazioni scritte nella Sentenza del Giudice di Pace in Allegato 7.

Con una perfida cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a svuotare il mio portamonete, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorio” abusivo, perché disposto da un agente della Questura, che mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai Minnesota Test, contrariamente a ciò che impone la Legge n. 833/1978. Infatti, non essendo medico, né farmacista, il poliziotto mi ha descritto con le seguenti patologie caratteriali: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.

Non appare vano evidenziare che ho lavorato per 42 anni al servizio del Ministero dell'Istruzione, non ho mai subito procedimenti disciplinari, sono incensurato, paziente, volenteroso, cortese, generoso e stimato non solo dal personale scolastico della provincia di Benevento, ma dalle persone che mi hanno conosciuto da studente, da dipendente dello Stato e da pensionato.


Tanto premesso, formulo 3 considerazioni e concludo.

1) Non appare giusto che un uomo pacifico e rispettoso delle leggi debba essere vessato, arrestato, maltrattato, espropriato di manifesti e fatto apparire come uno psicotico, un attaccabrighe o un vecchio disadattato.

2) sembra piuttosto anormale che i quotidiani locali non fanno sapere cosa reclamo, cosa accade dentro e fuori il palazzo di Giustizia e cosa pretendo dagli Amministratori comunali, dal Prefetto e dalla Procura di Benevento.

3) non appare giusto che i genitori di due figlie di colore diverso dagli europei debbano essere perseguitati e martoriati, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza.

Il 20 febbraio sarò giudicato per la XVIII volta a Roma, per le inarrestabili imputazioni del Procuratore Policastro, e per le accuse di calunnia avanzate dal Procuratore Generale e dall’Avvocato Generale di Napoli, quantunque sia stato già assolto in un processo con Sentenza posta in Allegato 8; che poteva essere appellata dal PM e dal Dr. Policastro, che invece mi ha incriminato ancora una volta per calunnia contro i suoi colleghi di Napoli.

Sono stato processato 18 volte, ma finora sono stato sempre assolto in modo limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste”. 

Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni inflitte dalla Polizia.

Sono stato arrestato 8 volte dalla DIGOS per aver comunicato con manifesti inoffensivi, ma dopo ore di penitenza in caserma mi hanno scarcerato, senza lasciare traccia degli immotivati arresti.

Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia  e in Europa vige il principio secondo il quale nessun magistrato può processare 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputatoperchè il pubblico ufficiale che obbedisce ciecamente al capo arreca danni allo Stato, genera sfiducia e provoca danni alla persona e all’economia del paese.

Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i funzionari di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio e del Prefetto di Benevento, i quali non si sono accorti che l’Ordinanza demolitoria è sostenuta da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, perchè l'esposto è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone, sconosciute pure all’Anagrafe municipale. Né si sono accorti che l’Ufficio Tecnico ha controllato i requisiti edificatori 32 anni fa, quando lo stesso capotecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver minuziosamente controllato i grafici di progetto, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e persino le pozzette della rete fognaria.

Se il Prefetto fosse stato più esperto di edilizia e di sicurezza stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al Commissario La Montagna e al Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può essere trascurata dal Sindaco, né dal Responsabile dell'Ufficio Tecnico, e sanno pure che avrebbero dovuto annullare l'ordinanza demolitoria, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” l’ing. Maioli era tenuto a bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, non dopo averci fatto spendere 800 milioni di £ire, dopo averci fatto pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai urbanizzata, né dopo averci fatto pagare l'IMU per 32 anni e dopo aver permesso le ruberie e le ostruzioni abusive di via Vallone San Nicola.

Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui sono stati immortalati in un video di 8 minuti e 22 secondi, dal titolo “CRIMINI CRIMINALI E CRIMINALIZZATI”, che ho trasmesso al Capo dello Stato, ai Ministri, ai media e a tutte le Procure d’Italia. Il video è visionabile su YouTube, cercando il titolo o cliccando sulla foto dei criminalizzati.


Questo esposto è stato pubblicato da Attilio Paradiso il 18 dicembre 2025 e, anziché ai Sostituti Procuratori e ai Giudici del Tribunale di Benevento, è stato affidato a Babbo Natale e alla Befana tramite PEC.

martedì 4 novembre 2025

 Mail certificata al Comando dei Carabinieri di BN


Con una sola foto sintetizzo i reati che vanamente denunzio alla Procura della Repubblica e alla Prefettura dal 1997, quando completai la costruzione di un fabbricato di circa 3.500 mq, allo scopo di trasferire la mia famiglia e il negozio di arredamenti di mia moglie a Sant’Angelo a Cupolo. Nella seguente mappa aerea ho pertanto descritto gli illeciti e le occupazioni abusive della via comunale che porta al mio e ad altri fabbricati.

