venerdì 30 gennaio 2026

 


MEMORIE DIFENSIVE IMPUTATO

Processo n° 18 contro Paradiso Attilio

Rito monocratico RM0059



Al termine di uno dei 17 processi conclusi con la mia assoluzione, il Giudice di BN, Dr. Sergio Pezza, consegnò al Procuratore della Repubblica due memorie difensive contenenti parecchi elementi probatori, scritti da me in ipertesto.

Con i link contenuti nei due documenti provai la mia innocenza e non ho calunniato, né offeso i Magistrati di Napoli, ma ho accusato il Procuratore della Repubblica di BN, Dr. Aldo Policastro, per avermi fatto subire 3 anni di interdizione della libertà, per condotte delinquenziali mai commesse, né fuori, né dentro il Palazzo di Giustizia, altrimenti il Giudice Monocratico più severo, più apprezzato e più stimato di BN non mi avrebbe assolto con formula piena a cuor leggero.

Occorre precisare che il Dr. Policastro non mi querelò, ma mi iscrisse al Registro Generale Notizie di Reato di Benevento per calunnie contro i suoi colleghi di Napoli, li informò ed inviò il procedimento alla Procura di Roma, che repentinamente mi citò in giudizio, 5 anni fa.

Quindi, 3 alti Magistrati campani mi hanno già fatto processare per reati non commessi e per fatti non accaduti. Infatti, il Presidente della Camera Penale di BN, Dr. Sergio Pezza, mi ha assolto perché “il fatto non sussiste”, in quanto i crimini denunciati dai 3 Magistrati sono privi di fondatezza. Infatti, i 7 poliziotti citati dalla Procura hanno testimoniato che io contesto le istituzioni in modo esemplare, sempre da solo, senza disturbare alcun passante, senza causare disordine, senza intralciare la circolazione e sempre fuori dagli uffici pubblici e quelli di Giustizia.

La Sentenza assolutoria poteva essere impugnata, ma così non è accadutoPerché la Procura ha indietreggiato? 

Prima di spiegare il perché, occorre sottolineare che questo è il XVIII supplizio che subisco a causa del Dr. Policastro e dei suoi Sostituti. Infatti, sono stato assolto 17 volte con formula piena, limpida e irrevocabile. Non sono Sant’Attilio martire, ma dopo 17 processi e 42 anni al servizio dello Stato, sono incontaminato, rispettato e incensurato, anche se sono stato messo in ginocchio, martellato e sottoposto persino ad accertamento sanitario coatto, come un disadattato.

Contestualmente alle memorie difensive qui linkabili, la S.V. potrà constatare che ho sporto denuncia-querela contro il Procuratore di BN, il Procuratore Generale e l’Avvocato Generale di NA per i seguenti motivi:

  1. PERCHè i Magistrati mi hanno inflitto lo stesso provvedimento restrittivo, con lo stesso numero di protocollo informatico, con la stessa motivazione e in 2 diverse date. Da ciò che scrisse la Sostituta che informò tutti gli organi di Polizia, il Procuratore Generale aveva emesso il provvedimento il 2 agosto 2019, con protocollo n. 196.  Ma tale provvedimento non c’è, non è stato trasmesso a nessuno e non è stato esibito in processo, nemmeno dopo la risoluta richiesta del Giudice, Dr. Sergio Pezza. Per quali motivi? è stato forse mistificato e poi fatto sparire dall’autore? Pare possibile che la Procura Generale aveva protocollato 196 atti il 2 agosto e la Procura di BN registrava 8175 pratiche l’8 agosto?  Pare possibile che il 2 ottobre 2019 il protocollo informatico del Procuratore di BN indietreggiava e registrava il numero 995 ?
  2. PERCHè i Magistrati di NA e di BN non mi hanno notificato il provvedimento, manco a seguito di istanza certificata ex L. 241/90, diffida e denuncia-querela del 18.12.21, che peraltro sembra non sia stata registrata in Procura;
  3. PERCHè le autorità della Procura Generale e il Procuratore Policastro, mi hanno condannato ad essere scortato dalle forze armate in Procura e in Tribunale, per 3 anni, come fossi il delinquente che minaccia i dipendenti dello Stato coi manifesti, senza peraltro concedermi la possibilità di difendermi dalle loro gravi ed infondate accuse;
  4. PERCHè gli atti restrittivi presentano incongruenze, superflue duplicazioni, vistose contraddizioni e grossolane falsità dei protocolli informatici, che sono irreali e non sono progressivi, tranne l’informativa inviata dalla Dr.ssa Tillo ai Carabinieri, alla Finanza, alla Polizia Privata, alla Questura e al Presidente del Tribunale. Se lo affermo, non è una calunnia, perché ho tenuto corsi di formazione a tutte le scuole della Provincia di BN, in quanto Referente dei Servizi Informatici e della Sicurezza del Sistema Informatico del Ministero dell’Istruzione, per 30 anni.

