PATANE E PANZANE MALSANE:
5 minuti per imparare l'Iliade e l'Odissea.
Ultimato un immobile allo scopo di trasferire
un negozio di arredamenti, i coniugi Paradiso-Pierro e le loro fanciulle nel 1997 si
trasferirono nel nuovo fabbricato, posto a 2 Km da Benevento e a 2 Km dal Municipio di Sant’Angelo a Cupolo.
Ecco
la zona vista dall'alto
Anziché urbanizzare ed asfaltare la via comunale che porta dal cimitero di Pastene alle
aree edificabili, l’Assessore all’Urbanistica, Egidio Bosco, il Sindaco Viceré e il tecnico Nicola Maioli fecero tappare la via con una cabina elettrica, pur
avendo pattuito con l’ENEL che la cabina fosse ubicata accanto al cimitero di
Pastene.
Non potendo più scaricare i camion dei fornitori, la Ditta Paradiso Arredamenti fu costretta a cessare la fiorente
attività produttiva, a campare col solo stipendio di Attilio e a pagare l'IMU per un fabbricato di circa 3500 mc, utilizzato soltanto per una superficie di 125 mq.
Dopo innumerevoli preghiere, diffide e denunzie-querele, l'appena eletto Sindaco Fabrizio D’Orta ordinò di spostare la cabina
elettrica nei pressi del cimitero, lì dov'era stato stabilito 16 anni prima, con Delibera di Giunta 69/1995.
Il capotecnico Maioli fece pertanto picchettare la via comunale da tre colleghi geometri: uno a pagamento, perché capace di maneggiare il tacheometro, più 2 sudditi capaci di inchiodare i picchetti nell'erbaccia e di scrivere ciò che avevano visto insieme al CTP e a tutti i confinanti.
I 3 geometri delimitarono i bordi della via comunale, dal camposanto al secondo incrocio, perciò furono costretti a segnalare al capotecnico Maioli che la via era stata occupata da frutteti, reticolati, recinzioni con alberelli abusivi, cancelli e da un fabbricato illecitamente edificato sulla sede stradale.
Cosicché, l’ingegnere
Maioli firmò l'ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per interventi abusivi su suolo pubblico, che però non è stata eseguita dai trasgressori, né dal Comune di Sant'Angelo a Cupolo.
Nel contempo accadde che l’ingegnere Maioli e il Sindaco Bosco
furono rinviati a giudizio e processati per non aver messo in sicurezza la
strada comunale, mentre Attilio subiva 18 processi, per
aver giustamente accusato i Sindaci e l'ingegnere Maioli di aver permesso la chiusura dell'imbocco primario della via comunale e di non averla urbanizzata,
né messa in sicurezza.
Il Sindaco Bosco si avvalse della facoltà di non rispondere, perché ricordava cosa aveva scritto nel nel 1997 e negli anni successivi, mentre l’ingegnere Maioli e i suoi testimoni giurarono ai Giudici che nei pressi del cimitero di Pastene la via comunale “non è mai esistita”.
Il querelante è stato assolto 18 volte, in quanto ha sempre denunziato la verità con centinaia di manifesti, ma, stenterete a credere, furono assolti pure il capotecnico, il Sindaco e i loro testimoni, non da un solo Giudice, ma da 6 giudici, quantunque avessero riempito di panzane e di melanzane malsane il Palazzo di Giustizia, il Viminale e il Quirinale.
MORALE
DELLA FAVOLA VERA
a) In Italia chi giura
la verità va all'inferno;
b) chi invece vende balle a profusione, vince non solo i processi, ma vince
pure le elezioni.





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