mercoledì 4 febbraio 2026

Atti persecutori della Magistratura. 

 di PARADISO ATTILIO


Salto la prima pagina e copio la denuncia che il 17 gennaio 2026 ho trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Nordio, al Ministro Salvini ed ai componenti la Commissione Giustizia del Senato, tranne il Senatore Scarpinato.

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Dovevo nascere femmina, come le 4 sorelle che vedete in foto e le 2 nate dopo di me. Ma, papà e mamma misero poco sale nell’impasto e il 18 febbraio 1951 sfornarono il secondo maschio, in una casetta povera, ma piena di donne laboriose e di virtù, dove il figlio Nicola non c’era più.

Racconto le memorie di famiglia per farmi conoscere e per dimostrare che sono ancora buono a proteggere le nostre case, il Paese e le nostre donne dai delinquenti, dagli sfruttatori e dallo spopolamento, perché non cedo ai prepotenti, ai traditori, agli spacciatori e ai venditori di fumo.

Conseguita una buona maturità tecnica a Vasto Marina, a 19 anni andai a Crans-Montana per mandare a casa più liquidità, per portare avanti l’attività produttiva di famiglia e per imparare a realizzare gli impianti elettrici con le tecniche e i materiali svizzeri, che all’epoca erano decisamente migliori di quelli che avevo maneggiato nei laboratori scolastici e nel negozio di papà.

Poi, tornai a Casalbore, in provincia di Avellino, per lavorare nei piccoli negozi di elettrodomestici, arredamenti, tessuti, mercerie, abbigliamento e laboratorio di maglieria condotti dai miei genitori e dalle mie sorelle, nonché alle dipendenze di una grossa azienda di impianti telefonici, operante nella provincia e nella città di Benevento. Continuando ad aiutare mamma e papà, ho infine lavorato per 42 anni al servizio dello Stato, nell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, fino alla pensione.

Sposata la sorella più piccola e perduti i miei genitori, tenni in vita l’attività produttiva, feci un po’ di debiti per costruire la prima casa, mi sposai e nel 1982 girai le licenze commerciali a mia moglie.

Il 17.08.1997 completai un fabbricato più capiente, non feci debiti e spostai la mia famiglia a Pastene, una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento e al mio posto di lavoro.

Ma il trasferimento del negozio di arredamenti fu fallimentare, perché fummo subito costretti a disdire gli ordini ai fornitori, per l’impossibilità di raggiungere i magazzini con i camion, sia dal primo che dal secondo incrocio con la Strada Provinciale 18, in quanto il tratto iniziale di Via Vallone San Nicola fu illecitamente tappato con un muretto, una cabina elettrica e i bidoni della spazzatura.

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Il secondo incrocio, invece, non era e non è tuttora percorribile con i TIR, non è conforme al Codice della Strada ed è pericoloso per la circolazione pedonale, autoveicolare e dei motocicli, perché la via comunale cala trasversalmente sulla SP18 con la pendenza del 16%, in una curva molto angolata, assai più stretta della norma, priva di visibilità da entrambi i lati, priva di semaforo, di strisce pedonali, di dossi di rallentamento e di almeno un marciapiede sull’angolo interno, come prescritto nei centri abitati dal Codice della Strada.



Ho denunziato svariate volte gli assessori alla viabilità e alla sicurezza urbana, il capo dell’Ufficio Tecnico, tutti i sindaci ed il Commissario, Dr. La Montagna Mario, perché nemmeno lui ha rispettato l’Art. 3 della Costituzione, l’art. 1 del Codice della Strada, non ha urbanizzato la via comunale e perché tutti consentono che la sede stradale sia ostruita da recinzioni abusive, da alberi e da un seminterrato edificato sulla strada stessa. Tutti hanno imbottito di menzogne i Magistrati, i Prefetti e i Ministri, perciò sono refrattari, anche alle indicazioni di buon senso suggerite dagli ingegneri responsabili del Servizio Viabilità della Provincia di Benevento (Vedasi certificazioni di pericolo).

Dovendo dimostrare ai Giudici che non sono stato io a violare il Codice della Strada, né ho commesso le omissioni, gli abusi, le falsità del Sindaco, del Capotecnico e degli altri confinanti della via comunale, ho prodotto centinaia di esposti, di denunce e di querele, che, invece di favorire la riapertura della via, hanno scatenato 18 denunzie temerarie nei miei confronti, firmate dal Sindaco che nel 1997 fece chiudere il tratto più agevole della via comunale, dal responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, dalla Questura di Benevento, da un’ispettrice di Polizia Giudiziaria operante in Procura, dal Procuratore Capo e dai suoi servili Sostituti. Tuttavia, sono stato sempre assolto, perché i fatti contestati dai PM non sono mai accaduti e perché i reati che ho denunciato sono tuttora visibili dal cielo, dal cimitero di Pastene e dal cancello di casa, come vedete in foto:

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A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, tranne per l’esigua superficie espositiva del negozio e per la lontananza dalla città. Perciò ci spostammo a Benevento per mandare a scuola le due figlie, per non farle viaggiare, per tenerle con la mamma, per avvicinare il negozio di arredamenti alla clientela, al mio posto di lavoro e per non lasciare mia moglie sola in negozio e casa, 6 giorni su 7.