Infatti, sono stato assolto dai paventati crimini citati dal Procuratore Policastro e dai suoi colleghi di NA con Sentenza recante queste motivazioni: “Va rilevato che il Paradiso non è mai entrato nel Palazzo di Giustizia in dispregio del Provvedimento emesso dal Procuratore Generale in data 2 agosto 2019. Egli si limitava ad esporre i suoi cartelli di protesta nell'area antistante il Palazzo di Giustizia, rimanendo seduto nei pressi. Tanto hanno riferito tutti i testi escussi (Ossia 7 agenti di Polizia indicati dal PM). Pare quindi che il Paradiso debba essere assoltoPer questi motivi assolve Paradiso Attilio dai reati a lui ascritti perché il fatto non sussiste

Per ultimo sottolineo che l’Art. 13 della Costituzione e l’art. 605 del Codice Penale obbligano il Giudice a notificare il Provvedimento restrittivo all’interessato entro le 48 ore, altrimenti il Provvedimento è nullo e chi priva ingiustamente della libertà personale è punito con la reclusione da 1 a 6 anni. MA, il Dr. Policastro è stato promosso a Procuratore Generale ed avvicinato a casa sua.

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Queste memorie sono state lette nell’udienza del 2.12.2025 e sono state consegnate al Giudice Monocratico e al Cancelliere.


venerdì 2 gennaio 2026

  MEMORIE CERTIFICATE DI UN PENSIONATO


Sono nato a Casalbore (AV) e spero di compiere 75 anni il 18 febbraio 2026, senza commettere reati e senza più litigare con i magistrati.

Dopo aver frequentato le scuole superiori a Vasto, andai a lavorare Crans-Montana per portare un po’ di soldi in famiglia e per imparare a praticare l’elettrotecnica con i materiali svizzeri, che all’epoca erano di gran lunga migliori di quelli italiani e di quelli che avevo visto nei laboratori scolastici.

Poi tornai a casa ed ho lavorato nei negozi di elettrodomestici, arredamenti, maglierie, tessuti, mercerie e abbigliamenti gestiti dai miei genitori e dalle mie 6 sorelle, nonché alle dipendenze di una grossa azienda di impianti telefonici, dal 1973 al 1974. Continuando ad aiutare la mia famiglia, ho infine lavorato per 42 anni al servizio dello Stato, nell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, fino alla indesiderata pensione, perché devo imparare da chi sa ed insegnare alla gente che non sa, come hanno sempre fatto mamma e papà.


Sposate tutte le mie sorelle e deceduti i miei genitori in giovane età, rilevai l’attività produttiva di famiglia, mi sposai e nel 1982 girai le licenze commerciali a nome di mia moglie, lavorando sia da impiegato dello Stato che come impiantista, progettista e arredatore, fino al 17.08.1997, quando sciaguratamente spostai la mia famiglia e il nostro negozio di arredamenti in una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento. Ma quella scelta fu fatale, perché fummo subito costretti a chiudere la partita IVA, per l’impossibilità di raggiungere i nuovi magazzini con i camion, sia dal primo che dal secondo incrocio con la Strada Provinciale 18, in quanto il tratto iniziale di Via Vallone San Nicola fu illecitamente tappato con un muretto e una cabina elettrica, mentre il secondo incrocio è tuttora impercorribile con i camion ed è pericoloso pure per il transito pedonale ed autoveicolare.

clicca sulle immagini per ingrandirle

Ho denunziato svariate volte i responsabili dell’Ufficio Tecnico, gli assessori alla viabilità e alla sicurezza urbana e tutti i sindaci che si sono succeduti dal 1997 al 2026, perchè tuttora consentono che la sede stradale sia ostruita da recinzioni abusive, da alberi e da un seminterrato invasivo della strada stessa.

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Dovendo dimostrare ai Giudici che non sono stato io a violare le leggi, né ho commesso gli abusi edilizi fatti dall’ENEL e dagli altri confinanti della via comunale, ho prodotto centinaia di esposti, di denunzie e di querele, che, invece di sortire la messa a norma della via, hanno scatenato 18 denunzie temerarie nei miei confronti, dal Sindaco di Sant’Angelo a Cupolo, del responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, dal Procuratore della Repubblica e dai suoi Sostituti. Tuttavia, sono stato sempre assolto con formula piena, perché i fatti che mi ha contestato la Procura non sono mai accaduti e perché i reati che ho denunciato sono tuttora visibili dal cielo e dal cimitero di Pastene, come vedete in foto:

clicca sulle immagini per ingrandirle e per vedere
la strada comunale occupata dagli alberi e 
ridotta a una mulattiera di campagna

Consapevole delle responsabilità civili e penali che assumo per ciò che ho già scritto, per ciò che dirò e per quanto vedrete e ascolterete, dichiaro che quanto ho dichiarato ai Giudici che mi hanno assolto è frutto di limpida verità, peraltro pubblicata su YouTube, su Facebook e su www.vieniescrivipuretu.net.