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

Dal 1997 ho scritto una valanga di esposti, denunzie e querele tramite PEC e tramite il Comando Carabinieri di Benevento. Ma la strada è ancora come mostro in foto, nel disinteresse e la trascuratezza generale. Nemmeno la perizia dei Carabinieri, la perizia del CTU e la recente perizia del Servizio Viabilità della Provincia hanno indotto il Sindaco a recidere gli alberi, a rimuovere le opere abusive dal pubblico demanio e a riaprire l’imbocco primario di Via Vallone San Nicola sul cimitero, come del resto aveva disposto il Prefetto Cappetta, con Ordinanza di demolizione delle opere abusive



Faccio infatti presente che, una volta demolito il muro abusivo eretto dall’ENEL nel 1997, la strada comunale non presenterà alcun problema di pericolosità, diventerà usufruibile da tutti, sarà accessibile anche ai TIR e, senza troppe spese, potrà essere utilizzata come sicuro parcheggio al servizio del cimitero di Pastene, senza sottrarre una corsia alla SP18 e creare problemi di circolazione sulla Provinciale 18, come del resto hanno sempre suggerito gli ingegneri della Provincia.
per ingrandire clicca sulle foto



Ciò accade perché ogni nuovo sindaco rifiuta di assumere le responsabilità omesse dai sindaci che, avendo concluso il mandato, cedono la poltrona di guida, i comandi, i gettoni e lo stipendio al successore.

Anche il nuovo Sindaco, geometra Alessandro De Pierro, rifiuta ogni giudizioso adempimento e non risponde alle mie cortesi, amichevoli preghiere, né ha risposto alla morbida diffida del 12.09.2025, quantunque gli ho bonariamente spiegato che io e i miei congiunti siamo esposti a rischio, non solo per la pericolosità della strada comunale, ma perché qualcuno impicca i gattini e li appende al cancello scorrevole di casa. Non racconto altre cattiverie minori, ma la S.V. Ill.ma deve chiedersi perché la Procura archivia e non indaga chi – con la stessa calligrafia e con l’identità di 8 persone sconosciute all’anagrafe comunale - ha prodotto la seguente denuncia allo scopo di intimorire mia moglie e le mie figlie, con un’ordinanza di demolizione del nostro fabbricato, dopo aver denunziato il Commissario Prefettizio e dopo aver avuto la concessione edilizia nel ’93, dallo stesso capotecnico, Nicola Maioli, che pure è stato graziato dal PM e dal Procuratore Aggiunto.


Le pare possibile che io abbia armato una guerra giudiziaria se avessi avuto uno scheletro così grosso nel primo cassettone della biancheria intima?

Le pare possibile che l’ingegnoso responsabile dell’Ufficio Tecnico abbia concesso l’autorizzazione a costruire un fabbricato ad uso commerciale-abitativo nel 1993, e che dopo 32 anni vuole demolire la nostra casa, pur avendo controllato il progetto, la volumetria e persino la rete fognaria con la lente d’ingrandimento?

Non le sembrerà vero, ma il PM e il Procuratore Aggiunto hanno chiesto l’archiviazione per le sole omissioni d’ufficio dell’ingegnere Maioli, ma hanno perso di vista che la mia denunzia-querela del 13.11.2024 contiene esplicite informazioni ed elementi probatori concernenti soprattutto il reato di falso materiale in atti di pubblico ufficio. Quindi, ben due magistrati non hanno disposto alcuna indagine volta ad accertare il reato più grave commesso dal capotecnico Maioli.

Appare evidente, almeno agli occhi miei, dei Carabinieri e di tutti i funzionari dello Stato coinvolti dal ’97 ad oggi, che la Procura della Repubblica è collusa e non vuole fare il proprio dovere. Infatti, anziché mandare a processo i colpevoli e gli amministratori comunali, mi ha sottoposto a processo 18 volte in 15 anni.

Ma, né il Procuratore, né i suoi Sostituti sono riusciti a condannarmi e a farmi diventare un delinquente, perché sono stato sempre assolto dai Giudici con formula piena, limpida ed irrevocabile.
Quindi, il gattino ammazzato, gli sfregi alla nostra sicurezza, il menefreghismo dei Sindaci e l’incessante stalking giudiziario attivato dalla Procura della Repubblica hanno un solo scopo: intimorire i miei congiunti per costringermi a non esporre i manifesti davanti al Comune, alla Prefettura, al Palazzo di Giustizia e, soprattutto, a non pubblicare le denunce sul mio profilo Facebook, sul mio sito WEB e su YouTube.