Però accadde ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare: il sindaco ed un consigliere confinante il cimitero fecero tappare la via dal lato che avrebbe agevolmente permesso il transito dei camion di qualunque dimensione, mentre il responsabile dell’Ufficio Tecnico, Maioli Nicola, dal 1997 ad oggi ha consentito che la sede stradale fosse occupata da un fabbricato, da muri, recinzioni ed alberi invasivi della carreggiata, per quanto sarebbe stato obbligato a demolire le opere abusive, ad urbanizzare la via e a renderla percorribile dal cimitero al secondo incrocio con la SP18, anche perché il secondo incrocio è tuttora pericoloso per la circolazione pedonale, autoveicolare e dei motocicli



VIOLAZIONI DI CARATTERE PERSECUTORIO

Attraverso i network, il mio sito WEB, interviste televisive e qualche articolo de “Il Sannio Quotidiano”, il 3 agosto 2010 ho diffuso la prima denuncia contro la Prefettura e la Procura e feci emergere i primi reati di falso materiale in atti di pubblico ufficio, commessi dal Capo di Gabinetto della Prefettura e in Procura (falsificazione di protocollo elettronico e falsificazione di una perizia redatta dai Carabinieri). Poi ho denunziato reati molto più gravi, tra i quali l’induzione di due Prefetti alla corruzione e la corruzione di due Comandanti della Polizia Stradale di Benevento.

Perciò sono stato sottoposto a stalking giudiziario dal Procuratore Capo e dai suoi Sostituti.

Insieme a un lungo stato di insonnia, di ansia, di inquietudine e di scoramento, ho subito 8 arresti temporanei, 18 rinvii a giudizio, un accertamento sanitario coatto, sequestri di manifesti, sanzioni non previste dal Codice della Strada e la restrizione della libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia, azionata dal Procuratore, Dr. Aldo Policastro, con consapevolezza, dolo e spietata malvagità:

1) click e leggi le false accuse del Procuratore

Il Procuratore Policastro non tollera la verità, specie quella che descrivo nei manifesti, perciò mi ha attribuito i tipici comportamenti di un sovversivo, di un delinquente e di un malato di mente. Cosicché mi ha ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia per fatti e reati architettati sulle menzogne. Infatti, dopo essere stato scortato per 3 anni dai Carabinieri e dalla Polizia privata, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale, “perché il fatto non sussiste.

2) click e leggi la Sentenza assolutoria

Dagli Amministratori di Sant’Angelo a Cupolo, dalla DIGOS, da un’ispettrice di Polizia Giudiziaria e dai sudditi del Procuratore ho subito 18 querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, per calunnie, per interruzioni di pubblico servizio e per fantomatiche aggressioni ad agenti della Polizia di Stato, della Polizia privata ed altri dipendenti dello Stato. Ma finora sono stato sempre assolto con formula piena e irrevocabile.

Se gradite vedere come mi attizzano in Procura e in Prefettura, cliccate sulle seguenti foto:


Se non fossi stato prudente e non avessi fatto esibire le attrici su YouTube, oggi avrei raccontato le mie prigioni dal penitenziario di Fenestrelle, anziché da terrone incensurato.

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza disturbare, senza infastidire e senza ostacolare la circolazione stradale. Tanto è accaduto a seguito di multe e di illeciti sequestri disposti dal Comandante della Polizia Municipale di Benevento, con l’imbarazzante silenzio assenso del Sindaco Mastella e con la gioiosa approvazione del Prefetto Torlontano, i cui atti ingiuntivi sono stati però mortificati ed annullati con la Sentenza del Giudice di Pace qui linkabile.

Con una cattiveria mirata ad annichilire, a logorare i rapporti con i miei congiunti e la mia resistenza, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorio da uno sconosciuto funzionario della Questura, che, essendo stato presumibilmente stimolato dalle cupole, mi ha diagnosticato le seguenti patologie caratteriali: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.


formulo qualche quesito e concludo.

1)       Un uomo pacifico, rispettoso delle leggi, dei diritti altrui e difensore della Costituzione può essere vessato, arrestato, maltrattato e fatto apparire ai Giudici e a centinaia di avvocati come un attaccabrighe, uno psicotico o un vecchio disadattato?

2)     Vi pare giusto che una famiglia multicolore e multirazziale debba essere vessata dalla Procura della Repubblica, intimorita dai militari, dalle denunzie temerarie e dagli ordini di demolizione di Nicola Maioli, come se la Ditta Paradiso Arredamenti di Pierro Anna avesse costruito un altro “Mostro di Fuenti” sulla costiera amalfitana o un nuovo hotel sulle tombe di Rigopiano?

3)     Sapete che in Europa, nel Regno Unito e in Svizzera vige il principio secondo il quale nessun magistrato inquirente può rinviare a giudizio 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputato?