A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di spostarci a Benevento per mandare a scuola e all’Università le nostre figlie, per non farle viaggiare tutti i giorni, per avvicinare il negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare mia moglie sola a casa e in negozio, 6 giorni su 7.

Però accadde ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare. Infatti, il sindaco che mi fece acquistare l’area edificabile fece chiudere la via dal lato del cimitero, non l'ha resa transitabile e l'ha mai asfaltata, mentre il responsabile dell’Ufficio Tecnico ha permesso che la sede stradale fosse occupata da un seminterrato, da alberi e da recinzioni abusive, per quanto sarebbe stato obbligato ad urbanizzare la via e a renderla percorribile dal cimitero, anziché dall’incrocio pericoloso posto al centro di una curva priva di visibilità, pericolosa e non percorribile dai TIR.

Col video del 2 novembre 2025 potrete vedere i limiti della nostra proprietà e quelli della via comunale, dal seminterrato abusivo al cimitero.



VIOLAZIONI DI CARATTERE PERSECUTORIO e DESTABILIZZANTE

Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di governo e Magistrati, ho patito e tuttora subisco stalking giudiziario e danni irreversibili dai Magistrati e dagli Amministratori comunali.

Ho subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, 8 arresti temporanei, 18 citazioni in giudizio, un accertamento sanitario obbligatorio, svariati sequestri di manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dall’ex Procuratore della Repubblica di BN (click e leggi le sue false accuse).

Il Procuratore della Repubblica mi ha fatto apparire come un delinquente, avendomi ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia di BN per reati basati su calunnie, insinuazioni e menzogne. Sicché, dopo essere stato scortato per 3 anni dai Carabinieri, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale.

Ho subito querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, calunnie, interruzioni di pubblico servizio, minacce ed aggressioni a pubblici ufficiali, agli Amministratori comunali di Sant’Angelo a Cupolo, alla DIGOS e a un'ispettrice di Polizia Giudiziaria. Ma non sono stato condannato.

Giusto per farvi vedere chi minaccia e come sono amato in Procura, vi faccio sentire cosa accade nel Palazzo di Giustizia con una provocante ispettrice di Polizia Giudiziaria:

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza aver mai causato disagi ai cittadini, all’ambiente, né tantomeno ai poliziotti e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto, i cui atti ingiuntivi  sono stati annullati e mortificati con la Sentenza del Giudice di Pace qui linkabile.

Con una cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorioabusivo, perché un agente della Questura mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai Minnesota Test. Infatti, non essendo medico, né infermiere, il poliziotto mi ha descritto così: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.

Tanto premesso, formulo qualche considerazione e concludo.

1) Secondo voi, un uomo pacifico e rispettoso delle leggi può essere vessato, arrestato, maltrattato, espropriato di manifesti e fatto apparire come un attaccabrighe, uno psicotico o un vecchio disadattato?

2) Appare giusto che i genitori di due figlie di colore diverso dagli europei debbano essere martoriati dal Comune, dalla Procura e dalla Prefettura, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza?

Sono stato processato 18 volte, ma finora sono stato sempre assolto in modo limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste”.  Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni inflitte dalla Polizia Municipale. Sono stato arrestato 8 volte dalla DIGOS per aver comunicato con manifesti inoffensivi, ma dopo ore di penitenza in caserma mi hanno scarcerato, senza lasciare traccia degli immotivati arresti.

Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia e in Europa vige il principio secondo il quale nessun magistrato può processare 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputato. Ma ciò accade a Benevento.

Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i funzionari di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio, del nuovo Sindaco e del nuovo Prefetto, i quali non hanno tenuto conto che l’ordine di demolizione è sorretto da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, perché il ricorso è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone sconosciute.

Né il Prefetto, il Commissario e il nuovo sindaco geometra hanno tenuto conto che i Tecnici comunali hanno controllato i requisiti edificatori 32 anni fa, quando lo stesso tecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver minuziosamente controllato i grafici di progetto, i calcoli del cemento armato, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e la conformità del fabbricato al Piano Regolatore Generale.

Se il Prefetto fosse stato più attento e più esperto di sicurezza stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al suo Commissario e al Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può essere trascurata dalle autorità preposte a garantire il lavoro e la salute pubblica, e sanno pure che il Sindaco avrebbe dovuto annullare l'ordine di demolizione, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” il capotecnico era tenuto a bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, prima di farci investire i risparmi di 30 anni di lavoro, prima di permettere la chiusura di una via comunale e prima di farci pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai urbanizzata.

Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui sono stati immortalati in un video di 8 minuti e 22 secondi, dal titolo “CRIMINI CRIMINALI E CRIMINALIZZATI”, che ho trasmesso al Presidente della Repubblica, ai Ministri, ai media e a tutte le Procure d’Italia. Il video è visionabile su YouTube, cercando il titolo o cliccando sulla foto dei criminalizzati.


Attilio Paradiso
3 gennaio 2026