mercoledì 26 febbraio 2020


Perchè i gerarchi temono la libertà di espressione e i manifesti?

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Non tutti, ma molti amici si sono posti la domanda incollata nel titolo di questo articolo. Tuttavia, pur conoscendo i fatti che da 2 lustri racconto su Facebook, forse solo qualcuno è riuscito a comprendere per quale ragione i Magistrati di Benevento, i poliziotti ed altri soggetti pubblici si siano accaniti come un branco di leoni feriti per strapparmi le telecamere, la penna, lo smartphone, la pelle e qualche osso da dosso.

Tutto nasce da un mio esposto/denuncia del 2009, che, dopo 4 anni di ritardi causati da un PM giocherellone, avvezzo ai ritardi, a commettere troppi errori di notifica e cause di nullità, diede luogo ad un doppio processo dinanzi a due collegi giudicanti: il primo presieduto dalla Dr.ssa Rinandi, poi promossa alla Presidenza del Tribunale, e il secondo presieduto dalla Dr.ssa Fallarino.

Entrambi i processi finirono con l'assoluzione degli imputati, nonostante i 6 giudici avessero accertato che i reati omissivi di atti obbligatori posti a tutela della pubblica incolumità fossero stati ampiamente provati e gli Amministratori del Comune di Sant'Angelo a Cupolo fossero evidentemente responsabili del rifiuto e delle omissioni ai sensi degli artt. 110 e 328 del c.p.p.

Ma, ciò che appare logico per i somari spesso è del tutto illogico per certi giudici italiani. Non fosse altro perchè, se è stata accertata la commissione di un reato, ci deve essere necessariamente una persona che l'ha commesso! In tal caso, perciò, forse il reato è stato commesso da Nessuno, o da qualcuno che ha trafitto l'occhio del Giudice Ciclope.

Infatti, nel 2016 fu assolto prima il Sindaco, a due passi dalla prescrizione dei reati, e più avanti la Presidente Rinaldi assolse anche il Capo dell'Ufficio Tecnico, ossia la persona che per un ventennio non aveva allestito un progetto, né un piano di spesa per eliminare i pericoli da un incrocio stradale e rendere transitabile una via comunale, che ancora oggi è interclusa da alberi da frutta, recinzioni abusive e da un fabbricato invasivo della strada comunale.

Insomma, due sentenze che facevano a pugni l'una con l'altra e che indispettirono non solo il mio avvocato, che mollò il mandato e le redini del mio somaro, ma soprattutto il Pubblico Ministero, Dr. Giacomo Iannella, che invece impugnò immediatamente la sentenza, due giorni prima di essere sfrattato dalla Procura di Benevento.
La cosa non fece imbestialire più di tanto il mio ronzino, perchè il somarello, non io, aveva già capito quale carrozzone politico e quale capo carrozza aveva manovrato in sacrestia perchè gli imputati fossero assolti, fino al punto di ridicolizzare entrambe le sentenze, per la contraddittorietà delle motivazioni esposte dai magistrati, per il travisamento del Testo Unico degli Enti Locali e per l'aberrante interpretazione degli artt. 110 e 328 del c.p. (clicca qui, se vuoi leggere l'impugnazione del PM)

Ecco perchè la mattina successiva piazzai un manifesto di fronte al cancello del tribunale, non enorme, ma abbastanza grande da essere visto da parecchi passanti e dalla Dr.ssa Rinaldi, che verosimilmente si imbestialì con i carabinieri, con gli agenti al suo servizio e con la DIGOS. La cosa non fu digerita da gran parte dei magistrati, evidentemente non abituati ad essere contestati in tal modo, specie dai beneventani, dai giornalisti locali, dagli avvocati e da TV7.


Da allora la Presidente del Tribunale ha fatto di tutto per farmi sloggiare da sotto i portici del Tribunale e dalla strada. Ma non c'è mai riuscita, nemmeno quando sono stato brutalmente portato in questura, Infatti, dopo ogni fermo identificativo (limitazione di libertà), sono sempre ritornato a combattere contro i mulini a vento, con i manifesti e con l'inoffensiva sedia di tela.