Per avermi rinviato a giudizio 18 volte senza ottenere una condanna, il Dr. Policastro e i suoi schiavi non sono stati espulsi cautelativamente dai pubblici uffici, perché quanto è successo a me accade anche agli altri. Ma ciò non è successo a Benevento. Infatti, sono stato processato e assolto in modo limpido e cristallino. Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni. Sono stato arrestato 8 volte e portato in Questura per aver fatto parlare i manifesti. Ma, viva Dio, un Giudice di Pace ha fatto valere la Costituzione, la CEDU, i diritti universali dell’uomo e m’ha restituito i manifesti, la dignità e la libertà che m’era stata tolta.


Dopo solo 7 giorni la Procura di Sion ha disposto la carcerazione cautelativa dei primari responsabili della strage degli innocenti. In Italia abbiamo invece tenuto in libertà i responsabili della strage di Genova, di Rigopiano, del treno Andria-Corato e persino uno stupratore internazionale, mentre mia moglie attende da 6 lustri la mia carcerazione o almeno 7 ore di reclusione di chi ha messo i bidoni della spazzatura accanto al cimitero e li ha incendiati, sotto il naso delle nostre fanciulle, per 12 anni.

Non soddisfatti per i danni arrecati a me e ai miei congiunti, né appagati dalle denunzie temerarie sferrate dal Sindaco e dal capotecnico Nicola Maioli, gli amministratori di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato per “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del nuovo Sindaco, del nuovo Prefetto e del Commissario nominato dal Prefetto Torlontano, i quali non hanno voluto tener conto che l’ordinanza demolitoria è sorretta da menzogne, da ambiguità e da un esposto stracolmo di falsità, perché il ricorso è stato trasmesso in Prefettura e in Procura da un esperto mistificatore ed è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone sconosciute, che pure un fanciullo avrebbe saputo distinguere.

A nulla sono valse le denunce-querele trasmesse ai Carabinieri, perché loro portano le denunce in Procura e il Procuratore dirotta i procedimenti penali a Roma, oppure palleggia i fascicoli con i GIP per 8 anni continuativi, fino all’archiviazione per prescrizione dei reati Cliccare qui e leggere

Né il Prefetto, né il Commissario, né l’ennesimo Sindaco geometra hanno voluto tener conto che i Tecnici comunali hanno controllato i requisiti edificatori del nostro fabbricato 33 anni fa, quando lo stesso tecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver controllato con la lente d’ingrandimento i grafici di progetto, i calcoli del cemento armato, gli indici di fabbricabilità, le volumetrie, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1, la distanza dalla strada comunale, la rete fognaria e la conformità del fabbricato al Piano Regolatore Generale, nonché al Piano Particolareggiato di Zona.

Se il Prefetto fosse stato più esperto in sicurezza stradale e materia urbanistica, avrebbe commissariato il suo Commissario e il nuovo Sindaco, perché il Dr. La Montagna sa che la sicurezza stradale non può essere trascurata dalle autorità preposte a garantire il lavoro e la salute pubblica, e sa pure che avrebbe potuto annullare l'ordinanza di demolizione, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta”, 33 anni fa il capotecnico era tenuto a bocciare la Concessione Edilizia, prima di uccidere una P. IVA, prima di farci perdere la preziosa clientela e 30 anni di lavoro, prima di tappare una via senza effettuare la dismissione del bene demaniale, prima di farci pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata urbanizzata, né resa percorribile da un lato all’altro.

Tranne i recenti fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui è stato memorizzato in un video che ho trasmesso alle SS.LL., ai Ministri, al CSM e a tutte le Procure d’Italia, senza ricevere alcun riscontro, nemmeno per atto di normale cortesia.


clicca sul manifesto per leggere il testo piccolo

Riferimenti normativi primari
Costituzione italiana

Articolo 3 - II comma: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

Codice della Strada

Art. 1. La sicurezza delle persone nonché la tutela dell'ambiente, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato.

Art. 2. La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade è regolata dalle norme del presente codice e dai provvedimenti emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia.


Dichiaro di aver trasmesso l'stanza ai destinatari tramite PEC, il 17 gennaio 2026, alle ore 13,24.
Attilio Paradiso

venerdì 30 gennaio 2026

 


MEMORIE DIFENSIVE IMPUTATO

Processo n° 18 contro Paradiso Attilio

Rito monocratico RM0059



Al termine di uno dei 17 processi conclusi con la mia assoluzione, il Giudice di BN, Dr. Sergio Pezza, consegnò al Procuratore della Repubblica due memorie difensive contenenti parecchi elementi probatori, scritti da me in ipertesto.

Con i link contenuti nei due documenti provai la mia innocenza e non ho calunniato, né offeso i Magistrati di Napoli, ma ho accusato il Procuratore della Repubblica di BN, Dr. Aldo Policastro, per avermi fatto subire 3 anni di interdizione della libertà, per condotte delinquenziali mai commesse, né fuori, né dentro il Palazzo di Giustizia, altrimenti il Giudice Monocratico più severo, più apprezzato e più stimato di BN non mi avrebbe assolto con formula piena a cuor leggero.

Occorre precisare che il Dr. Policastro non mi querelò, ma mi iscrisse al Registro Generale Notizie di Reato di Benevento per calunnie contro i suoi colleghi di Napoli, li informò ed inviò il procedimento alla Procura di Roma, che repentinamente mi citò in giudizio, 5 anni fa.

