martedì 7 luglio 2026

 

PATANE E PANZANE MALSANE:
5 minuti per imparare l'Iliade e l'Odissea.

per leggere il contenuto, clicca sulle immagini

Ultimato un immobile allo scopo di trasferire un negozio di arredamenti, i coniugi Paradiso-Pierro e le loro fanciulle nel 1997 si trasferirono nel nuovo fabbricato, posto a 2 Km da Benevento e a 2 Km dal Municipio di Sant’Angelo a Cupolo.

Ecco la zona vista dall'alto

Anziché urbanizzare ed asfaltare la via comunale che porta dal cimitero di Pastene alle aree edificabili, l’Assessore all’Urbanistica, Egidio Bosco, il Sindaco Viceré e il tecnico Nicola Maioli fecero tappare la via con una cabina elettrica, pur avendo pattuito con l’ENEL che la cabina fosse ubicata accanto al cimitero di Pastene.

Non potendo più scaricare i camion dei fornitori, la Ditta Paradiso Arredamenti fu costretta a cessare la fiorente attività produttiva, a campare col solo stipendio di Attilio e a pagare l'IMU per un fabbricato di circa 3500 mc, utilizzato soltanto per una superficie di 125 mq.

Dopo innumerevoli preghiere, diffide e denunzie-querele, l'appena eletto Sindaco Fabrizio D’Orta ordinò di spostare la cabina elettrica nei pressi del cimitero, lì dov'era stato stabilito 16 anni prima, con Delibera di Giunta 69/1995.

Il capotecnico Maioli fece pertanto picchettare la via comunale da tre colleghi geometri: uno a pagamento, perché capace di maneggiare il tacheometro, più 2 sudditi capaci di inchiodare i picchetti nell'erbaccia e di scrivere ciò che avevano visto insieme al CTP e a tutti i confinanti.

I 3 geometri delimitarono i bordi della via comunale, dal camposanto al secondo incrocio, perciò furono costretti a segnalare al capotecnico Maioli che la via era stata occupata da frutteti, reticolati, recinzioni con alberelli abusivi, cancelli e da un fabbricato illecitamente edificato sulla sede stradale.



per leggere in contenuto, clicca sulle immagini

Cosicché, l’ingegnere Maioli firmò l'ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per interventi abusivi su suolo pubblico, che però non è stata eseguita dai trasgressori, né dal Comune di Sant'Angelo a Cupolo.

Nel contempo accadde che l’ingegnere Maioli e il Sindaco Bosco furono rinviati a giudizio e processati per non aver messo in sicurezza la strada comunale, mentre Attilio subiva 18 processi, per aver giustamente accusato i Sindaci e l'ingegnere Maioli di aver permesso la chiusura dell'imbocco primario della via comunale e di non averla urbanizzata, né messa in sicurezza.

Il Sindaco Bosco si avvalse della facoltà di non rispondere, perché ricordava cosa aveva scritto nel nel 1997 e negli anni successivi, mentre l’ingegnere Maioli e i suoi testimoni giurarono ai Giudici che nei pressi del cimitero di Pastene la via comunale “non è mai esistita”.

Il querelante è stato assolto 18 volte, in quanto ha sempre denunziato la verità con centinaia di manifesti, ma, stenterete a credere, furono assolti pure il capotecnico, il Sindaco e i loro testimoni, non da un solo Giudice, ma da 6 giudici, quantunque avessero riempito di panzane e di melanzane malsane il Palazzo di Giustizia, il Viminale e il Quirinale.

MORALE DELLA FAVOLA VERA

a) In Italia chi giura la verità va all'inferno;
b) chi invece vende balle a profusione, vince non solo i processi, ma vince pure le elezioni.



 

Nessun commento:

Posta un commento