Sono nato nel 1951 a Casalbore (AV). Tranne gli anni delle scuole
superiori, sono vissuto nel mio paese fino al 17.08.1997, quando
sciaguratamente spostai la mia famiglia, la residenza e il nostro negozio di
arredamenti a Pastene, una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla
città di Benevento, alla più folta clientela e alle scuole che poi hanno
frequentato le nostre figlie.
Ma dopo
pochi mesi fummo subito costretti a chiudere il negozio, per l’impossibilità di
raggiungere i magazzini con i camion, per le ruberie e le ostruzioni abusive della via comunale che conduce al nostro fabbricato.
Ho denunziato gli amministratori comunali, i prefetti e pure i magistrati, perché
colpevoli di aver assolto gli autori degli abusi e i responsabili comunali che
tuttora consentono che la strada sia ostruita da recinzioni murarie, da un
seminterrato e con alberi posti sulla sede stradale, come mostro in foto.
Dovendo dimostrare ai Giudici che
non ho violato le leggi, né ho commesso i reati che la Procura
della Repubblica di Benevento mi ha contestato dal 2009 ad oggi, ho prodotto
centinaia di esposti, di denunzie e di querele che hanno scatenato 18 denunzie temerarie dei dipendenti comunali, dei Prefetti, del Procuratore
Capo e dei suoi Sostituti, che infatti mi hanno rinviato a giudizio 18
volte in 15 anni. Ciò nonostante, sono stato sempre assolto con formula piena e
liberatoria, perché i fatti che i PM hanno contestato non sono mai accaduti. Ma ho dovuto pagare sempre il conto al mio avvocato, sebbene sia stato sempre assolto.
Consapevole delle responsabilità civili e penali che assumo per ciò che ho già scritto, per ciò che dirò e per quanto vedrete e ascolterete, dichiaro che quanto ho dichiarato ai Giudici che mi hanno assolto è frutto di limpida verità, peraltro pubblicata su YouTube, su Facebook e sul mio sito WEB: www.vieniescrivipuretu.net.
A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di
spostarci a Benevento per mandare a scuola e all’Università le nostre figlie,
per non farle viaggiare tutti i giorni insieme a me, per avvicinare il
negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare mia
moglie sola per 6 giorni su 7.
Però accadde ciò che nemmeno Padre Pio avrebbe
potuto prevedere. Infatti, l’ENEL posò una cabina elettrica sulla sede stradale
e chiuse l’imbocco della via comunale con un muretto.
Appare necessario evidenziare che l’ENEL
avrebbe potuto collocare la cabina in qualunque altro posto, ma non sulla sede stradale.
Ma così non accadde, perché il Sindaco Viceré, nonostante fosse mio collega d’Ufficio,
fece chiudere la via senza alcuna autorizzazione convenuta con la Giunta, né con i Consiglieri comunali, al misero scopo di
accontentare gli amici che lo avevano votato e che avevano rubato la via comunale con alberi, recinzioni murarie ed infine con un seminterrato edificato sulla sede stradale con il permesso a costruire sottoscritto dall'allora geometra Nicola Maioli.
Quello che i Sindaci e il Capotecnico comunale chiamano "parcheggio
del cimitero di Pastene", è stato invece utilizzato pure dagli
Amministratori successivi per parcheggiare la spazzatura a tre passi dal
cimitero e da casa, dal 1997 in poi. Qui accanto avete visto le foto del parcheggio
posto sul tratto iniziale di Via Vallone San Nicola, il prefabbricato abusivo posto
sulla sede stradale e la foto della Strada Provinciale 18, adibita a zona di
sosta perpetua dell'indifferenziata.
Col seguente, breve filmato del 2.11.2025, potrete
vedere i limiti della mia proprietà e quelli della via comunale, occupata
da un seminterrato ed ostruita interamente da alberi invasati sulla sede stradale da 30 anni.
