venerdì 6 novembre 2026

  MEMORIE MULTIMEDIALI
per il Procuratore Nicola D'Angelo,
per gli amici della Verità e della Giustizia.


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Sono nato a Casalbore, un bel paesino dell'Alto Fortore, ed ho compiuto 75 anni il 18 febbraio 2026, senza commettere reati, ma cascando in non poche leggerezze, errori di percezione e parecchi errori di valutazione delle persone che ho conosciuto negli uffici pubblici.

Dopo aver soggiornato per 5 anni in un collegio di Vasto, al fine di frequentare le scuole superiori, andai a lavorare a Crans-Montana, per assaporare un po' di libertà e per riempire di carburante il serbatoio che avevo svuotato alla famiglia.

Poi, a malincuore tornai a casa, portai 3.000 Franchi Svizzeri ed iniziai a lavorare a tempo pieno, 7 giorni su 7, nei negozi gestiti dai miei genitori e sostenuti dal lavoro delle mie sorelle, che ricordo nella foto a colori e in quella dove c'è Veronica in abitino bianco, quella che mi procurò il lavoro e mi tenne amorevolmente a Crans-Montana.


Continuando ad aiutare la famiglia, ho lavorato per circa 2 anni con un'azienda di impianti telefonici e per 42 anni nell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, fino al pensionamento obbligatorio.

Deceduti i miei genitori, rilevai l’attività produttiva di famiglia per far felice papà, mi sposai e nel 1982 girai le licenze commerciali a mia moglie, lavorando sia da impiegato dello Stato che come impiantista, progettista, arredatore, muratore, camionista e scrupoloso montatore, fino al 1997, quando spostai il negozio di arredamenti a Pastene, una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento.

Quella scelta si rivelò disastrosa e deleteria, soprattutto per la mia salute e per il lavoro di mia moglie, perché fummo costretti a cessare la partita IVA, per l’impossibilità di raggiungere i nuovi magazzini con i camion dei fornitori, in quanto il tratto iniziale di Via Vallone San Nicola fu illecitamente tappato con un muretto e una cabina elettrica, mentre il secondo incrocio è tuttora impercorribile con gli autocarri ed è pure pericoloso per il transito pedonale ed autoveicolare.

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L'esistenza della strada comunale, la pericolosità e l'intransitabilità è stata certificata da tutte le autorità chiamate in causa con 28 certificazioni. Per evitare di sfogliare più di 100 pagine, suggerisco di cliccare qui e di leggere cos'hanno scritto questo mese due agenti di Polizia Municipale. 

Ho denunziato svariate volte i responsabili dell’Ufficio Tecnico, gli assessori alla viabilità e tutti i sindaci che si sono succeduti dal '97 al 2026, perchè tuttora consentono che la sede stradale sia ostruita da recinzioni abusive, da alberi d'ogni genere e da un seminterrato invasivo della strada stessa, come avete già visto e come vedrete ancor meglio nella foto del 15.10.2026.



Ho prodotto centinaia di esposti e di denunzie-querele, che, invece di sortire la messa a norma della via, hanno scatenato 18 denunzie temerarie nei miei confronti, dal Sindaco Vicerè, dal responsabile del Settore Tecnico, dal Presidente del Consiglio Comunale, da alcuni poliziotti, dall'ex Procuratore della Repubblica e dai suoi Sostituti. Mi hanno stressato e spremuto come l'uva, ma sono stato sempre assolto con formula piena, perché i reati che mi hanno contestato non sono mai accaduti e perché i fatti che ho denunciato io sono tuttora visibili nelle foto e nei film che ascolterete più avanti.

A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di spostarci a Benevento per perchè le nostre figlie potessero frequentare le medie, le superiori e l'università senza viaggiare tutti i giorni, ma anche per avvicinare il negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare che mia moglie rimanesse senza le figlie 6 giorni su 7, oltre che sola in casa e in negozio.

Però accadde ciò che nemmeno un mago avrebbe potuto immaginare. L'allora Sindaco e collega di lavoro, non rese transitabile la via e consentì che l'ENEL ostruisse la strada comunale con un muro e una cabina elettrica; mentre il responsabile del Settore Tecnico consentì che la sede stradale fosse occupata dai confinanti, con un fabbricato, con alberi d'ogni genere e con recinzioni abusive, per quanto entrambi sarebbero stati obbligati ad urbanizzare la via e a renderla percorribile, in forza della Legge Bucalossi e in ragione delle tasse che pagai per la Concessione Edilizia. Solo allora capii che il mio collega d'ufficio era prigioniero di ricatti politici e di morbosa gelosia.