Quindi, 3 alti Magistrati campani mi hanno già fatto processare per reati non commessi e per fatti non accaduti. Infatti, il Presidente della Camera Penale di BN, Dr. Sergio Pezza, mi ha assolto perché “il fatto non sussiste”, in quanto i crimini denunciati dai 3 Magistrati sono privi di fondatezza. Infatti, i 7 poliziotti citati dalla Procura hanno testimoniato che io contesto le istituzioni in modo esemplare, sempre da solo, senza disturbare alcun passante, senza causare disordine, senza intralciare la circolazione e sempre fuori dagli uffici pubblici e quelli di Giustizia.

La Sentenza assolutoria poteva essere impugnata, ma così non è accadutoPerché la Procura ha indietreggiato? 

Prima di spiegare il perché, occorre sottolineare che questo è il XVIII supplizio che subisco a causa del Dr. Policastro e dei suoi Sostituti. Infatti, sono stato assolto 17 volte con formula piena, limpida e irrevocabile. Non sono Sant’Attilio martire, ma dopo 17 processi e 42 anni al servizio dello Stato, sono incontaminato, rispettato e incensurato, anche se sono stato messo in ginocchio, martellato e sottoposto persino ad accertamento sanitario coatto, come un disadattato.

Contestualmente alle memorie difensive qui linkabili, la S.V. potrà constatare che ho sporto denuncia-querela contro il Procuratore di BN, il Procuratore Generale e l’Avvocato Generale di NA per i seguenti motivi:

  1. PERCHè i Magistrati mi hanno inflitto lo stesso provvedimento restrittivo, con lo stesso numero di protocollo informatico, con la stessa motivazione e in 2 diverse date. Da ciò che scrisse la Sostituta che informò tutti gli organi di Polizia, il Procuratore Generale aveva emesso il provvedimento il 2 agosto 2019, con protocollo n. 196.  Ma tale provvedimento non c’è, non è stato trasmesso a nessuno e non è stato esibito in processo, nemmeno dopo la risoluta richiesta del Giudice, Dr. Sergio Pezza. Per quali motivi? è stato forse mistificato e poi fatto sparire dall’autore? Pare possibile che la Procura Generale aveva protocollato 196 atti il 2 agosto e la Procura di BN registrava 8175 pratiche l’8 agosto?  Pare possibile che il 2 ottobre 2019 il protocollo informatico del Procuratore di BN indietreggiava e registrava il numero 995 ?
  2. PERCHè i Magistrati di NA e di BN non mi hanno notificato il provvedimento, manco a seguito di istanza certificata ex L. 241/90, diffida e denuncia-querela del 18.12.21, che peraltro sembra non sia stata registrata in Procura;
  3. PERCHè le autorità della Procura Generale e il Procuratore Policastro, mi hanno condannato ad essere scortato dalle forze armate in Procura e in Tribunale, per 3 anni, come fossi il delinquente che minaccia i dipendenti dello Stato coi manifesti, senza peraltro concedermi la possibilità di difendermi dalle loro gravi ed infondate accuse;
  4. PERCHè gli atti restrittivi presentano incongruenze, superflue duplicazioni, vistose contraddizioni e grossolane falsità dei protocolli informatici, che sono irreali e non sono progressivi, tranne l’informativa inviata dalla Dr.ssa Tillo ai Carabinieri, alla Finanza, alla Polizia Privata, alla Questura e al Presidente del Tribunale. Se lo affermo, non è una calunnia, perché ho tenuto corsi di formazione a tutte le scuole della Provincia di BN, in quanto Referente dei Servizi Informatici e della Sicurezza del Sistema Informatico del Ministero dell’Istruzione, per 30 anni.

Infatti, sono stato assolto dai paventati crimini citati dal Procuratore Policastro e dai suoi colleghi di NA con Sentenza recante queste motivazioni: “Va rilevato che il Paradiso non è mai entrato nel Palazzo di Giustizia in dispregio del Provvedimento emesso dal Procuratore Generale in data 2 agosto 2019. Egli si limitava ad esporre i suoi cartelli di protesta nell'area antistante il Palazzo di Giustizia, rimanendo seduto nei pressi. Tanto hanno riferito tutti i testi escussi (Ossia 7 agenti di Polizia indicati dal PM). Pare quindi che il Paradiso debba essere assoltoPer questi motivi assolve Paradiso Attilio dai reati a lui ascritti perché il fatto non sussiste

Per ultimo sottolineo che l’Art. 13 della Costituzione e l’art. 605 del Codice Penale obbligano il Giudice a notificare il Provvedimento restrittivo all’interessato entro le 48 ore, altrimenti il Provvedimento è nullo e chi priva ingiustamente della libertà personale è punito con la reclusione da 1 a 6 anni. MA, il Dr. Policastro è stato promosso a Procuratore Generale ed avvicinato a casa sua.

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Queste memorie sono state lette nell’udienza del 2.12.2025 e sono state consegnate al Giudice Monocratico e al Cancelliere.


venerdì 2 gennaio 2026

  MEMORIE CERTIFICATE DI UN PENSIONATO


Sono nato a Casalbore (AV) e spero di compiere 75 anni il 18 febbraio 2026, senza commettere reati e senza più litigare con i magistrati.

