mercoledì 4 febbraio 2026

Atti persecutori della Magistratura. 

 di PARADISO ATTILIO


Salto la prima pagina e copio la denuncia che il 17 gennaio 2026 ho trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Nordio, al Ministro Salvini ed ai componenti la Commissione Giustizia del Senato, tranne il Senatore Scarpinato.

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Dovevo nascere femmina, come le 4 sorelle che vedete in foto e le 2 nate dopo di me. Ma, papà e mamma misero poco sale nell’impasto e il 18 febbraio 1951 sfornarono il secondo maschio, in una casetta povera, ma piena di donne laboriose e di virtù, dove il figlio Nicola non c’era più.

Racconto le memorie di famiglia per farmi conoscere e per dimostrare che sono ancora buono a proteggere le nostre case, il Paese e le nostre donne dai delinquenti, dagli sfruttatori e dallo spopolamento, perché non cedo ai prepotenti, ai traditori, agli spacciatori e ai venditori di fumo.

Conseguita una buona maturità tecnica a Vasto Marina, a 19 anni andai a Crans-Montana per mandare a casa più liquidità, per portare avanti l’attività produttiva di famiglia e per imparare a realizzare gli impianti elettrici con le tecniche e i materiali svizzeri, che all’epoca erano decisamente migliori di quelli che avevo maneggiato nei laboratori scolastici e nel negozio di papà.

Poi, tornai a Casalbore, in provincia di Avellino, per lavorare nei piccoli negozi di elettrodomestici, arredamenti, tessuti, mercerie, abbigliamento e laboratorio di maglieria condotti dai miei genitori e dalle mie sorelle, nonché alle dipendenze di una grossa azienda di impianti telefonici, operante nella provincia e nella città di Benevento. Continuando ad aiutare mamma e papà, ho infine lavorato per 42 anni al servizio dello Stato, nell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, fino alla pensione.

Sposata la sorella più piccola e perduti i miei genitori, tenni in vita l’attività produttiva, feci un po’ di debiti per costruire la prima casa, mi sposai e nel 1982 girai le licenze commerciali a mia moglie.

Il 17.08.1997 completai un fabbricato più capiente, non feci debiti e spostai la mia famiglia a Pastene, una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento e al mio posto di lavoro.

Ma il trasferimento del negozio di arredamenti fu fallimentare, perché fummo subito costretti a disdire gli ordini ai fornitori, per l’impossibilità di raggiungere i magazzini con i camion, sia dal primo che dal secondo incrocio con la Strada Provinciale 18, in quanto il tratto iniziale di Via Vallone San Nicola fu illecitamente tappato con un muretto, una cabina elettrica e i bidoni della spazzatura.

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Il secondo incrocio, invece, non era e non è tuttora percorribile con i TIR, non è conforme al Codice della Strada ed è pericoloso per la circolazione pedonale, autoveicolare e dei motocicli, perché la via comunale cala trasversalmente sulla SP18 con la pendenza del 16%, in una curva molto angolata, assai più stretta della norma, priva di visibilità da entrambi i lati, priva di semaforo, di strisce pedonali, di dossi di rallentamento e di almeno un marciapiede sull’angolo interno, come prescritto nei centri abitati dal Codice della Strada.



Ho denunziato svariate volte gli assessori alla viabilità e alla sicurezza urbana, il capo dell’Ufficio Tecnico, tutti i sindaci ed il Commissario, Dr. La Montagna Mario, perché nemmeno lui ha rispettato l’Art. 3 della Costituzione, l’art. 1 del Codice della Strada, non ha urbanizzato la via comunale e perché tutti consentono che la sede stradale sia ostruita da recinzioni abusive, da alberi e da un seminterrato edificato sulla strada stessa. Tutti hanno imbottito di menzogne i Magistrati, i Prefetti e i Ministri, perciò sono refrattari, anche alle indicazioni di buon senso suggerite dagli ingegneri responsabili del Servizio Viabilità della Provincia di Benevento (Vedasi certificazioni di pericolo).

Dovendo dimostrare ai Giudici che non sono stato io a violare il Codice della Strada, né ho commesso le omissioni, gli abusi, le falsità del Sindaco, del Capotecnico e degli altri confinanti della via comunale, ho prodotto centinaia di esposti, di denunce e di querele, che, invece di favorire la riapertura della via, hanno scatenato 18 denunzie temerarie nei miei confronti, firmate dal Sindaco che nel 1997 fece chiudere il tratto più agevole della via comunale, dal responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, dalla Questura di Benevento, da un’ispettrice di Polizia Giudiziaria operante in Procura, dal Procuratore Capo e dai suoi servili Sostituti. Tuttavia, sono stato sempre assolto, perché i fatti contestati dai PM non sono mai accaduti e perché i reati che ho denunciato sono tuttora visibili dal cielo, dal cimitero di Pastene e dal cancello di casa, come vedete in foto:

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A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, tranne per l’esigua superficie espositiva del negozio e per la lontananza dalla città. Perciò ci spostammo a Benevento per mandare a scuola le due figlie, per non farle viaggiare, per tenerle con la mamma, per avvicinare il negozio di arredamenti alla clientela, al mio posto di lavoro e per non lasciare mia moglie sola in negozio e casa, 6 giorni su 7.