Col video del 2 novembre 2025 potrete vedere i limiti della nostra proprietà e quelli della via comunale, dal fabbricato abusivo della sede stradale al cimitero di Pastene.


VIOLAZIONI DI CARATTERE PERSECUTORIO

Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di governo e Magistrati, ho subito stalking giudiziario e danni irreversibili. Ho altresì subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, 8 arresti temporanei, 18 citazioni in giudizio, un accertamento sanitario al Centro di Igiene Mentale, svariati sequestri di manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dall’ex Procuratore della Repubblica di BN (clicca qui e leggi le false accuse del Dr. POLICASTRO).

Il Procuratore Policastro mi ha ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia sulla base di calunnie, insinuazioni e vergognose menzogne. Sicché, dopo essere stato scortato per parecchi anni dai Carabinieri, sono stato assolto 2 volte dalle sue accuse, prima dal Presidente della Camera Penale di Benevento e il 20 febbraio 2026 dalla Giudice Monocratica di Roma.

Ho subito querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, calunnie, minacce ed aggressioni da pubblici ufficiali, dagli Amministratori comunali, dalla DIGOS e da un'ispettrice di Polizia Giudiziaria. Giusto per farvi vedere come sono amato in Procura, vi faccio sentire cosa accadde nel Palazzo di Giustizia con un'ispettrice di PG:

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza aver mai causato disagi ai cittadini, ai poliziotti e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto Torlontano, i cui atti ingiuntivi  sono stati poi annullati, mortificati e giudicati con la Sentenza del Giudice di Pace qui linkabile.

Con una cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorio” abusivo, perché un vice Questore mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai Minnesota Test. Infatti, non essendo medico, né infermiere, il poliziotto mi ha descritto così: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.

Quando lessero l'Ordinanza della Questura, ricordo che lo psichiatra del Centro di Igiene Mentale disse: "Sig. Paradiso, c'è altro o il vice questore ignora che lei parla molto, scrive moltissimo, è perseverante ed è tenace come un carro armato?"

Ho subito l'arresto del miocardio e 3 interventi di angioplastica, oltre che parecchi danni alla salute e al portafoglio. Ma sono ancora vivo e combattivo, grazie all'Illuminazione e alle persone che mi amano, non perchè sia attrattivo, ma proprio perchè sono tenace, leale e combattivo, com'ero a scuola e da bambino.


Tanto premesso, pongo 3 domande e concludo IL ROMANZO.

1) Secondo voi, un uomo pacifico e rispettoso delle leggi può essere vessato, arrestato, maltrattato, espropriato di manifesti e fatto apparire come un attaccabrighe, uno psicotico o un vecchio disadattato?

2) Vi pare giusto che i genitori e due figlie ricevute in dono dalla Santa di Calcutta debbano essere martoriati dai Governanti comunali, dalla Procura della Repubblica, dalla Prefettura e dai militari, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza?

3) Non vi pare strano che nessuno s'indigna e mi querela quando spalanco il seguente manifesto dinanzi al Palazzo di Giustizia e al Palazzo della Governante di Benevento?



Sono stato processato 18 volte, ma sono stato sempre assolto in modo limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste” o perché "il fatto non costituisce reato". Ma il fatto più clamoroso è stato che nessun Pubblico Ministero ha impugnato le sentenze assolutorie.

Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia e in Europa vige il principio secondo il quale nessun magistrato può mandare a processo 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per citare in giudizio l’imputato. Ma ciò è accaduto a Benevento e a Roma.

Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i Governanti di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio, del nuovo Sindaco e del Prefetto, i quali non hanno voluto tener conto che l’ordine di demolizione è sorretto da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, forse concertato e mistificato da loro stessi, perché il ricorso è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone sconosciute all'Ufficio Anagrafe, ma sicuramente note ai due funzionari che hanno concepito e trasmesso l'esposto in Prefettura. Ecco l'ultimo paragrafo e le 8 firme palesemente scritte dallo stesso autore:

Il Prefetto, il Commissario e il nuovo sindaco non hanno tenuto conto che i Tecnici comunali hanno controllato i requisiti edificatori 32 anni fa, quando lo stesso tecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver minuziosamente controllato i grafici di progetto, i calcoli del cemento armato, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e la conformità del fabbricato al Piano Regolatore Generale.