Dopo aver frequentato le scuole superiori a Vasto, andai a lavorare Crans-Montana per portare un po’ di soldi in famiglia e per imparare a praticare l’elettrotecnica con i materiali svizzeri, che all’epoca erano di gran lunga migliori di quelli italiani e di quelli che avevo visto nei laboratori scolastici.

Poi tornai a casa ed ho lavorato nei negozi di elettrodomestici, arredamenti, maglierie, tessuti, mercerie e abbigliamenti gestiti dai miei genitori e dalle mie 6 sorelle, nonché alle dipendenze di una grossa azienda di impianti telefonici, dal 1973 al 1974. Continuando ad aiutare la mia famiglia, ho infine lavorato per 42 anni al servizio dello Stato, nell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, fino alla indesiderata pensione, perché devo imparare da chi sa ed insegnare alla gente che non sa, come hanno sempre fatto mamma e papà.


Sposate tutte le mie sorelle e deceduti i miei genitori in giovane età, rilevai l’attività produttiva di famiglia, mi sposai e nel 1982 girai le licenze commerciali a nome di mia moglie, lavorando sia da impiegato dello Stato che come impiantista, progettista e arredatore, fino al 17.08.1997, quando sciaguratamente spostai la mia famiglia e il nostro negozio di arredamenti in una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento. Ma quella scelta fu fatale, perché fummo subito costretti a chiudere la partita IVA, per l’impossibilità di raggiungere i nuovi magazzini con i camion, sia dal primo che dal secondo incrocio con la Strada Provinciale 18, in quanto il tratto iniziale di Via Vallone San Nicola fu illecitamente tappato con un muretto e una cabina elettrica, mentre il secondo incrocio è tuttora impercorribile con i camion ed è pericoloso pure per il transito pedonale ed autoveicolare.

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Ho denunziato svariate volte i responsabili dell’Ufficio Tecnico, gli assessori alla viabilità e alla sicurezza urbana e tutti i sindaci che si sono succeduti dal 1997 al 2026, perchè tuttora consentono che la sede stradale sia ostruita da recinzioni abusive, da alberi e da un seminterrato invasivo della strada stessa.

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Dovendo dimostrare ai Giudici che non sono stato io a violare le leggi, né ho commesso gli abusi edilizi fatti dall’ENEL e dagli altri confinanti della via comunale, ho prodotto centinaia di esposti, di denunzie e di querele, che, invece di sortire la messa a norma della via, hanno scatenato 18 denunzie temerarie nei miei confronti, dal Sindaco di Sant’Angelo a Cupolo, del responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, dal Procuratore della Repubblica e dai suoi Sostituti. Tuttavia, sono stato sempre assolto con formula piena, perché i fatti che mi ha contestato la Procura non sono mai accaduti e perché i reati che ho denunciato sono tuttora visibili dal cielo e dal cimitero di Pastene, come vedete in foto:

clicca sulle immagini per ingrandirle e per vedere
la strada comunale occupata dagli alberi e 
ridotta a una mulattiera di campagna

Consapevole delle responsabilità civili e penali che assumo per ciò che ho già scritto, per ciò che dirò e per quanto vedrete e ascolterete, dichiaro che quanto ho dichiarato ai Giudici che mi hanno assolto è frutto di limpida verità, peraltro pubblicata su YouTube, su Facebook e su www.vieniescrivipuretu.net.

A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di spostarci a Benevento per mandare a scuola e all’Università le nostre figlie, per non farle viaggiare tutti i giorni, per avvicinare il negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare mia moglie sola a casa e in negozio, 6 giorni su 7.

Però accadde ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare. Infatti, il sindaco che mi fece acquistare l’area edificabile fece chiudere la via dal lato del cimitero, non l'ha resa transitabile e l'ha mai asfaltata, mentre il responsabile dell’Ufficio Tecnico ha permesso che la sede stradale fosse occupata da un seminterrato, da alberi e da recinzioni abusive, per quanto sarebbe stato obbligato ad urbanizzare la via e a renderla percorribile dal cimitero, anziché dall’incrocio pericoloso posto al centro di una curva priva di visibilità, pericolosa e non percorribile dai TIR.

Col video del 2 novembre 2025 potrete vedere i limiti della nostra proprietà e quelli della via comunale, dal seminterrato abusivo al cimitero.



VIOLAZIONI DI CARATTERE PERSECUTORIO e DESTABILIZZANTE

Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di governo e Magistrati, ho patito e tuttora subisco stalking giudiziario e danni irreversibili dai Magistrati e dagli Amministratori comunali.

Ho subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, 8 arresti temporanei, 18 citazioni in giudizio, un accertamento sanitario obbligatorio, svariati sequestri di manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dall’ex Procuratore della Repubblica di BN (click e leggi le sue false accuse).

Il Procuratore della Repubblica mi ha fatto apparire come un delinquente, avendomi ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia di BN per reati basati su calunnie, insinuazioni e menzogne. Sicché, dopo essere stato scortato per 3 anni dai Carabinieri, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale.