Ascoltate bene cosa dico e poi chiedetevi se è reato occupare le vie comunali in questo modo e se i Magistrati hanno fatto bene ad assolvere tutti, anche il Capo dell’Ufficio Tecnico comunale di Sant’Angelo a Cupolo, che in udienza, dinanzi ai magistrati ha detto che “la via esiste catastalmente, ma di fatto non è mai esistita”; e non solo, perché ha fatto credere al Prefetto, al Commissario prefettizio, al Procuratore Aggiunto, al suo Sostituto e forse anche al Ministro Salvini che il parcheggio è stato realizzato con una delibera di Giunta del 1992, con i soldi del comune.
DOMANDO: Voi credereste al pallone schiattato dall’ingegnere Maioli o ai cassonetti della spazzatura?
VIOLAZIONI DI CARATTERE VESSATORIO, PERSECUTORIO e DESTABILIZZANTE
Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di
governo e Magistrati, ho patito e tuttora subisco stalking giudiziario e danni
irreversibili dalla Procura della Repubblica di Benevento, dagli Amministratori
comunali e soprattutto dall’ingegnere responsabile dell’Ufficio Tecnico
Comunale di Sant’Angelo a Cupolo.
Ho infatti subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, più 8
arresti temporanei, un ricovero al pronto soccorso, 18 citazioni in giudizio,
un accertamento sanitario obbligatorio (click su Allegato 1), svariati sequestri di
manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dal
Procuratore di BN (click su Allegato 2) e disposta dal
Procuratore Generale della Corte Penale d’Appello di Napoli (click su Allegato 3).
Ciò è accaduto perché scrivo la verità sui manifesti e contesto le autorità
civilmente, pacificamente e disciplinatamente seduto dinanzi alla Prefettura,
al Tribunale, ai Ministeri e al Parlamento.
Il Provvedimento restrittivo desiderato dal Dr. Aldo Policastro mi
ha condizionato la vita, avendomi ridotto la libertà di circolare nel Palazzo
di Giustizia di BN, non per fatti accaduti, ma per reati basati su calunnie,
insinuazioni e menzogne. Sicché, dopo 3 anni di processo ed ingiustificabile
castigo, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale, perché ho
dimostrato al Giudice che il provvedimento restrittivo era sostenuto da
falsità, peraltro smentite da tutti i testi citati da chi mi ha sottoposto a
processo.
Ho subito 18 querele temerarie per diffamazione, calunnia, interruzione di
pubblico servizio, minacce ed aggressioni a pubblici ufficiali, agli
Amministratori comunali di Sant’Angelo a Cupolo, alla DIGOS e a un'ispettrice
di Polizia Giudiziaria.
Invito a mettere a confronto le falsità poste a sostegno del provvedimento
del Dr. Policastro (posto in Allegato 2) e la Sentenza
assolutoria del 2021 (click su Allegato 4).
Dinanzi ai GIP e nei processi mi sono difeso con memorie difensive scritte
in ipertesto e con filmati incontrovertibili, con i quali ho fatto sentire cosa
accade in Prefettura e nel palazzo di Giustizia. Con il video posto in Allegato 5 potrete ascoltare
cosa accadde nella Procura mentre consultavo un fascicolo palleggiato per 8
anni e poi fatto sparire. Dopo tale fatto, fui citato in giudizio e processato
immediatamente per aggressione e minacce a Pubblico Ufficiale. Ma, per la
diciassettesima volta sono stato assolto con formula piena e con Sentenza irrevocabile che potrete leggere in Allegato 6.
Resta da concludere il XVIII processo a Roma. Ma confido, non perchè sia
stato sempre assolto, ma perché ho dimostrato che mi denunciano per fatti
insussistenti, facendo costantemente abuso di ambiguità e di menzogne.
Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza
aver mai causato disagi ai cittadini, all’ambiente, né tantomeno ai poliziotti
e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati
dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto,
sebbene i sequestri e le maxi sanzioni pecuniarie siano state disposte in violazione del Codice della Strada e degli Articoli
42, 21 e 13 della Costituzione. Vale la pena evidenziare che
le multe, i sequestri e gli atti ingiuntivi del Prefetto sono stati annullati
con le motivazioni scritte nella Sentenza del Giudice di Pace in Allegato 7.