Probabilmente la Rinaldi avrà pressato più di una volta anche il dirigenti della Procura, cosicché lo scorso anno ha chiesto al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli che mi fosse impedito l'accesso nei palazzi di giustizia di Benevento. Cosa che il Procuratore Riello fece immediatamente l'8 di agosto del 2019, senza informarmi e  senza concedermi almeno qualche giorno per depositare memorie a difesa, almeno per la mia incolpevole sedia e per il mio laborioso somaro.

Difatti, il 27 di agosto fui informato dagli agenti della Cosmopol, i quali, dopo varie insistenze mi fecero dare uno sguardo all'ordinanza restrittiva firmata dal Dr. Riello e controfirmata per notifica dalla Dr.ssa Tillo.

Senza perdere tempo, la sera stessa scrissi un'istanza al Procuratore Generale, con la quale chiedevo ai sensi della L. 241/90 di avere la copia del documento, di sapere quale o quali autorità lo avevano chiesto e di conoscere gli atti probatori prodotti dalla Rinaldi e/o dal Procuratore Policastro a sostegno della misura restrittiva.

La risposta non solo non è mai arrivata, ma nel mese di febbraio 2020 ho preso atto che il Dr. Aldo Policastro e il Procuratore Aggiunto della Repubblica di Benevento mi contestano di aver violato gli ordini restrittivi, mi ritengono responsabile di aver violato l'art. 650 del c.p. e di aver minacciato le autorità con una sedia pieghevole e con questo manifesto:
(clicca sulle immagini per ingrandire)

Affranto, costernato, ma elettrizzato e ricaricato per la straordinaria notizia di reato, prendo subito visione del fascicolo processuale e scopro che il Policastro si è aggrappato allo specchio e sta scivolando all'inferno su se stesso, perchè:
  1. la misura restrittiva del 2 ottobre 2019 non è la stessa, ma è diversa da quella che mi fecero vedere gli agenti della Cosmopol 2 mesi prima, perchè in quel documento non c'era alcuna indicazione sulla persona che aveva chiesto la restrizione e il riferimento alla data di protocollo dell'ufficio richiedente era diverso;
  2. l'ordinanza del Procuratore Generale era sicuramente datata 8 agosto 2019 (clicca, ascolta il filmato e vedi la data del mio manifesto), mentre quella rinvenuta nel fascicolo processuale reca la data del 2 ottobre 2019 ed un riferimento ad un altro numero di protocollo con regolare codice a barre.

Dopo aver preso buona memoria di tutte le indagini, scendo al piano terra e chiedo agli agenti della Cosmopol di farmi rivedere il documento custodito nel cassetto delle scrivanie. Ma, tanto l'agente operante in procura che quello in servizio in tribunale mi diranno, in maniera piuttosto goffa e impacciata, che il documento datato 8 agosto 2019 e controfirmato dalla Dr.ssa Tillo è scomparso dai loro cassetti.

Ovviamente capisco che il Procuratore Policastro e la Dr.ssa Rinaldi stanno giocando a nascondino con i polli, coi pulcini e con un vecchio somaro a caccia del tartufo, perchè devono nascondere più di un misfatto e perchè il documento è stato staccato pure dalle indagini trasmesse dai Carabinieri di Benevento.

A seguito di mie distinte, sollecite e incessanti istanze ai sensi della Legge 241/90, trasmesse ai Carabinieri e depositate presso la segreteria della Rinaldi, il documento del 8 agosto 2019 non mi sarà trasmesso, né dai Carabinieri e tantomeno dalla Rinaldi, che ovviamente avrà subito avvisato il collega Policastro, caduto per la terza volta come un salame in un pericoloso incastro.

Inutile raccontare che in questi ultimi 10 anni  ho subito 5 arresti, un Accertamento Sanitario Obbligatorio presso il Centro di Igiene Mentale e ben 7 querele di rimbalzo montate sulle balle, non solo dal Procuratore della Repubblica di Benevento, ma dal Capotecnico del Comune di Sant'Angelo a Cupolo, dall'ex Sindaco e dai funzionari della Questura, della Polizia Municipale e della Digos.

