Distribuzione informazioni da Benevento.
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Per i fatti che ascolterete
ho denunziato sindaci, funzionari comunali, il Procuratore della Repubblica e i
Prefetti di Benevento, senza però schiodare alcuno dalla poltrona. Tuttavia,
sono riuscito a portare la croce e mostrare i farisei per ciò che sono: complici della stessa cosca. In 6
minuti saprete da chi e come sono stato crocefisso.
Ultimato un fabbricato per
trasferire in magazzini più capienti il nostro prospero, antico, ma piccolo negozio
di arredamenti, il 17 agosto del ’97 ci spostammo a Pastene, un paesino
distante 2 km da Benevento.
Ma, un Consigliere di
maggioranza confinante con la strada antistante il nostro fabbricato fece tappare
la via comunale con un muro e una cabina elettrica, impedendo in tal modo il
transito pedonale e degli autocarri. L’ENEL fece ciò che ordinò il Consigliere.
E fu così che il Sindaco e i tecnici comunali chiusero gli occhi, mentre noi
fummo costretti a chiudere l’attività produttiva, per l’impossibilità di
arrivare con i camion ai nostri magazzini.
Dopo 14 anni di reclami e di querele, il Sindaco D’Orta e l’ing. Maioli ordinarono di rimuovere la cabina dalla sede stradale e di spostarla accanto al cimitero, lì dove non avrebbe dato fastidio alla circolazione stradale. L’ENEL spostò subito il casotto e i geometri comunali furono costretti ad accertare le occupazioni abusive della sede stradale, che diedero luogo all’ordine di demolizione di una casa, degli alberi e delle recinzioni abusive edificate dai confinanti con la strada comunale di interesse generale.
Chi aveva consentito le ruberie del suolo comunale? Erano stati il Sindaco e
il Capotecnico che furono rinviati a giudizio e furono oscenamente assolti,
perché dissero ai giudici che “la via esiste
catastalmente, ma di fatto non è mai esistita”. E a pensarci bene non
avevano torto, perché i loro votanti, avendo rosicchiato il suolo demaniale
poco alla volta, avevano fatto sparire la via comunale. Vi
pare possibile che 6 giudici hanno creduto che la via non esiste? Ebbene
si, perché ancora oggi gli investigatori credono che la via non è mai esistita,
per quanto è tuttora esistente nelle cartografie Catastali ed è stata perfettamente
certificata dal capotecnico assolto dai Giudici del Tribunale.
Quantunque la cabina elettrica
fu spostata vicino al cimitero, il muretto che ostacola il transito delle
persone e delle merci non è stato più spianato, né sono stati abbattuti gli
alberi e la casa edificata sulla carreggiata.
In breve sostanza, il
Responsabile primario delle omesse demolizioni, i Sindaci e tutti i Consiglieri
permettono tuttora ai loro votanti di occupare la via con recinzioni abusive,
una casa invasiva della sede stradale ed alberi fatti crescere sull’intera carreggiata.
Ciò a dire che 20 voti valgono più un servizio che genera ricchezza per tutti.
La Procura della Repubblica, i Prefetti, i
Questori e i Ministri sono stati informati; ma nessuno apre gli occhi e nessuno
ripristina la legalità, quantunque un Procuratore Aggiunto abbia accertato tutti, dico tutti i reati che denunziato in 20 anni.
Dopo la macellazione di 63 querele, Via Vallone San Nicola non è una "via comunale
di interesse generale", ma è una mulattiera di campagna, tappata
da alberi, un muretto e una casa costruita sulla sede stradale.
Per aver denunziato la collusione tra delinquenti, autorità di governo e magistrati, sono divento il bersaglio fisso degli amministratori comunali, della Polizia di Stato e del Procuratore Capo.
Infatti, Ho subito 18
processi e 18 volte sono stato assolto con
sentenze irrevocabili;
ho subito 8 arresti temporanei, una restrizione della libertà a tempo illimitato,
svariati abusi d'autorità, diversi ricoveri al pronto soccorso, molteplici
sequestri, l’ordine di demolire il fabbricato e un accertamento abusivo della
salute mentale, perché contesto le autorità coi manifesti, pacificamente e compostamente
seduto a bordo strada.
Con un'ennesima cattiveria mirata ad opprimere
me e la mia famiglia, a discreditarmi, a farmi ammalare e a farmi spendere
soldi per pagare gli avvocati, ho subito pure un accertamento abusivo della
salute mentale. Tuttavia, è stato considerato malato il vice questore che ha
ordinato l’accertamento.
Detto questo, pongo 2 quesiti:
- Vi pare giusto che un pensionato incensurato e rispettoso delle leggi debba essere vessato, malmenato e fatto apparire alla gente come un pazzo, un delinquente, un rompiscatole e un vecchio deficiente?
- Vi pare normale che nessun quotidiano faccia sapere cosa pretende dallo Stato Attilio Paradiso?
Il
10 giugno 2026 ho integrato la querela n. 64. Ho saputo che il nuovo
Procuratore della Repubblica non l’ha smistata ai collaboratori, evidentemente
perché vuole vedere chiaro e decidere personalmente.
Auguro
che il Dr. D'Angelo decida prima che la mia carrozzeria venga portata allo sfascio.
Se serve
qualche pezzo di ricambio, non chiedete a me, perché il mio motore non è riparabile
e gli altri pezzi sono da mandare all’inceneritore.
Grazie
per la cortese attenzione.
2 luglio 2026