Egr. Comandante Vernillo, ora può capire le ragioni che mi spingono a contestare i Magistrati con i manifesti, in maniera pacifica, composta, solitaria e rispettosa. Tuttavia, il mio lavoro diventa estenuante, pericoloso e controproducente, ogni volta che arriva un nuovo agente di polizia, in quanto è difficilissimo istruire le persone che non conoscono i diritti inviolabili dei cittadini, come ad esempio il diritto di circolazione, il diritto a svolgere un’attività produttiva, il diritto alla sicurezza, il diritto ad equa giustizia e il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero. Molto spesso accade che certi poliziotti ignorano addirittura che le manifestazioni solitarie, pacifiche e rispettose non necessitano di autorizzazione di alcuna autorità.

Ecco perché sono diventato bersaglio dei funzionari comunali, della Procura, dei poliziotti non istruiti e persino del Prefetto, che due anni fa mi fece sequestrare i manifesti e mi fece sanzionare dal Comandante della Polizia Municipale di Benevento, addirittura per un articolo non contemplato dal Codice della Strada. Questo breve video e la Sentenza n. 2761/2024 del Giudice di Pace hanno annullato l’atto ingiuntivo del Prefetto Torlontano e le maxi multe comminate dalla Polizia Municipale. Inoltre, La Sentenza del Giudice La Salandra ha indotto il Comandante Fioravante Bosco a restituire i manifesti trafugati con abusi d’autorità.

La prego di mettere fine a questa schifosa vicenda, non per me, ma per la mia famiglia, che oramai vive con apprensione e con la paura scesa fino ai piedi, perché sente sulle suole delle scarpe il rischio di ritorsione e ben comprende quali rischi corro io. Infatti, l’ordine di demolizione ha prodotto gli effetti desiderati da chi ha progettato la rappresaglia, un po’ dal Municipio e un po’ dal Palazzo del Governo.

La prego di effettuare un sopraluogo personalmente o congiuntamente ai suoi migliori collaboratori, al fine di informare il nuovo Prefetto, il Ministro dell’Interno, il Questore, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il nuovo Sindaco di Sant’Angelo a Cupolo, perché solo in tal modo metterà fine a una pericolosa attività persecutoria ed onorerà il prestigio dei Carabinieri di Benevento. Se invece desidera alleggerire le responsabilità, trasmetterà la presente istanza alla Procura della Repubblica di Benevento.

Suggerisco di cliccare sulle 27 certificazioni attestanti l’esistenza e la pericolosità della strada, perchè Le permetteranno di conoscere tutto ciò che hanno certificato le autorità delegate alla sicurezza dei cittadini.

Al fine di non tediarla con la narrazione di oltre 33mila pagine ipertestuali e circa 400 film, descrivo cosa mi è successo per aver querelato i Sindaci, il Commissario premiato dal Prefetto Torlontano, due comandanti della Polizia Stradale, il Procuratore della Repubblica di BN e le massime autorità della Procura Generale presso la Corte penale di Appello di Napoli:
> HO SUBITO 8 arresti temporanei, intimidazioni, mobbing e stalking giudiziario da impiegati comunali, dalla Questura, dalla Prefettura e soprattutto dalla Procura della Repubblica di BN.
> HO SUBITO, senza avviso, un illecito accertamento sanitario presso il centro di igiene mentale, ordinato da un sceriffo della Questura, anziché da un medico specialista e dal sindaco.
> HO SUBITO, da incensurato e per 3 anni, il divieto di circolare negli uffici di Giustizia di BN, senza aver commesso alcun reato.
> HO SUBITO sequestri di manifesti e multe non contemplate dal Codice della Strada, che infatti sono state annullate dai Giudici per manifesta infondatezza e per eclatanti abusi di potere.
> HO SUBITO 17 procedimenti penali e sono stato sempre assolto perché “il fatto non sussiste”, in quanto i reati fondano le radici su misere insinuazioni e su squallide menzogne.

Dopo 17 assoluzioni, subisco il XVIII processo a Roma, non per fatti veri, ma per orride falsità concepite dal Procuratore Policastro. Ma dimostrerò al Capo dello Stato, al CSM e al Giudice Monocratico che i disturbati sono i magistrati che mi hanno rinviato a giudizio 18 volte e che il solo a pagare il conto sono io.