(Clicca sulle immagini per ingrandire)

Fino a questo momento è andata bene, ma non assicuro di uscirne vivo, indenne, senza peccati e di portare almeno in salvo il somarello.
La domanda sorge spontanea e la faccio a tutti coloro che tifano per la libertà di espressione:
tocca minacciare i Carabinieri coi manifesti, devo assediare il CSM e Piercamillo Davigo con la mia sedia da spiaggia o tocca imboccare la Salerno/Reggio Calabria insieme a voi tutti, per chiedere giustizia a Nicola Gratteri?

Vi saluto affettuosamente dal camposanto di Pastene, a du passi non ancora praticabili per lo Patateno e per lo paradiso eterno.


giovedì 20 febbraio 2020


Segnalazioni al Ministro dell'Interno


Con lettera qui linkabile trasmessa in PEC il 26 settembre 2019, Le ho già rappresentato che il Prefetto di Benevento non intende adottare i poteri sostitutivi nei confronti degli Amministratori comunali di Sant'Angelo a Cupolo, nonostante 2 anni fa abbia  emesso un' Ordinanza di sgombro di opere abusive da una strada comunale nei confronti del Sindaco, che con banali, ma funzionali astuzie rifiuta di recidere una ventina di alberelli e di demolire un muretto eretto in difformità alla Delibera di Giunta n. 69/1995.

So che Lei è particolarmente esperta di occupazioni abusive, perciò sa che una via pubblica può cambiare destinazione d'uso e può essere dismessa, se non arreca danni ai cittadini, ma non può essere chiusa arbitrariamente dal Sindaco, se non per motivi di sicurezza pubblica, che comunque devono essere disposti  con una Delibera di Giunta, da pubblicare sul sito WEB,  con manifesti e comunicati stampa.

Lei  certamente sa che la variazione, la dismissione, il cambio di destinazione e la sdemanializzazione di una via devono passare per un avviso pubblico e per la notifica ai cittadini che potrebbero subire danni o limitazioni, ai sensi del Codice Civile e del Codice della Strada. Poi, trascorsi i termini per eventuali reclami e ricorsi al TAR, la dismissione (o la chiusura di una strada di "interesse generale" come nella fattispecie)  deve passare per una delibera di giunta, per la successiva approvazione del Consiglio comunale, quella della Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e della Regione: atti che il  Comune non ha mai prodotto e che pertanto non può esibire a sua discolpa  e per le irregolarità commesse dai suoi predecessori.

Ecco perchè questi fatti ed altri misfatti ancora più gravi sono stati da me ripetutamente  denunziati all'Autorità Giudiziaria. Ma, dopo 11 anni e numerosissime querele, non solo sono ancora in attesa degli accertamenti della Procura di Benevento, ma pure che il Prefetto decida come intende adoperarsi.

Perciò, le dichiarazioni rese dal Sindaco D'Orta sono frutto di astute scappatoie, di impavide, ma efficaci menzogne di un esperto geometra, avvezzo a falsificare atti di qualunque natura, di confondere i magistrati e di corrompere i suoi dipendenti, fino al punto di essere stato destinatario di numerose ordinanze di abbattimento, come tecnico e come proprietario esecutore di un fabbricato non conforme al progetto,  nonché capace di mistificare il Piano Urbanistico Comunale.  Infatti, ha fatto sparire il tratto di strada ostruita dal muretto dall'aerofotogrammetria allegata al PUC, con la complicità dell'Avvocato Assessore all'Urbanistica, Responsabile del PUC, e dei tecnici pagati con 24.000 € di danaro pubblico, per un progetto poi finito in pattumiera a seguito di innumerevoli reclami dei cittadini, di mio ricorso e di mia successiva querela, ancora in corso di definizione, ma per la quale il Procuratore Aggiunto della Repubblica aveva già concluso le indagini preliminari  3 anni fa.

L'atto che attesta il vero è la Delibera di Giunta n. 69 del 9/3/1995, di cui più avanti mostro un ritaglio e la mappa.

