mercoledì 29 luglio 2026

 

Segnalazioni
al Prefetto di BN
al Ministro dell’Interno
al Procuratore della Repubblica di BN


 Con l’istanza del 27.7.26 non ho dichiarato guerra allo Stato, ma ho chiesto una risposta immediata. Invece, dopo 3 gg di attesa e di paziente tolleranza dei militari della Questura, dei Carabinieri e del Comune di BN, sono stato manescamente invitato ad uscire dal garage e ad aspettare la risposta al sole. Naturalmente, ho aperto la mia sediolina ed ho aspettato che arrivassero i rinforzi dalla Questura, che invece hanno messo ordine ed hanno desiderato offrire un caffè.

Se persino nelle poche ore di apertura degli uffici al pubblico avete conferito l’ordine di non farmi entrare, come ha espressamente riferito il vostro agente, avreste dovuto avvertimi per iscritto.

Chiedo pertanto di far sapere a me, al Ministro dell’Interno e al Procuratore della Repubblica di BN:

1)    se i militari hanno operato d’istinto, se sono stati chiamati da voi;

2)    se l’agente che ho filmato stamattina ha eseguito gli ordini del Prefetto o del Capo di Gabinetto e perchè il militare non si è rifiutato, visto che la figura del buttafuori non è prevista negli uffici dello Stato;

3)    di fornire le notizie per iscritto, tramite PEC, con le generalità dell’agente e da chi è stato comandato, anche se ho già perdonato chi ha eseguito ordini non eseguibili per legge;

4)    chi ha conferito gli ordini, senza avvertirmi per iscritto: il Prefetto o la Dr.ssa Cerrata?

5)    se avete o non avete istruito i dipendenti;

6)    se intendete sanzionare i funzionari dello Stato che non osservano le regole di buon comportamento, né i limiti dei propri poteri, qualunque siano le loro qualifiche, il loro ruolo e l’ambito di appartenenza.

7)    Qualora il Prefetto intendesse rifiutare il colloquio, avrà cura di avvertirmi immediatamente.

Voglio precisare che io non combatto con armi pari, ma con la luce che illumina gli eroi e i dipendenti assennati dello Stato, come ad esempio il nuovo Procuratore Capo e l’ex Procuratore Aggiunto di Benevento, quando, sia pure a malincuore, fu costretto a cedere parecchi procedimenti penali intentati da me (click e leggasi le indagini esposte questa mattina su Facebook e a Benevento).

La battaglia è appena cominciata, perché ho studiato il campo da golf ed ho pesato sia le vostre forze che le debolezze della Prefettura, del Ministero dell’Interno e della Procura Generale. Infatti, pur non essendo stati fatti prigionieri, gli ascari di Sant’Angelo a Cupolo e l’ex Prefetto Paola Galeone sono stati già battuti sul campo e a tavolino, dal Dr. Giovanni Conzo e dalla Procura di Cosenza.

Saluto ed auguro buona salute a tutti, colpevoli ed incolpevoli.

Benevento, 29 luglio 2026



martedì 7 luglio 2026

 

PATANE E PANZANE MALSANE:
5 minuti per imparare l'Iliade e l'Odissea.

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Ultimato un immobile allo scopo di trasferire un negozio di arredamenti, i coniugi Paradiso-Pierro e le loro fanciulle nel 1997 si trasferirono nel nuovo fabbricato, posto a 2 Km da Benevento e a 2 Km dal Municipio di Sant’Angelo a Cupolo.

Ecco la zona vista dall'alto

Anziché urbanizzare ed asfaltare la via comunale che porta dal cimitero di Pastene alle aree edificabili, l’Assessore all’Urbanistica, Egidio Bosco, il Sindaco Viceré e il tecnico Nicola Maioli fecero tappare la via con una cabina elettrica, pur avendo pattuito con l’ENEL che la cabina fosse ubicata accanto al cimitero di Pastene.

Non potendo più scaricare i camion dei fornitori, la Ditta Paradiso Arredamenti fu costretta a cessare la fiorente attività produttiva, a campare col solo stipendio di Attilio e a pagare l'IMU per un fabbricato di circa 3500 mc, utilizzato soltanto per una superficie di 125 mq.