Ho subito querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, calunnie, interruzioni di pubblico servizio, minacce ed aggressioni a pubblici ufficiali, agli Amministratori comunali di Sant’Angelo a Cupolo, alla DIGOS e a un'ispettrice di Polizia Giudiziaria. Ma non sono stato condannato.

Giusto per farvi vedere chi minaccia e come sono amato in Procura, vi faccio sentire cosa accade nel Palazzo di Giustizia con una provocante ispettrice di Polizia Giudiziaria:

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza aver mai causato disagi ai cittadini, all’ambiente, né tantomeno ai poliziotti e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto, i cui atti ingiuntivi  sono stati annullati e mortificati con la Sentenza del Giudice di Pace qui linkabile.

Con una cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorioabusivo, perché un agente della Questura mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai Minnesota Test. Infatti, non essendo medico, né infermiere, il poliziotto mi ha descritto così: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.

Tanto premesso, formulo qualche considerazione e concludo.

1) Secondo voi, un uomo pacifico e rispettoso delle leggi può essere vessato, arrestato, maltrattato, espropriato di manifesti e fatto apparire come un attaccabrighe, uno psicotico o un vecchio disadattato?

2) Appare giusto che i genitori di due figlie di colore diverso dagli europei debbano essere martoriati dal Comune, dalla Procura e dalla Prefettura, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza?

Sono stato processato 18 volte, ma finora sono stato sempre assolto in modo limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste”.  Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni inflitte dalla Polizia Municipale. Sono stato arrestato 8 volte dalla DIGOS per aver comunicato con manifesti inoffensivi, ma dopo ore di penitenza in caserma mi hanno scarcerato, senza lasciare traccia degli immotivati arresti.

Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia e in Europa vige il principio secondo il quale nessun magistrato può processare 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputato. Ma ciò accade a Benevento.

Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i funzionari di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio, del nuovo Sindaco e del nuovo Prefetto, i quali non hanno tenuto conto che l’ordine di demolizione è sorretto da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, perché il ricorso è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone sconosciute.

Né il Prefetto, il Commissario e il nuovo sindaco geometra hanno tenuto conto che i Tecnici comunali hanno controllato i requisiti edificatori 32 anni fa, quando lo stesso tecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver minuziosamente controllato i grafici di progetto, i calcoli del cemento armato, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e la conformità del fabbricato al Piano Regolatore Generale.

Se il Prefetto fosse stato più attento e più esperto di sicurezza stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al suo Commissario e al Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può essere trascurata dalle autorità preposte a garantire il lavoro e la salute pubblica, e sanno pure che il Sindaco avrebbe dovuto annullare l'ordine di demolizione, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” il capotecnico era tenuto a bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, prima di farci investire i risparmi di 30 anni di lavoro, prima di permettere la chiusura di una via comunale e prima di farci pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai urbanizzata.

Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui sono stati immortalati in un video di 8 minuti e 22 secondi, dal titolo “CRIMINI CRIMINALI E CRIMINALIZZATI”, che ho trasmesso al Presidente della Repubblica, ai Ministri, ai media e a tutte le Procure d’Italia. Il video è visionabile su YouTube, cercando il titolo o cliccando sulla foto dei criminalizzati.


Attilio Paradiso
3 gennaio 2026




giovedì 18 dicembre 2025

 CONTO CONSUNTIVO E MEMORIE DIFENSIVE IMPUTATO
in formato ipertestuale certificato

Sono nato nel 1951 a Casalbore (AV). Tranne gli anni delle scuole superiori, sono vissuto nel mio paese fino al 17.08.1997, quando sciaguratamente spostai la mia famiglia, la residenza e il nostro negozio di arredamenti a Pastene, una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento, alla più folta clientela e alle scuole che poi hanno frequentato le nostre figlie.

Ma dopo pochi mesi fummo subito costretti a chiudere il negozio, per l’impossibilità di raggiungere i magazzini con i camion, per le ruberie e le ostruzioni abusive della via comunale che conduce al nostro fabbricato. Ho denunziato gli amministratori comunali, i prefetti e pure i magistrati, perché colpevoli di aver assolto gli autori degli abusi e i responsabili comunali che tuttora consentono che la strada sia ostruita da recinzioni murarie, da un seminterrato e con alberi posti sulla sede stradale, come mostro in foto.

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Dovendo dimostrare ai Giudici che non ho violato le leggi, né ho commesso i reati che la Procura della Repubblica di Benevento mi ha contestato dal 2009 ad oggi, ho prodotto centinaia di esposti, di denunzie e di querele che hanno scatenato 18 denunzie temerarie dei dipendenti comunali, dei Prefetti, del Procuratore Capo e dei suoi Sostituti, che infatti mi hanno rinviato a giudizio 18 volte in 15 anni. Ciò nonostante, sono stato sempre assolto con formula piena e liberatoria, perché i fatti che i PM hanno contestato non sono mai accaduti. Ma ho dovuto pagare sempre il conto al mio avvocato, sebbene sia stato sempre assolto.