Con una perfida cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a svuotare il
mio portamonete, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho
subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorio” abusivo, perché disposto da un
agente della Questura, che mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai
Minnesota Test, contrariamente a ciò che impone la Legge n. 833/1978. Infatti,
non essendo medico, né farmacista, il poliziotto mi ha descritto con le
seguenti patologie caratteriali: "abnorme, anormale, delirante,
farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e
riottoso ad ogni forma di regola sociale”.
Non appare vano evidenziare che ho lavorato per 42 anni al servizio del
Ministero dell'Istruzione, non ho mai subito procedimenti disciplinari, sono
incensurato, paziente, volenteroso, cortese, generoso e stimato non solo dal
personale scolastico della provincia di Benevento, ma dalle persone che mi
hanno conosciuto da studente, da dipendente dello Stato e da pensionato.
Tanto premesso, formulo 3
considerazioni e concludo.
1) Non appare giusto che un uomo pacifico
e rispettoso delle leggi debba essere vessato, arrestato, maltrattato,
espropriato di manifesti e fatto apparire come uno psicotico, un attaccabrighe
o un vecchio disadattato.
2) sembra piuttosto anormale che i
quotidiani locali non fanno sapere cosa reclamo, cosa accade dentro e fuori il
palazzo di Giustizia e cosa pretendo dagli Amministratori comunali, dal
Prefetto e dalla Procura di Benevento.
3) non appare giusto che i genitori di due
figlie di colore diverso dagli europei debbano essere perseguitati e
martoriati, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza.
Il 20 febbraio sarò giudicato per la XVIII volta a Roma, per le
inarrestabili imputazioni del Procuratore Policastro, e per le accuse di
calunnia avanzate dal Procuratore Generale e dall’Avvocato Generale di Napoli,
quantunque sia stato già assolto in un processo con Sentenza posta in Allegato 8; che poteva
essere appellata dal PM e dal Dr. Policastro, che invece mi ha incriminato
ancora una volta per calunnia contro i suoi colleghi di Napoli.
Sono stato processato 18 volte, ma finora sono stato sempre assolto in modo
limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste”.
Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni
inflitte dalla Polizia.
Sono stato arrestato 8
volte dalla DIGOS per aver comunicato con manifesti inoffensivi, ma dopo ore di
penitenza in caserma mi hanno scarcerato, senza lasciare traccia degli
immotivati arresti.
Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia e in Europa
vige il principio secondo il quale nessun magistrato può processare 18
volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o
quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputato, perchè il
pubblico ufficiale che obbedisce ciecamente al capo arreca danni allo Stato,
genera sfiducia e provoca danni alla persona e all’economia del paese.
Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i funzionari di
Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro
fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la
peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio e del Prefetto di
Benevento, i quali non si sono accorti che l’Ordinanza demolitoria è sostenuta
da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, perchè l'esposto è stato firmato
con la stessa calligrafia da 8 persone, sconosciute pure all’Anagrafe municipale.
Né si sono accorti che l’Ufficio Tecnico ha controllato i requisiti
edificatori 32 anni fa, quando lo stesso capotecnico che ha disposto
la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver
minuziosamente controllato i grafici di progetto, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la
destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e persino le pozzette della
rete fognaria.
Se il Prefetto fosse stato più esperto di edilizia e di sicurezza
stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al Commissario La Montagna e al
Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può
essere trascurata dal Sindaco, né dal Responsabile dell'Ufficio Tecnico, e
sanno pure che avrebbero dovuto annullare l'ordinanza demolitoria, perché, se
vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” l’ing. Maioli era tenuto a
bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, non dopo averci fatto spendere 800 milioni di £ire, dopo
averci fatto pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai
urbanizzata, né dopo averci fatto pagare l'IMU per 32 anni e dopo aver permesso
le ruberie e le ostruzioni abusive di via Vallone San Nicola.
Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui sono stati immortalati in un video di 8 minuti e 22 secondi, dal titolo “CRIMINI CRIMINALI E CRIMINALIZZATI”, che ho trasmesso al Capo dello Stato, ai Ministri, ai media e a tutte le Procure d’Italia. Il video è visionabile su YouTube, cercando il titolo o cliccando sulla foto dei criminalizzati.