Con tale deliberazione, infatti,  la Giunta comunale non autorizza l'ENEL a spianare la strada, a realizzare un piazzale per parcheggiare la spazzatura del paese, a ostruire la via comunale con un muretto, né a collocare la cabina elettrica sulla sede stradale, ma autorizza l'ENEL a collocare la cabina nei 12 m2 della particella n. 362, accanto al cimitero di Pastene, ove non avrebbe ostacolato il transito degli automezzi.
 per ingrandire clicca sulle immagini



Mi auguro che la S.V. si adoperi perchè il muretto sia demolito, prima di eventuali avvisi di garanzia per i reati di corruzione, falso e depistaggio che ho contestato al Prefetto Galeone, in modo che il mio fabbricato possa essere raggiunto con i mezzi da lavoro e perchè i miei figli lo possano utilizzare per attività produttiva, ovvero per lo scopo principale per il quale era stato da me progettato e costruito in conformità alla C.E., per la quale pagai gli oneri di urbanizzazione, non certo per regalare la strada ai confinanti, per dare la facoltà ai Sindaci di fare ciò che la Legge vieta e di guadagnare voti in cambio di gratuiti favori.
Benevento, 14 gennaio 2020

sabato 8 febbraio 2020

Caro Pippo Gervaso che non sei altro, mentre tu, Peppino Conte e Giggino di Maio pensate di fare, facessero o farebbiro le riforme per rallentare la giustizia ingiusta, io remotamente già avevo faciuto una querela secca a grappolo, contro lo Procuratore Riello e tutti quelli che contro zia Wuallera stanno rompendo e facendo un casino di bordello.
Raccogli il seguente cestello, leggi, statti zitto e non scassare il mio secchiello:

domenica 27 ottobre 2019


Mail recapitata ai parlamentari pentastellati
campani + domanda + quesito agli elettori. 
(clicca sull'immagine per ingrandire)
Nel trasmettere questa foto e questo video di soli 3 minuti, con i quali racconto, sintetizzo e mostro una vicenda giudiziaria che dopo 22 anni e 39 querele non è giunta ancora a fine, rendo noto che per le medesime ragioni ho scritto a "TUTTI" i parlamentari della scorsa legislazione, ricevendo risposta solamente dall'ex deputato Massimiliano Bernini.
Non appare vano evidenziare che ho ripetutamente scritto e inutilmente chiesto una risposta ai sensi della Legge 241/90 a Luigi Di Maio, al Ministro Bonafede, all'ex Ministro Salvini e al Presidente Conte.
Al di là del fatto che ho convintamente votato e fatto votare per il M5S, rendo noto che la mancanza di risposta di un qualsiasi dipendente dello Stato e, quindi, anche di un deputato e un senatore, non solo si qualifica al pari di una qualunque carenza educativa o come  becero menefreghismo, ma per la legge italiana è un reato penalmente perseguibile ai sensi degli artt. 110 e 328 del c.p.
Se l'anno scorso ho sporto querela contro Salvini e il suo Capo di Gabinetto, non vorrei querelare i parlamentari campani a 5S che fino a ieri non hanno inteso rispondermi, nemmeno attraverso Messenger, specie in un momento delicato, quando occorrerebbe ad ogni costo tamponare l'inarrestabile emorragia.
Questa mail non raggiungerà, come noterete, alcuni deputati e senatori, semplicemente perchè non meritano più alcuna considerazione.
Sperando in un cortese cenno di riscontro, comunico che nella mattinata di martedì prossimo, 29/10/2019, sarò al Ministero dell'Interno e, se non mi lasceranno entrare e parlare col Ministro o con uno dei due sottosegretari, terrò 2 comizi: il primo al Viminale e l'altro a Palazzo Chigi. 

Chi volesse, potrà sostenere i miei diritti venendo a manifestare la propria vicinanza al Ministero dell'Interno. Chi non può, chieda almeno a Carlo Sibilia, a Luigi Di Maio, a Gigi Maraia e ai 4 parlamentari di Benevento per quali ragioni non hanno presentato una semplice interrogazione parlamentare.
Distinti saluti e buon lavoro.