Però accadde ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare: il sindaco ed un consigliere confinante il cimitero fecero tappare la via dal lato che avrebbe agevolmente permesso il transito dei camion di qualunque dimensione, mentre il responsabile dell’Ufficio Tecnico, Maioli Nicola, dal 1997 ad oggi ha consentito che la sede stradale fosse occupata da un fabbricato, da muri, recinzioni ed alberi invasivi della carreggiata, per quanto sarebbe stato obbligato a demolire le opere abusive, ad urbanizzare la via e a renderla percorribile dal cimitero al secondo incrocio con la SP18, anche perché il secondo incrocio è tuttora pericoloso per la circolazione pedonale, autoveicolare e dei motocicli



VIOLAZIONI DI CARATTERE PERSECUTORIO

Attraverso i network, il mio sito WEB, interviste televisive e qualche articolo de “Il Sannio Quotidiano”, il 3 agosto 2010 ho diffuso la prima denuncia contro la Prefettura e la Procura e feci emergere i primi reati di falso materiale in atti di pubblico ufficio, commessi dal Capo di Gabinetto della Prefettura e in Procura (falsificazione di protocollo elettronico e falsificazione di una perizia redatta dai Carabinieri). Poi ho denunziato reati molto più gravi, tra i quali l’induzione di due Prefetti alla corruzione e la corruzione di due Comandanti della Polizia Stradale di Benevento.

Perciò sono stato sottoposto a stalking giudiziario dal Procuratore Capo e dai suoi Sostituti.

Insieme a un lungo stato di insonnia, di ansia, di inquietudine e di scoramento, ho subito 8 arresti temporanei, 18 rinvii a giudizio, un accertamento sanitario coatto, sequestri di manifesti, sanzioni non previste dal Codice della Strada e la restrizione della libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia, azionata dal Procuratore, Dr. Aldo Policastro, con consapevolezza, dolo e spietata malvagità:

1) click e leggi le false accuse del Procuratore

Il Procuratore Policastro non tollera la verità, specie quella che descrivo nei manifesti, perciò mi ha attribuito i tipici comportamenti di un sovversivo, di un delinquente e di un malato di mente. Cosicché mi ha ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia per fatti e reati architettati sulle menzogne. Infatti, dopo essere stato scortato per 3 anni dai Carabinieri e dalla Polizia privata, sono stato assolto dal Presidente della Camera Penale, “perché il fatto non sussiste.

2) click e leggi la Sentenza assolutoria

Dagli Amministratori di Sant’Angelo a Cupolo, dalla DIGOS, da un’ispettrice di Polizia Giudiziaria e dai sudditi del Procuratore ho subito 18 querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, per calunnie, per interruzioni di pubblico servizio e per fantomatiche aggressioni ad agenti della Polizia di Stato, della Polizia privata ed altri dipendenti dello Stato. Ma finora sono stato sempre assolto con formula piena e irrevocabile.

Se gradite vedere come mi attizzano in Procura e in Prefettura, cliccate sulle seguenti foto:


Se non fossi stato prudente e non avessi fatto esibire le attrici su YouTube, oggi avrei raccontato le mie prigioni dal penitenziario di Fenestrelle, anziché da terrone incensurato.

Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza disturbare, senza infastidire e senza ostacolare la circolazione stradale. Tanto è accaduto a seguito di multe e di illeciti sequestri disposti dal Comandante della Polizia Municipale di Benevento, con l’imbarazzante silenzio assenso del Sindaco Mastella e con la gioiosa approvazione del Prefetto Torlontano, i cui atti ingiuntivi sono stati però mortificati ed annullati con la Sentenza del Giudice di Pace qui linkabile.

Con una cattiveria mirata ad annichilire, a logorare i rapporti con i miei congiunti e la mia resistenza, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorio da uno sconosciuto funzionario della Questura, che, essendo stato presumibilmente stimolato dalle cupole, mi ha diagnosticato le seguenti patologie caratteriali: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.


formulo qualche quesito e concludo.

1)       Un uomo pacifico, rispettoso delle leggi, dei diritti altrui e difensore della Costituzione può essere vessato, arrestato, maltrattato e fatto apparire ai Giudici e a centinaia di avvocati come un attaccabrighe, uno psicotico o un vecchio disadattato?