Se il Prefetto fosse stato un tantino esperto di sicurezza stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al Commissario La Montagna e al Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può essere trascurata dalle autorità preposte a garantire il lavoro e la salute pubblica, e sanno pure che il Sindaco avrebbe dovuto annullare l'ordine di demolizione, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” il capotecnico sarebbe stato obbligato a bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, prima di farci investire i risparmi di 30 anni di lavoro, prima di permettere la chiusura di una via comunale, prima di farci pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai urbanizzata e prima di obbligarci a cessare la Ditta Paradiso Arredamenti di Pierro Anna e l'onorata Partita IVA.

Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, ciò che ho scritto è stato immortalato su YouTube, con un video trasmesso a tutte le Procure d'Italia, che potrete ascoltare cliccando sulla seguente foto: 



Buona salute e buon prosieguo di viaggio a tutti, anche a chi andrà all'inferno per vigliaccheria, ignavia, diserzione e gelosia.




Benevento, 24 ottobre 2026


mercoledì 21 ottobre 2026

 MAGISTRATI IMPUNITI

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LETTERA APERTA AL PROCURATORE SANNITA,
DR. NICOLA D'ANGELO.

Terminato il diciottesimo processo con assoluzione piena e con sentenza non impugnata dai tre magistrati che vedete in foto, non v'è alcun dubbio sulle falsità denunziate dai tre Magistrati, né sulla mia innocenza. Ho quindi chiesto una provvisionale per il risarcimento dei danni subiti, almeno per l'assistenza legale e per le costose, numerose trasferte in capitale.

DOMANDO: Perché la Giudice di Roma non ha concesso un centesimo ed ha operato come i Giudici che mi hanno assolto a Benevento? Perché non ha fatto pagare i danni ai superiori colleghi della Corte penale di Appello di Napoli? 

RISPONDO: i Sanniti dell'Alto Matese e dell'Alto Fortore dicono che cane piccolo non mangia cane di grossa taglia, né tantomeno il capobranco.

Ho pertanto denunziato la diciottesima ingiustizia al Capo dello Stato, al Consiglio Superiore della Magistratura e al Ministro, ed ho pure denunziato i 17 processi temerari posti in essere a Benevento dai sudditi e dallo stesso Dr. Aldo Policastro. A breve, presenterò un'interrogazione parlamentare.

Ma lo Stato non risponde, non paga le ingiustizie e non paga i debiti ai cittadini, specie quando il torto tocca il midollo delle autorità. Lo Stato italiano concede invece le grazie. 

Egregio Dr. D'Angelo, non si meraviglierà se i cittadini italiani vanno in sofferenza, bloccano il transito sulle strade, spaccano la testa ai poliziotti, scassano le vetrine di cittadini incolpevoli così come i Sanniti unirono le forze e mazziarono i romani, nonostante fossero più armati e più potenti di noi.

Anch'io sono andato in sofferenza, ma non scarico la rabbia sugli innocenti, né sul Presidente Mattarella, né sui poliziotti mal comandati dai loro superiori, nemmeno quando mi hanno arrestato e sottoposto a controllo dagli specialisti del Centro di Igiene Mentale ed ai soprusi dei militari del Prefetto e di Clemente Mastella.

Grazie al Padreterno non reagisco nemmeno contro me stesso.

Ma, il tempo è scaduto, perciò la prego di concludere il lavoro e di rinviare a giudizio almeno i funzionari comunali che, seppur pagati da noi, vi hanno riempito di balle, hanno massacrato l'attività produttiva di mia moglie ed hanno imprigionato una "strada comunale di interesse generale", che tuttora è così:

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Non ho fiducia nella Giustizia italiana, ma conto sull'intelligenza dei romani, dei Giudici Napoletani e dei Magistrati sanniti sanniti, purché dotati di coraggio e di buona volontà.


Pastene, 21 ottobre 2026






lunedì 12 ottobre 2026

Legge 241/90: accesso agli atti del Quirinale.
Roma, 9 ottobre 2026

Egregio Presidente,

anziché scriverle tramite PEC, son venuto a Roma con la speranza di parlare con Lei. Ma non sono stato fortunato, perché non mi è stato permesso di dialogare col Segretario Generale, né col funzionario responsabile dei rapporti con gli Enti Locali. Quindi, sintetizzo ciò che le ho scritto il 24 settembre scorso.