DOMANDA: Se hai rappresentato un tuo problema a un parlamentare e glielo hai pure scritto, lui o lei te lo ha risolto o almeno ti ha risposto?
QUESITO: osserva la seguente foto, cerca le differenza e descrivi se e quante ne hai trovate.




venerdì 4 ottobre 2019


Esposto/denuncia

  • AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  • AL MINISTRO DI GIUSTIZIA
  • AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
  • ALLA PROCURA GENERALE DI ROMA
  • al Sostituto Procuratore di BN, Dr. F. Sansobrino

Oggetto: Esposto/denuncia contro il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli ed altre autorità di Benevento di cui è non stato possibile accertare l'identità.



Io sottoscritto Paradiso Attilio, nato a Casalbore (AV) il 18/02/1951, residente in Sant'Angelo a Cupolo (BN), in Via Vallone San Nicola 2, denunzio quanto segue.

P R E M E S S O

CHE il 26 agosto 2019 gli agenti della Cosmopol mi negavano l'accesso agli uffici del Tribunale e della Procura di Benevento, in quanto riferivano che ero stato colpito da una misura restrittiva emessa dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, ma verosimilmente sollecitata da ignote autorità di cui ancora oggi non conosco le generalità, né le cause e le motivazioni poste a base della limitazione di libertà che mi è stata inflitta;

CHE, a seguito di mia istanza stragiudiziale del 27/8/2019, il suddetto provvedimento non mi è stato notificato dal Procuratore Generale, nemmeno entro i 30 giorni previsti dalla Legge n. 241/90, né l'autorità ha spiegato le ragioni per le quali ha emesso il provvedimento e neppure le generalità del funzionario o dei funzionari pubblici di Benevento  che ne hanno avanzato richiesta;

CHE l'inadempienza comporta non solo violazione penalmente rilevante ai sensi degli artt. 110 e 328 del C.p., ma anche violazione dei diritti più elementari di difesa dell'imputato, protetti dal Codice Penale, dalla Costituzione Italiana e dalla "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea";

CHE l'azione certamente promossa dai Funzionari pubblici di BN va a sommarsi alle molteplici restrizioni di diritti fondamentali e di libertà personali poste in essere nel corso di 10 anni dagli agenti delle forze dell'ordine, funzionari e Dirigenti dello Stato, attraverso maltrattamenti e ingiustificati arresti con traduzione in caserma per diverse ore, tignosi dinieghi e ritardate limitazioni di accesso agli atti, falsificazione di documenti pubblici e protocolli elettronici, vistosi ritardi nell'espletamento di numerosissimi procedimenti penali (in Procura e in Tribunale), alterazioni e sparizioni di documenti e DVD dai fascicoli processuali, querele temerarie poste in essere da agenti della DIGOS e dalla Questura, falsità denunciate dagli agenti e persino un ordine di Accertamento Sanitario Obbligatorio del 13/7/2018, ingiunto dal Vice Questore di Benevento in manifesto abuso d'Ufficio ed eccesso di potere, atteso che tale provvedimento - come il TSO - è di esclusiva competenza del Sindaco ove risiede abitualmente l'ammalato;

CHE le intemperanze e gli arresti operati dagli stessi poliziotti, le provocazioni, le aggressioni e l'ASO disposto dal Vice Questore Marino, sebbene siano stati da me denunziati il 22 agosto dello scorso anno ai Carabinieri, alla Procura e al Prefetto di Benevento, non hanno prodotto alcun rallentamento delle azioni intimidatorie e mobbizzanti, perchè il mese scorso ho verificato che il Dr. Sansobrino, PM titolare del fascicolo 5596/2018/RGNR, non aveva dato corso ad alcuna indagine sulle persone querelate, in quanto si è smarrito nel cartaceo, non avendo ricevuto il DVD e nemmeno il file allegato alla mail certificata recapitata in Procura;

CHE gli arresti, gli illeciti, le violenze, le azioni destabilizzanti e la misura restrittiva, verosimilmente richiesta dal Procuratore e dal Presidente del Tribunale, comportano danni morali, biologici ed economici, nonché insidia per la mia salute e oltraggio al decoro dei miei congiunti, che da un decennio ne stanno accusando il maggior danno, perchè hanno ben capito che, con le denunce, ho scoperchiato parecchi cassonetti di spazzatura sullo spazio pubblico e, pertanto, ho messo in allarme una potente loggia massonica, più coesa e mafiosa della ndrangheta, della camorra e della sacra corona unita;