Consapevole delle responsabilità civili e penali che assumo per ciò che ho già scritto, per ciò che dirò e per quanto vedrete e ascolterete, dichiaro che quanto ho dichiarato ai Giudici che mi hanno assolto è frutto di limpida verità, peraltro pubblicata su YouTube, su Facebook e sul mio sito WEB: www.vieniescrivipuretu.net.

A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di spostarci a Benevento per mandare a scuola e all’Università le nostre figlie, per non farle viaggiare tutti i giorni insieme a me, per avvicinare il negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare mia moglie sola per 6 giorni su 7.

Però accadde ciò che nemmeno Padre Pio avrebbe potuto prevedere. Infatti, l’ENEL posò una cabina elettrica sulla sede stradale e chiuse l’imbocco della via comunale con un muretto.

Appare necessario evidenziare che l’ENEL avrebbe potuto collocare la cabina in qualunque altro posto, ma non sulla sede stradale. Ma così non accadde, perché il Sindaco Viceré, nonostante fosse mio collega d’Ufficio, fece chiudere la via senza alcuna autorizzazione convenuta con la Giunta, né con i Consiglieri comunali, al misero scopo di accontentare gli amici che lo avevano votato e che avevano rubato la via comunale con alberi, recinzioni murarie ed infine con un seminterrato edificato sulla sede stradale con il permesso a costruire sottoscritto dall'allora geometra Nicola Maioli.

Quello che i Sindaci e il Capotecnico comunale chiamano "parcheggio del cimitero di Pastene", è stato invece utilizzato pure dagli Amministratori successivi per parcheggiare la spazzatura a tre passi dal cimitero e da casa, dal 1997 in poi. Qui accanto avete visto le foto del parcheggio posto sul tratto iniziale di Via Vallone San Nicola, il prefabbricato abusivo posto sulla sede stradale e la foto della Strada Provinciale 18, adibita a zona di sosta perpetua dell'indifferenziata.

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Col seguente, breve filmato del 2.11.2025, potrete vedere i limiti della mia proprietà e quelli della via comunale, occupata da un seminterrato ed ostruita interamente da alberi invasati sulla sede stradale da 30 anni.

Ascoltate bene cosa dico e poi chiedetevi se è reato occupare le vie comunali in questo modo e se i Magistrati hanno fatto bene ad assolvere tutti, anche il Capo dell’Ufficio Tecnico comunale di Sant’Angelo a Cupolo, che in udienza, dinanzi ai magistrati ha detto che “la via esiste catastalmente, ma di fatto non è mai esistita”; e non solo, perché ha fatto credere al Prefetto, al Commissario prefettizio, al Procuratore Aggiunto, al suo Sostituto e forse anche al Ministro Salvini che il parcheggio è stato realizzato con una delibera di Giunta del 1992, con i soldi del comune.

Clicca sulla foto e vai al video di  4min e 15 sec.

DOMANDO: Voi credereste al pallone schiattato dall’ingegnere Maioli o ai cassonetti della spazzatura?

Ebbene, in Procura credono a Banno Natale, a Pinocchio e pure alla Befana.
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VIOLAZIONI DI CARATTERE VESSATORIO, PERSECUTORIO e DESTABILIZZANTE

Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di governo e Magistrati, ho patito e tuttora subisco stalking giudiziario e danni irreversibili dalla Procura della Repubblica di Benevento, dagli Amministratori comunali e soprattutto dall’ingegnere responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale di Sant’Angelo a Cupolo.

Ho infatti subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, più 8 arresti temporanei, un ricovero al pronto soccorso, 18 citazioni in giudizio, un accertamento sanitario obbligatorio (click su Allegato 1), svariati sequestri di manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dal Procuratore di BN (click su Allegato 2) e disposta dal Procuratore Generale della Corte Penale d’Appello di Napoli (click su Allegato 3).

Ciò è accaduto perché scrivo la verità sui manifesti e contesto le autorità civilmente, pacificamente e disciplinatamente seduto dinanzi alla Prefettura, al Tribunale, ai Ministeri e al Parlamento.

Il Provvedimento restrittivo desiderato dal Dr. Aldo Policastro mi ha condizionato la vita, avendomi ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia di BN, non per fatti accaduti, ma per reati basati su calunnie, insinuazioni e menzogne. Sicché, dopo 3 anni di processo ed ingiustificabile castigo, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale, perché ho dimostrato al Giudice che il provvedimento restrittivo era sostenuto da falsità, peraltro smentite da tutti i testi citati da chi mi ha sottoposto a processo.

Ho subito 18 querele temerarie per diffamazione, calunnia, interruzione di pubblico servizio, minacce ed aggressioni a pubblici ufficiali, agli Amministratori comunali di Sant’Angelo a Cupolo, alla DIGOS e a un'ispettrice di Polizia Giudiziaria.

Invito a mettere a confronto le falsità poste a sostegno del provvedimento del Dr. Policastro (posto in Allegato 2) e la Sentenza assolutoria del 2021 (click su Allegato 4).