Anche oggi ho allestito una mostra dinanzi al Tribunale, dove emerge il manifesto con la scritta TUTTIASSOLTI sulla nostra bandiera e su quella europea. 
clicca sulle foto se vuoi ingrandire


Si, perché dopo 60 denunzie-querele sono stati assolti proprio tutti, tranne la Ditta
Paradiso Arredamenti di Pierro Anna”,
che invece fu condannata a morte prematura il 17 agosto 1997, quando le nostre figlie, dopo aver percorso migliaia di Km per lasciare le culle di Calcutta ad altri bambini, avevano felicemente compiuto 7 e 11 anni a Casalbore, un paese accogliente, ospitale, pulito e generoso. Un paesino dove a soli 35 anni mia moglie aveva già ammaestrato le ragazzine, avendo già versato 18 anni di contributi previdenziali all’INPS, per onorare l’Italia, per onorare il popolo del SUD, per onorare le Missionarie della Carità, Madre Teresa, mio Padre, mia Madre, i suoi perfetti genitori e le mie sei sorelle, che assai più di me avevano lavorato per tenere in vita un’attività produttiva apprezzata non solo dalla clientela, ma stimata anche in Abruzzo, nelle Marche, in Toscana, nel Triveneto e nell’Italia occidentale.

Le sono molto riconoscente per l’attenzione che mi concede e per il tempo che dedicherà alla mia famiglia.

Cordialmente saluto, ringrazio e lascio i miei recapiti, qualora avesse bisogno di supporto, così non mi muovo da casa, anche se accuso urgente bisogno di cambiare aria e di smontare l’orrenda mostra di manifesti.

Benevento, 27 ottobre 2025

attilio.paradiso@pec.it











martedì 7 ottobre 2025

  BALLE BALLONI e TUTTA LA VERITA' 

Lettera aperta al Prefetto di Benevento

     Preg.ma Dr.ssa Moscarella,
dicono a Bologna che è inutile spingere una Ducati se ha le ruote sgonfie; ma io avverto l’obbligo morale e il dovere etico di ripeterle che, se non ripara le bucature, rischia di essere travolta dalle menzogne del Vice Prefetto, perchè lo scaltro avvocato capì che lo avrei portato in tribunale, non come turista, ma per omessa tutela di un bene pubblico e per non aver messo in sicurezza una via demaniale, che nello stradario è tuttora classificata “di interesse generale”, ma che tuttora è una mulattiera di campagna catturata dagli indigeni, come mostro in foto:

click sulle foto per ingrandirle


Sulla foto c’è una croce e due date; esse ricordano la mia data di nascita e quella in cui hanno ucciso me e l’attività produttiva di mia moglie. La ditta si chiamava “Paradiso Arredamenti di Pierro Anna”, perché era nata con mio padre e mia madre, prima che nascessero 6 figlie ed io.

Se avesse ascoltato me, anziché i suoi dipendenti, era tenuta a vedere la mulattiera col suo autista, i Responsabili della Strada Provinciale 18  e l’ex Commissario La Montagna che le ha raccontato le favole del Capotecnico di Sant'Angelo a Cupolo, all’evidente scopo di scagionare sé stesso dalle responsabilità penali, l'ex Prefetto Torlontano e l'ex Comandante della Polizia Stradale.

Ciò non toglie che potrebbe venire a controllare domani o fra 3 giorni, per evitare di essere incriminata di complicità dal mio avvocato e dal Procuratore della Repubblica che verrà.

Per Lei, per la Questura e per tutti gli italiani che leggono i miei post, copio e incollo i palloni gonfiati dal Comandante Vetrone e dall'ex Commissario premiato dal Prefetto Torlontano, che, memore del bene ricevuto, mandò l’avvocato La Montagna ad incassare un altro stipendio dai santangiolesi.





Per motivi di coscienza e di rispetto al ruolo del Prefetto, copio e incollo le seguenti perizie e una foto ricordo di Madre Teresa di Calcutta.













Se volesse sgombrare ogni dubbio, convochi in Prefettura i firmatari dell’attestato sottostante e l’ex Comandante della Polizia Municipale di Sant’Angelo a Cupolo, Ugo Guerriero, li metta davanti al Presidente della Camera Penale di BN e faccia dichiarare se la via esiste, se inizia dal cimitero e se tuttora è ostruita da una casa, da alberi e da recinzioni abusive.


Una giovane giornalista intervistò Madre Teresa e le chiese chi fosse la persona più pericolosa al mondo. La Madre più amata al mondo rispose: "quella che mente".

La partita è finita. Buonanotte!



attilio.paradiso@perc.it
Sant'Angelo a Cupolo 7 ottobre 2025