TANTO PREMESSO

presento formale esposto/denunzia con istanza di punizione nei confronti del Procuratore Generale della Repubblica presso la corte di Appello di Napoli e di tutte le autorità di Benevento che hanno chiesto la misura restrittiva nei miei confronti, senza notificarmi il provvedimento, sia da Napoli che dal Presidente del Tribunale e dal Procuratore della Repubblica di Benevento, omettendo di spiegare le cause, le motivazioni e di esibire gli atti probatori a sostegno della restrizione della mia libertà, come fossi un delinquente, una persona fuori di senno, un pericoloso provocatore delle forze dell'ordine, un aggressivo perturbatore della quiete pubblica, dei dipendenti pubblici e delle c.d. persone normali, come peggio ancora mi analizzò e dipinse il Vice del Questore Bellassai, che non chiese informazioni al medico di base, né altresì ebbe l'accortezza di studiare la L. n. 180/1978, prima di ubbidire cecamente all'istinto o più probabilmente ai superiori. (Clicca qui e vai all'ordinanza)

Con riserva di costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali subiti e subenti in conseguenza della condotta sopra descritta, resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento dovesse rendersi necessario.  Ciò detto,

C H I E D O

l'imputazione e l'adozione di misure idonee urgenti nei confronti dei responsabili e l'annullamento immediato della misura restrittiva;

che siano punite tutte le persone che a vario titolo si sono rese responsabili dei reati denunziati e di quelli che dovessero emergere nel corso delle indagini a seguito del presente esposto, con riferimento ai fatti anzidetti e ancora meglio provati nel documenti rinvenibili attraverso i precedenti e i seguenti link, che costituiscono parte integrante e ineludibile della presente denuncia.

di essere avvertito in caso venga richiesta proroga delle indagini e dell’eventuale richiesta di archiviazione della presente notizia di reato, al fine di poter esercitare la facoltà di opposizione di cui al vigente codice di procedura penale;

Con riserva di ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nonché di costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della condotta sopra descritta, resto a disposizione per essere interrogato, per fornire ulteriori prove, qualsiasi chiarimento dovesse rendersi necessario e chiedo che le SSLL intervengano nella maniera più celere possibile, sia per limitare i danni, sia per frenare le malversazioni e restituirmi la tranquillità e gli spazi di libertà che oggi mi sono preclusi, anche se volessi ascoltare un processo.

Per dare modo alla SSLL di comprendere quali persone e quante pubbliche autorità hanno l'interesse di chiudermi di spazi di libertà, di provocarmi, di spingermi a commettere una qualunque leggerezza e farmi passare per un pericoloso psicopatico, a sostengo di quanto dichiarato esibisco:

  1. Lettera aperta del 19/1/2019, trasmessa al Procuratore della Repubblica di BN e a 3 Ministri,
  2. Seconda lettera aperta del 9/8/2019, indirizzata alle massime autorità dello Stato e agli stessi Ministri;
  3. integrazione alla denunzia/querela del 22/8/2018 (proc. penale  n. 5596/2018/RGNR, PM Sansobrino); 
  4. video ridotto da 2 ore e mezza a poco più di 15 minuti, costituiti solo da pochi episodi, recenti e più remoti;
  5. Ultimo episodio filmato davanti al Tribunale, quando sono riuscito a divincolare le braccia dalla presa dell'agente e ad estrarre lo smartphone dalla tasca del pantalone;

Benevento, 5 ottobre 2019

Alla salute dei compari Pisciotto, Susy, Teresina e Pippotto Quaranta

A distanza di circa 9 anni dalla produzione di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, 18 pagine ipertestuali tese ad invalidare una procedura concorsuale interna,  pregna di gravi irregolarità e di palesi illeciti amministrativi, il Ministero dell’Istruzione stesso comunica l’esito al ricorrente, Attilio Paradiso, congiuntamente al parere espresso dal Consiglio di Stato, secondo il quale il ricorso “è in parte respinto e in parte inammissibile”.