Sono il sesto degli otto figli di Elena Mainiero ed Antonio Paradiso. Sono il papà che con mia moglie abbiamo istruito e favorito la crescita di due fanciulle indiane, tenendo in ottima salute il negozio di arredamenti dei miei genitori, fino a quando i governanti di Sant’Angelo a Cupolo ci costrinsero a cessare la fiorente attività produttiva.

Io e l’ammazzata ditta "Paradiso Arredamenti di Pierro Anna" perdoneremo gli amministratori comunali quando riapriranno la strada che tuttora non permette di lavorare ai miei congiunti. Perdoneremo quando sentiremo il responso che i Giudici daranno per l’ostruzione abusiva della strada comunale che porta a casa nostra. Perdoneremo quando i magistrati condanneranno i criminali che, per misere conte elettorali e ristrettezze mentali, uccisero la nostra Partita IVA e fecero respirare i fumi della spazzatura alle nostre fanciulle, per 13 anni consecutivi.

Egregio Presidente, Lei, io ed almeno le persone di fede cristiana abbiamo l’obbligo di garantire la Costituzione e di onorare pure i Comandamenti. Perciò, siamo abilitati a perdonare dopo i processi. Ma, se i riti vengono celebrati a tempi scaduti, non saremo amati da Dio, né dai figli che abbandonano le case e portano le loro ricchezze al Nord, lontano dai genitori e dai loro paesi.

Le chiedo di pregare la Presidente del Consiglio, affinché i suoi ministri tutelino i nostri diritti e quelli di coloro che non sono arrivati in Italia per loro scelta.

La saluto, auguro buon prosieguo di vita e le mostro il manifesto che avrei voluto consegnarle stamattina:

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martedì 15 settembre 2026

 Lettera aperta
al Papa e al Capo

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Nemmeno la Madonna dell'Infinita Misericordia avrebbe tollerato i crimini commessi nella "Terra dei Fuochi", né l'incendio che nel cuore della Valle Caudina ha avvelenato gli innocenti, i fragili e i sanniti dormienti.

Io non sono la Madonna, né Papa Leone XIV, né il Presidente Mattarella, perciò non sono abilitato a perdonare i peccatori, né a concedere la grazia ai condannati. Ecco perché non posso assolvere il Sindaco di Airola, né i sindaci del paese di mia residenza, che hanno invece permesso lo stoccaggio dell’indifferenziata accanto al cimitero ed hanno consentito che la spazzatura fosse incendiata a 100 passi dai dormitori delle nostre fanciulle.

La soppressa Ditta Paradiso Arredamenti ed io perdoneremo gli amministratori comunali solo dopo aver sentito le condanne che i Giudici commineranno per l’ostruzione abusiva della via che porta a casa mia, per l’uccisione della nostra attività produttiva e per i veleni che fecero respirare alle fanciulle della Santa di Calcutta, per 13 anni consecutivi.


Caro Papa, Egregio Presidente, siete stati eletti per far rispettare i Comandamenti cristiani e quelli italiani. Perciò non concedete la grazia prima che siano celebrati i processi e prima delle confessioni, ma ordinate ai Giudici che i processi non siano celebrati dopo 30 anni.

Sant'Angelo a Cupolo, 15 settembre 2026


lunedì 14 settembre 2026

 

LETTERA APERTA

AL CAPO DELLO STATO E AL CAPO DELLA CHIESA

Nemmeno la Madonna dell'Infinita Misericordia avrebbe tollerato i crimini commessi nella "Terra dei Fuochi", né l'incendio che nel cuore della Valle Caudina ha avvelenato gli innocenti, i fragili e i sanniti dormienti.

Io non sono la Madonna, né Papa Leone XIV, né il Presidente Mattarella, perciò non sono abilitato a perdonare i peccatori, né a concedere la grazia ai condannati. Ecco perché non posso assolvere il Sindaco di Airola, né i sindaci del paese di mia residenza, che hanno invece permesso lo stoccaggio dell’indifferenziata accanto al cimitero ed hanno consentito che la spazzatura fosse incendiata a 100 passi dai dormitori delle nostre fanciulle.