Dopo innumerevoli preghiere, diffide e denunzie-querele, l'appena eletto Sindaco Fabrizio D’Orta ordinò di spostare la cabina elettrica nei pressi del cimitero, lì dov'era stato stabilito 16 anni prima: click> Delibera di Giunta 69/1995

Il capotecnico Maioli fece pertanto picchettare la via comunale da tre colleghi geometri: uno a pagamento, perché capace di maneggiare il tacheometro, più 2 sudditi capaci di inchiodare i picchetti nell'erbaccia e di scrivere ciò che avevano visto insieme al CTP e a tutti i confinanti.

I 3 geometri delimitarono i bordi della via comunale, dal camposanto al secondo incrocio, perciò furono costretti a segnalare al capotecnico Maioli che la via era stata occupata da frutteti, reticolati, recinzioni con alberelli abusivi, cancelli e da un fabbricato illecitamente edificato sulla sede stradale.



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Cosicché, l’ingegnere Maioli firmò l'ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per interventi abusivi su suolo pubblico, che però non è stata eseguita dai trasgressori, né dal Comune di Sant'Angelo a Cupolo.

Nel contempo accadde che l’ingegnere Maioli e il Sindaco Bosco furono rinviati a giudizio e processati per non aver messo in sicurezza la strada comunale, mentre Attilio subiva 18 processi, per aver giustamente accusato i Sindaci e l'ingegnere Maioli di aver permesso la chiusura dell'imbocco primario della via comunale e di non averla urbanizzata, né messa in sicurezza.

Il Sindaco Bosco si avvalse della facoltà di non rispondere, perché ricordava cosa aveva scritto nel nel 1997 e negli anni successivi, mentre l’ingegnere Maioli e i suoi testimoni giurarono ai Giudici che nei pressi del cimitero di Pastene la via comunale “non è mai esistita”.

Il querelante è stato assolto 18 volte, in quanto ha sempre denunziato la verità con centinaia di manifesti, ma, stenterete a credere, furono assolti pure il capotecnico, il Sindaco e i loro testimoni, non da un solo Giudice, ma da 6 giudici, quantunque avessero riempito di panzane e di melanzane malsane il Palazzo di Giustizia, il Viminale e il Quirinale.

MORALE DELLA FAVOLA VERA

a) In Italia chi giura la verità va all'inferno;
b) chi invece vende balle a profusione, vince non solo i processi, ma vince pure le elezioni.


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lunedì 6 luglio 2026

Distribuzione informazioni da Benevento.



Se desideri ascoltare, clicca sulla seguente foto.

Se desideri leggere e vedere qualche foto, vai avanti.

Per i fatti che ascolterete ho denunziato sindaci, funzionari comunali, il Procuratore della Repubblica e i Prefetti di Benevento, senza però schiodare alcuno dalla poltrona. Tuttavia, sono riuscito a portare la croce e mostrare i farisei per ciò che sono: complici della stessa cosca. In 6 minuti saprete da chi e come sono stato crocefisso.

Ultimato un fabbricato per trasferire in magazzini più capienti il nostro prospero, antico, ma piccolo negozio di arredamenti, il 17 agosto del ’97 ci spostammo a Pastene, un paesino distante 2 km da Benevento.

Ma, un Consigliere di maggioranza confinante con la strada antistante il nostro fabbricato fece tappare la via comunale con un muro e una cabina elettrica, impedendo in tal modo il transito pedonale e degli autocarri. L’ENEL fece ciò che ordinò il Consigliere. E fu così che il Sindaco e i tecnici comunali chiusero gli occhi, mentre noi fummo costretti a chiudere l’attività produttiva, per l’impossibilità di arrivare con i camion ai nostri magazzini.