Dinanzi ai GIP e nei processi mi sono difeso con memorie difensive scritte in ipertesto e con filmati incontrovertibili, con i quali ho fatto sentire cosa accade in Prefettura e nel palazzo di Giustizia. Con il video posto in Allegato 5 potrete ascoltare cosa accadde nella Procura mentre consultavo un fascicolo palleggiato per 8 anni e poi fatto sparire. Dopo tale fatto, fui citato in giudizio e processato immediatamente per aggressione e minacce a Pubblico Ufficiale. Ma, per la diciassettesima volta sono stato assolto con formula piena e con Sentenza irrevocabile che potrete leggere in Allegato 6.

Resta da concludere il XVIII processo a Roma. Ma confido, non perchè sia stato sempre assolto, ma perché ho dimostrato che mi denunciano per fatti insussistenti, facendo costantemente abuso di ambiguità e di menzogne.

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza aver mai causato disagi ai cittadini, all’ambiente, né tantomeno ai poliziotti e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto, sebbene i sequestri e le maxi sanzioni pecuniarie siano state disposte in violazione del Codice della Strada e degli Articoli 42, 21 e 13 della Costituzione. Vale la pena evidenziare che le multe, i sequestri e gli atti ingiuntivi del Prefetto sono stati annullati con le motivazioni scritte nella Sentenza del Giudice di Pace in Allegato 7.

Con una perfida cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a svuotare il mio portamonete, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorio” abusivo, perché disposto da un agente della Questura, che mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai Minnesota Test, contrariamente a ciò che impone la Legge n. 833/1978. Infatti, non essendo medico, né farmacista, il poliziotto mi ha descritto con le seguenti patologie caratteriali: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.

Non appare vano evidenziare che ho lavorato per 42 anni al servizio del Ministero dell'Istruzione, non ho mai subito procedimenti disciplinari, sono incensurato, paziente, volenteroso, cortese, generoso e stimato non solo dal personale scolastico della provincia di Benevento, ma dalle persone che mi hanno conosciuto da studente, da dipendente dello Stato e da pensionato.


Tanto premesso, formulo 3 considerazioni e concludo.

1) Non appare giusto che un uomo pacifico e rispettoso delle leggi debba essere vessato, arrestato, maltrattato, espropriato di manifesti e fatto apparire come uno psicotico, un attaccabrighe o un vecchio disadattato.

2) sembra piuttosto anormale che i quotidiani locali non fanno sapere cosa reclamo, cosa accade dentro e fuori il palazzo di Giustizia e cosa pretendo dagli Amministratori comunali, dal Prefetto e dalla Procura di Benevento.

3) non appare giusto che i genitori di due figlie di colore diverso dagli europei debbano essere perseguitati e martoriati, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza.

Il 20 febbraio sarò giudicato per la XVIII volta a Roma, per le inarrestabili imputazioni del Procuratore Policastro, e per le accuse di calunnia avanzate dal Procuratore Generale e dall’Avvocato Generale di Napoli, quantunque sia stato già assolto in un processo con Sentenza posta in Allegato 8; che poteva essere appellata dal PM e dal Dr. Policastro, che invece mi ha incriminato ancora una volta per calunnia contro i suoi colleghi di Napoli.

Sono stato processato 18 volte, ma finora sono stato sempre assolto in modo limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste”. 

Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni inflitte dalla Polizia.

Sono stato arrestato 8 volte dalla DIGOS per aver comunicato con manifesti inoffensivi, ma dopo ore di penitenza in caserma mi hanno scarcerato, senza lasciare traccia degli immotivati arresti.

Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia  e in Europa vige il principio secondo il quale nessun magistrato può processare 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputatoperchè il pubblico ufficiale che obbedisce ciecamente al capo arreca danni allo Stato, genera sfiducia e provoca danni alla persona e all’economia del paese.

Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i funzionari di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio e del Prefetto di Benevento, i quali non si sono accorti che l’Ordinanza demolitoria è sostenuta da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, perchè l'esposto è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone, sconosciute pure all’Anagrafe municipale. Né si sono accorti che l’Ufficio Tecnico ha controllato i requisiti edificatori 32 anni fa, quando lo stesso capotecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver minuziosamente controllato i grafici di progetto, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e persino le pozzette della rete fognaria.

Se il Prefetto fosse stato più esperto di edilizia e di sicurezza stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al Commissario La Montagna e al Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può essere trascurata dal Sindaco, né dal Responsabile dell'Ufficio Tecnico, e sanno pure che avrebbero dovuto annullare l'ordinanza demolitoria, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” l’ing. Maioli era tenuto a bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, non dopo averci fatto spendere 800 milioni di £ire, dopo averci fatto pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai urbanizzata, né dopo averci fatto pagare l'IMU per 32 anni e dopo aver permesso le ruberie e le ostruzioni abusive di via Vallone San Nicola.

Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui sono stati immortalati in un video di 8 minuti e 22 secondi, dal titolo “CRIMINI CRIMINALI E CRIMINALIZZATI”, che ho trasmesso al Capo dello Stato, ai Ministri, ai media e a tutte le Procure d’Italia. Il video è visionabile su YouTube, cercando il titolo o cliccando sulla foto dei criminalizzati.


Questo esposto è stato pubblicato da Attilio Paradiso il 18 dicembre 2025 e, anziché ai Sostituti Procuratori e ai Giudici del Tribunale di Benevento, è stato affidato a Babbo Natale e alla Befana tramite PEC.