La soppressa Ditta Paradiso Arredamenti ed io perdoneremo gli amministratori comunali solo dopo aver sentito le condanne che i Giudici commineranno per l’ostruzione abusiva della via che porta a casa mia, per l’uccisione della nostra attività produttiva e per i veleni che fecero respirare alle fanciulle della Santa di Calcutta, per 13 anni consecutivi.


Caro Papa, Egregio Presidente, siete stati eletti per far rispettare i Comandamenti cristiani e quelli italiani. Perciò non concedete la grazia prima che siano celebrati i processi e prima delle confessioni, ma ordinate ai Giudici che i processi non siano celebrati dopo 30 anni.

Sant'Angelo a Cupolo, 15 settembre 2026





venerdì 7 agosto 2026



Gonfietti, palloni e scoppioni 

Mai pensando che sarebbe stato beccato a gonfiare palloni per bambini da un vecchio pensionato, il primo dei tre gonfietti che avete visto in foto disse così:



L'altro gonfietto, già Responsabile dell'Ufficio Tecnico di Sant'Angelo a Cupolo, fece credere a sette Magistrati che Via Vallone "non è mai esistita" e poi la certificò così:



La Governante della Prefettura, mai pensando che avrebbe fallito le promesse fatte in conferenza stampa, si avvicinò al microfono, lo gonfiò d'aria viziata e dinanzi a un pubblico credulone disse così:


Per conoscere la verità, clicca sul palloncino del bambino, alza il volume e ascolta il difensore dello Stato che fa esplodere l'inganno e la Signora Verità.




mercoledì 29 luglio 2026

 

Segnalazioni
al Prefetto di BN
al Ministro dell’Interno
al Procuratore della Repubblica di BN


 Con l’istanza del 27.7.26 non ho dichiarato guerra allo Stato, ma ho chiesto una risposta immediata. Invece, dopo 3 gg di attesa e di paziente tolleranza dei militari della Questura, dei Carabinieri e del Comune di BN, sono stato manescamente invitato ad uscire dal garage e ad aspettare la risposta al sole. Naturalmente, ho aperto la mia sediolina ed ho aspettato che arrivassero i rinforzi dalla Questura, che invece hanno messo ordine ed hanno desiderato offrire un caffè.

Se persino nelle poche ore di apertura degli uffici al pubblico avete conferito l’ordine di non farmi entrare, come ha espressamente riferito il vostro agente, avreste dovuto avvertimi per iscritto.

Chiedo pertanto di far sapere a me, al Ministro dell’Interno e al Procuratore della Repubblica di BN:

1)    se i militari hanno operato d’istinto, se sono stati chiamati da voi;

2)    se l’agente che ho filmato stamattina ha eseguito gli ordini del Prefetto o del Capo di Gabinetto e perchè il militare non si è rifiutato, visto che la figura del buttafuori non è prevista negli uffici dello Stato;

3)    di fornire le notizie per iscritto, tramite PEC, con le generalità dell’agente e da chi è stato comandato, anche se ho già perdonato chi ha eseguito ordini non eseguibili per legge;

4)    chi ha conferito gli ordini, senza avvertirmi per iscritto: il Prefetto o la Dr.ssa Cerrata?

5)    se avete o non avete istruito i dipendenti;

6)    se intendete sanzionare i funzionari dello Stato che non osservano le regole di buon comportamento, né i limiti dei propri poteri, qualunque siano le loro qualifiche, il loro ruolo e l’ambito di appartenenza.

7)    Qualora il Prefetto intendesse rifiutare il colloquio, avrà cura di avvertirmi immediatamente.

Voglio precisare che io non combatto con armi pari, ma con la luce che illumina gli eroi e i dipendenti assennati dello Stato, come ad esempio il nuovo Procuratore Capo e l’ex Procuratore Aggiunto di Benevento, quando, sia pure a malincuore, fu costretto a cedere parecchi procedimenti penali intentati da me (click e leggasi le indagini esposte questa mattina su Facebook e a Benevento).

La battaglia è appena cominciata, perché ho studiato il campo da golf ed ho pesato sia le vostre forze che le debolezze della Prefettura, del Ministero dell’Interno e della Procura Generale. Infatti, pur non essendo stati fatti prigionieri, gli ascari di Sant’Angelo a Cupolo e l’ex Prefetto Paola Galeone sono stati già battuti sul campo e a tavolino, dal Dr. Giovanni Conzo e dalla Procura di Cosenza.

Saluto ed auguro buona salute a tutti, colpevoli ed incolpevoli.

Benevento, 29 luglio 2026