Se il responso palesemente ambiguo del Consiglio di Stato fa “in parte” capire che il ricorso doveva necessariamente morire, da un’altra angolazione, letteralmente più logica e matematicamente più compiuta, non dà modo di comprendere quale e quanto peso avrebbe avuto la rimanente parte del ricorso che, essendo ammissibile e congrua, avrebbe consentito l’annullamento del concorso e la condanna dei funzionari responsabili del procedimento al pagamento di tutte le spese sostenute dallo Stato, sia per le prove scritte che per quelle orali (svariati milioni di €).


Il Presidente della Repubblica, che verosimilmente non ha letto neanche un rigo del ricorso, firma, convalida il parere del Consiglia di Stato e condanna a morte la verità, la giustizia amministrativa e i cittadini, onesti e meritevoli servitori dello Stato.

A distanza di 9 anni, Papa Francesco nomina l'ex Procuratore Giuseppe Pignatone, che invece ammazzò la querela contro il MIUR, senza darmi nemmeno la possibibilità di vedere il fascicolo processuale ed impugnare l'archiviazione.

Caro Ciccio 'o Vaticano, hai sicuramente dormito a testa in giù piegata, sei caduto, hai preso una testata ed hai investito la Pignata!

venerdì 27 settembre 2019


Intransitabilità e pericolosità Via Vallone San Nicola.

Al MINISTRO DELL'INTERNO
Al PREFETTO di BENEVENTO
All'On.le CARLO SIBILIA e al Dr. PAOLO FORMICOLA
presso il Ministero dell'Interno

On.le Sig. Ministro,
La prego cortesemente di non leggere questo testo su cartaceo, ma sul monitor di un PC connesso a Internet, altrimenti non potrà visionare i link e non potrà ingrandire a suo piacimento le mappe, le foto e quant'altro.

Intanto, spero abbia visionato il fascicolo intestato a mio nome, come Le ho chiesto con lettera del 11.09.2019 (quartultimo capoverso), perchè comprenderà che la presente non muove per denunciare gli stessi fatti, ma le inadempienze del Prefetto di Benevento in ordine all'annoso problema concernente l'oggetto, a fronte del quale sono stato costretto a querelare  Il Dr. Cappetta, altri Prefetti, il Ministro Salvini e il Dr. Piantedosi, per omissioni e rifiuto d'Ufficio in ordine a problemi legati alla pubblica sicurezza, all'impossibilità di esercitare un'attività produttiva in un fabbricato appositamente costruito e alla libera circolazione sulla strada comunale indicata in oggetto, perchè da 22 anni è occupata da opere abusive, di cui un muretto è stato eretto proprio dagli Amministratori comunali.

Senza costringerla a visionare filmati e centinaia di link, comunque presenti nel fascicolo che suppongo abbia preso in consegna il Dr. Paolo Formicola,  Le mostro una mappa di Google, corredata di apposite etichette e due foto, attraverso le quali sintetizzo i fatti, i pericoli e mostro la situazione della strada comunale allo stato attuale:
(Clicca sulla mappa per ingrandire)

Vero è che il Dr. Cappetta, dopo 5 messi di corrispondenza intensiva, l'anno scorso ordinò al Sindaco pluriquerelato del mio paese di sgombrare la strada comunale, di metterla in sicurezza e di restituirla immediatamente all'uso pubblico, come del resto prevedono le leggi comunitarie, l'art. 54 del TUEL, le leggi sugli abusi edilizi e il Codice della Strada; ma è pur vero che successivamente non ha fatto più nulla, se non chiedere il parere all'Avvocatura distrettuale dello Stato, solamente quando ha saputo che lo avrei querelato per omissione e rifiuto d'Ufficio, come il Prefetto che lo ha preceduto. 

Se vuole approfondire e prendere contezza pure degli atti probatori posti a sostegno, deve solo cliccare sul seguente link:  denunzia-querela contro il Dr. Cappetta.