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Dopo 14 anni di reclami e di querele, il Sindaco D’Orta e l’ing. Maioli ordinarono di rimuovere la cabina dalla sede stradale e di spostarla accanto al cimitero, lì dove non avrebbe dato fastidio alla circolazione stradale. L’ENEL spostò subito il casotto e i geometri comunali furono costretti ad accertare le occupazioni abusive della sede stradale, che diedero luogo all’ordine di demolizione di una casa, degli alberi e delle recinzioni abusive edificate dai confinanti con la strada comunale di interesse generale.

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Chi aveva consentito le ruberie del suolo comunale? Erano stati il Sindaco e il Capotecnico che furono rinviati a giudizio e furono oscenamente assolti, perché dissero ai giudici che “la via esiste catastalmente, ma di fatto non è mai esistita”. E a pensarci bene non avevano torto, perché i loro votanti, avendo rosicchiato il suolo demaniale poco alla volta, avevano fatto sparire la via comunale.  Vi pare possibile che 6 giudici hanno creduto che la via non esiste? Ebbene si, perché ancora oggi gli investigatori credono che la via non è mai esistita, per quanto è tuttora esistente nelle cartografie Catastali ed è stata perfettamente certificata dal capotecnico assolto dai Giudici del Tribunale.

Quantunque la cabina elettrica fu spostata vicino al cimitero, il muretto che ostacola il transito delle persone e delle merci non è stato più spianato, né sono stati abbattuti gli alberi e la casa edificata sulla carreggiata.

In breve sostanza, il Responsabile primario delle omesse demolizioni, i Sindaci e tutti i Consiglieri permettono tuttora ai loro votanti di occupare la via con recinzioni abusive, una casa invasiva della sede stradale ed alberi fatti crescere sull’intera carreggiata. Ciò a dire che 20 voti valgono più un servizio che genera ricchezza per tutti.

La Procura della Repubblica, i Prefetti, i Questori e i Ministri sono stati informati; ma nessuno apre gli occhi e nessuno ripristina la legalità, quantunque un Procuratore Aggiunto abbia accertato tutti, dico tutti i reati che denunziato in 20 anni.

Dopo la macellazione di 63 querele, Via Vallone San Nicola non è una "via comunale di interesse generale", ma è una mulattiera di campagna, tappata da alberi, un muretto e una casa costruita sulla sede stradale.

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Per aver denunziato la collusione tra delinquenti, autorità di governo e magistrati, sono divento il bersaglio fisso degli amministratori comunali, della Polizia di Stato e del Procuratore Capo.

Infatti, Ho subito 18 processi e 18 volte sono stato assolto con sentenze irrevocabili; ho subito 8 arresti temporanei, una restrizione della libertà a tempo illimitato, svariati abusi d'autorità, diversi ricoveri al pronto soccorso, molteplici sequestri, l’ordine di demolire il fabbricato e un accertamento abusivo della salute mentale, perché contesto le autorità coi manifesti, pacificamente e compostamente seduto a bordo strada.

Con un'ennesima cattiveria mirata ad opprimere me e la mia famiglia, a discreditarmi, a farmi ammalare e a farmi spendere soldi per pagare gli avvocati, ho subito pure un accertamento abusivo della salute mentale. Tuttavia, è stato considerato malato il vice questore che ha ordinato l’accertamento.

Detto questo, pongo 2 quesiti:

  1.  Vi pare giusto che un pensionato incensurato e rispettoso delle leggi debba essere vessato, malmenato e fatto apparire alla gente come un pazzo, un delinquente, un rompiscatole e un vecchio deficiente?
  2. Vi pare normale che nessun quotidiano faccia sapere cosa pretende dallo Stato Attilio Paradiso?

Il 10 giugno 2026 ho integrato la querela n. 64. Ho saputo che il nuovo Procuratore della Repubblica non l’ha smistata ai collaboratori, evidentemente perché vuole vedere chiaro e decidere personalmente.


Auguro che il Dr. D'Angelo decida prima che la mia carrozzeria venga portata allo sfascio.

Se serve qualche pezzo di ricambio, non chiedete a me, perché il mio motore non è riparabile e gli altri pezzi sono da mandare all’inceneritore.

Grazie per la cortese attenzione.

2 luglio 2026