2)     Vi pare giusto che una famiglia multicolore e multirazziale debba essere vessata dalla Procura della Repubblica, intimorita dai militari, dalle denunzie temerarie e dagli ordini di demolizione di Nicola Maioli, come se la Ditta Paradiso Arredamenti di Pierro Anna avesse costruito un altro “Mostro di Fuenti” sulla costiera amalfitana o un nuovo hotel sulle tombe di Rigopiano?

3)     Sapete che in Europa, nel Regno Unito e in Svizzera vige il principio secondo il quale nessun magistrato inquirente può rinviare a giudizio 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per mandare a processo l’imputato?

Per avermi rinviato a giudizio 18 volte senza ottenere una condanna, il Dr. Policastro e i suoi schiavi non sono stati espulsi cautelativamente dai pubblici uffici, perché quanto è successo a me accade anche agli altri. Ma ciò non è successo a Benevento. Infatti, sono stato processato e assolto in modo limpido e cristallino. Sono stato multato 4 volte e 4 volte sono state annullate le sanzioni. Sono stato arrestato 8 volte e portato in Questura per aver fatto parlare i manifesti. Ma, viva Dio, un Giudice di Pace ha fatto valere la Costituzione, la CEDU, i diritti universali dell’uomo e m’ha restituito i manifesti, la dignità e la libertà che m’era stata tolta.


Dopo solo 7 giorni la Procura di Sion ha disposto la carcerazione cautelativa dei primari responsabili della strage degli innocenti. In Italia abbiamo invece tenuto in libertà i responsabili della strage di Genova, di Rigopiano, del treno Andria-Corato e persino uno stupratore internazionale, mentre mia moglie attende da 6 lustri la mia carcerazione o almeno 7 ore di reclusione di chi ha messo i bidoni della spazzatura accanto al cimitero e li ha incendiati, sotto il naso delle nostre fanciulle, per 12 anni.

Non soddisfatti per i danni arrecati a me e ai miei congiunti, né appagati dalle denunzie temerarie sferrate dal Sindaco e dal capotecnico Nicola Maioli, gli amministratori di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato per “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del nuovo Sindaco, del nuovo Prefetto e del Commissario nominato dal Prefetto Torlontano, i quali non hanno voluto tener conto che l’ordinanza demolitoria è sorretta da menzogne, da ambiguità e da un esposto stracolmo di falsità, perché il ricorso è stato trasmesso in Prefettura e in Procura da un esperto mistificatore ed è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone sconosciute, che pure un fanciullo avrebbe saputo distinguere.

A nulla sono valse le denunce-querele trasmesse ai Carabinieri, perché loro portano le denunce in Procura e il Procuratore dirotta i procedimenti penali a Roma, oppure palleggia i fascicoli con i GIP per 8 anni continuativi, fino all’archiviazione per prescrizione dei reati Cliccare qui e leggere

Né il Prefetto, né il Commissario, né l’ennesimo Sindaco geometra hanno voluto tener conto che i Tecnici comunali hanno controllato i requisiti edificatori del nostro fabbricato 33 anni fa, quando lo stesso tecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver controllato con la lente d’ingrandimento i grafici di progetto, i calcoli del cemento armato, gli indici di fabbricabilità, le volumetrie, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1, la distanza dalla strada comunale, la rete fognaria e la conformità del fabbricato al Piano Regolatore Generale, nonché al Piano Particolareggiato di Zona.

Se il Prefetto fosse stato più esperto in sicurezza stradale e materia urbanistica, avrebbe commissariato il suo Commissario e il nuovo Sindaco, perché il Dr. La Montagna sa che la sicurezza stradale non può essere trascurata dalle autorità preposte a garantire il lavoro e la salute pubblica, e sa pure che avrebbe potuto annullare l'ordinanza di demolizione, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta”, 33 anni fa il capotecnico era tenuto a bocciare la Concessione Edilizia, prima di uccidere una P. IVA, prima di farci perdere la preziosa clientela e 30 anni di lavoro, prima di tappare una via senza effettuare la dismissione del bene demaniale, prima di farci pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata urbanizzata, né resa percorribile da un lato all’altro.

Tranne i recenti fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, tutto ciò che ho scritto sin qui è stato memorizzato in un video che ho trasmesso alle SS.LL., ai Ministri, al CSM e a tutte le Procure d’Italia, senza ricevere alcun riscontro, nemmeno per atto di normale cortesia.


clicca sul manifesto per leggere il testo piccolo

Riferimenti normativi primari
Costituzione italiana

Articolo 3 - II comma: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

Codice della Strada

Art. 1. La sicurezza delle persone nonché la tutela dell'ambiente, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato.

Art. 2. La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade è regolata dalle norme del presente codice e dai provvedimenti emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia.


Dichiaro di aver trasmesso l'stanza ai destinatari tramite PEC, il 17 gennaio 2026, alle ore 13,24.
Attilio Paradiso