Tenga presente che l'Avvocatura non ha ancora risposto e che il Prefetto, né il Capo di Gabinetto hanno avuto almeno l'accortezza di chiedere un sollecito, almeno fino a ieri, quando mi sono recato in Prefettura, per controllare quanto tempo intendono lasciar passare per assumere una decisione, senza scomodare nessuno.

Tuttavia, il fatto più grave non è quello che non ha chiesto il parere al Ministro, ma che con prot. n. 35343/2019, il Prefetto  ha fornito  notizie inesatte  all'Avvocatura e comunque assolutamente non corrispondenti al vero, avendo fatto, con dolo o con colpa grave, una gran confusione tra quelle falsamente esposte dal Sindaco e quelle che invece ben conosceva prima ancora di emettere l'Ordinanza del 22.11.2018, quando aveva già avuto modo di visionare le foto, i filmati e le decine di certificazioni di pubblica fattura, rilasciate dai Carabinieri, dal CTU nominato dal Tribunale, indagini della Procura, certificazioni di rischio di pubblica incolumità controfirmate da 3 ingegneri del Servizio Viabilità della Provincia di Benevento, dal Comandate della Polizia Municipale e dagli stessi tecnici del Comune di Sant'Angelo a Cupolo.

Al fine di non sottrarle tempo prezioso, per fatti e responsabilità penali che poi dovrà valutare il Sostituto Procuratore, credo sia opportuno evidenziare, tra le tante, solo alcune palesi inesattezze e altrettante verità:
1.  Il Prefetto definisce la via é una "strada in piena campagna", quando dalla certificazione redatta dai Funzionari dell'UTC  Via Vallone San Nicola inizia in pieno centro Urbano ed è una strada di interesse generale, anche se abbandonata e in condizioni pietose.
(Clicca sulla foto per ingrandire)

2.  Il Prefetto riferisce all'Avvocatura: "Nel caso di specie non è stato accertato il rifiuto del Comune di dare esecuzione alle ordinanze di demolizione ma solo una scelta prudenziale di attendere l'esito del giudizio innanzi al Consiglio di Stato".  Ebbene, per sgombrare la strada basterebbe abbattere un minuscolo muretto, spianare 25 metri di terra  e recidere una trentina di alberelli.
(Clicca sulla foto per ingrandire)
            .
Perciò, anche se le leggi italiane, le svariate sentenze della Corte Suprema e le copiose sentenze dei TAR prevedono la demolizione immediata del manufatto quando - come nella fattispecie - 2 metri di un seminterrato sono stati costruiti sulla via pubblica, non occorre affatto abbattere il fabbricato abusivo. Tale lavoro lo avrei già fatto a mie spese, come ben sa il Prefetto Cappetta, ma il Sindaco non ha autorizzato, continua a mentire e ad arrampicarsi sugli specchi,  trascinando anche il Prefetto, l'Avvocatura e il Ministero dell'Interno nello scivolone.


3.  Il Dr. Cappetta, assumendo non poche responsabilità per ciò che scrive, sostiene infine che "Tale situazione dei luoghi non è riconducibile a parere dello scrivente né ad una minaccia per l'incolumità pubblica né per la sicurezza urbana", quando in ordine allo sbocco che cala su Via Regina Elena, trasversalmente e in forte pendenza in una doppia curva, priva di visibilità, senza marciapiedi, senza semaforo, senza strisce pedonali e senza dossi di rallentamento, il Prefetto ha visto le numerose certificazioni delle autorità sopra citate, compresa la perizia dagli Ingegneri dell'Ufficio Viabilità, eseguita dopo un inutile intervento di somma urgenza, costato gli stessi soldi e realizzato dal Comune dopo 18 anni di querele e di segnalazioni ai Prefetti, ai vari Ministri dell'Interno, di Giustizia e ai Presidenti del C.d.M.

Non occorre aggiungere altro. Le chiedo solo di ricevermi al più presto possibile e di mandare gli Ispettori a Benevento, magari assieme al Sottosegretario, On.le Ing. Carlo Sibilia, che ben conosce la storia da circa 7 anni.
Sant'Angelo a Cupolo, 26 settembre 2019