domenica 24 giugno 2018

APPELLO a cuore aperto al Ministro Salvini.
    
Con istanza del 2 marzo scorso e con successiva nota integrativa del 23.4.2018 ho informato il Ministro Minniti ed ho chiesto che assumesse azioni di controllo sull'operato ambiguo, pinocchiesco e criminoso del Prefetto di Benevento.

In assenza di risposta dell'On.le Minniti e dei Funzionari ministeriali, pure alle successive missive, ho trasmesso via PEC un'ultima diffida, più una lettera aperta  alla S.V. in formato blogspot, che ho peraltro diffuso attraverso i network.

Avendo appurato che verosimilmente l'Ufficio di Gabinetto non ha informato né Lei, né l'ex Ministro, anticipo il seguente appello, che mi auguro di favorire a breve, dalla mia alla Sua mano destra, visto che le Sinistre sembrano paralizzate.
On.le Ministro, le dipartite IVA chiedono di cessare la pulizia dei poveri, di richiamare all'ordine i ricchi stipendiati dai poveri e dalle piccole partite IVA, di menare la scopa e di cominciare a fare un po' di polizia dentro casa Sua e casa mia.

sabato 23 giugno 2018


SEGNALAZIONI E ADDEBITI a viso aperto


     Ill.mo Dr. Policastro

alla luce delle doglianze che Le ho rappresentato un anno fa e il mese scorso, emerge che alcuni Magistrati non concludono le indagini in tempi ragionevoli, come di contro è accaduto in Procura e in Tribunale, quando si è trattato di decidere in ordine a 4 querele sporte contro di me, dalla Questura, da un ex Sindaco e da un funzionario del Comune di Sant'Angelo a Cupolo.

Sono a conoscenza, altresì, che la Dr.ssa Palumbo è stata trasferita in altra sede e che le indagini, sebbene già trattate dal Dr. Conzo, non sono state concluse.

Atteso che il trasferimento del PM potrebbe comportare l'ulteriore proroga dei termini per la conclusione delle indagini e che i reati già individuati dal Procuratore Aggiunto sono gravi e gravano su autorevoli dipendenti dello Stato,

chiedo

di valutare l'esigenza di affidare il fascicolo riunito 4015/17 al Procuratore Aggiunto, perché a giugno dello scorso anno concluse  le indagini preliminari in soli due mesi, perché conosce la vicenda giudiziaria in ogni dettaglio e perché le persone indiziate di omissione, rifiuto, abuso d'ufficio, falso ed altri reati siano messe in condizioni di non continuare a delinquere, di non reiterare i reati e di non arrecare più danni allo Stato e alla mia famiglia, che invece da 21 anni sconta la pena, a differenza del Prefetto di BN, resosi colpevole pure di falso e depistaggio, come da denunzia integrativa qui linkabile, trasmessa al PM il 20.4.2018.

Tanto si chiede, nella qualità di parte soccombente, in applicazione dell'Art. 6 della CEDU, dall'Art. 111 della Costituzione Italiana, del Cpp e della Legge Pinto, e  perché non si abbiano a verificare le stesse cause di nullità e la stessa sorte toccata alla prima denunzia del 24 giugno 2009, tuttora in attesa di giudizio (prescrizione) presso la Corte di Appello di Napoli, nonché al fascicolo riunito n. 1707/17, che dal 2010 ad oggi ha già scontato 5 Camere di Consiglio con 3 diversi GIP ed altrettante regressioni in Procura, dopo che le tre diverse querele costituenti il fascicolo sono state infruttuosamente custodite per 3 anni dal Dr. Clemente, per quasi 4 anni dal Dr. Iannella ed infine dalla Dr.ssa Scamarcio.

Benevento, 20 giugno 2018

Attilio Paradiso

martedì 5 giugno 2018


Lettera aperta al Ministro dell'Interno
On.le MATTEO SALVINI

    
Con  istanza del 2 marzo 2018 e successiva integrazione del 23/4, entrambe corredate di link ad evidenze probatorie di fattura pubblica, ho informato il Ministro Minniti ed ho chiesto che assumesse azioni di controllo sull'operato criminoso del Prefetto di Benevento.
     In mancanza di rassicurante risposta, sia da parte del Ministro che dell'Ufficio di Gabinetto e del "Responsabile del Procedimento", il 27 aprile scorso sono stato costretto a venire al Ministero, solo al fine di individuare il funzionario affidatario del Procedimento. Cosicché, grazie all'accurata mediazione del Capo del Servizio di Sicurezza, alle 13.30 ho dialogato telefonicamente con la Dr.ssa Rombolà, sia pure dalle gradinate antistanti il Viminale, senza però ricevere rassicurazioni in ordine all'avvenuta consegna delle due lettere al Ministro.
     In risposta alla successiva istanza del 28 maggio la Dr.ssa Rombolà mi ha fatto sapere di aver restituito la pratica all'Ufficio di Gabinetto, facendomi così comprendere che ha fatto stagionare l'insaccato per 90 gg senza agire con immediatezza e garbo, in violazione della Legge 241/90 e del Codice di comportamento del dipendenti pubblici.
      Da ex dipendente del MIUR e, quindi, da esperto conoscitore dei costumi della dirigenza pubblica,  presumo che l'incartamento non sia stato recapitato al Ministro, oppure che sia stato "palleggiato" dai funzionari ministeriali, visto che nemmeno il Gabinetto ha fornito notizie alla IV istanza/diffida del I giugno u.s.
     Vale la pena evidenziare che l'accaduto è già stato oggetto di una querela del 2012, che risulta essere regredita allo stato d'indagine, dopo 6 anni e 8 mesi di  contestati scambi di palla tra la Procura di Benevento e 3 GIP.
     Tanto premesso, prego di leggere accuratamente le informative, di farsi interprete di chi annaspa fuori dai Palazzi, di mettere ordine e di operare come intende fare per i clandestini, "per rendere ancora più efficaci le politiche di controllo, di allontanamento e di espulsione", atteso che le Leggi Comunitarie, al pari di quelle italiane, non prevedono che il cittadino sia sballottato come una pallina da pingpong, per poi essere schiacciato dalla Pubblica Amministrazione, dagli Enti locali o dalla Giustizia italiana.
      La saluto cordialmente e Le auguro buon prosieguo di vita e di lavoro.

Sant'Angelo a Cupolo, 6 giugno 2018