lunedì 14 settembre 2026

 

LETTERA APERTA

AL CAPO DELLO STATO E AL CAPO DELLA CHIESA

Nemmeno la Madonna dell'Infinita Misericordia avrebbe tollerato i crimini commessi nella "Terra dei Fuochi", né l'incendio che nel cuore della Valle Caudina ha avvelenato gli innocenti, i fragili e i sanniti dormienti.

Io non sono la Madonna, né Papa Leone XIV, né il Presidente Mattarella, perciò non sono abilitato a perdonare i peccatori, né a concedere la grazia ai condannati. Ecco perché non posso assolvere il Sindaco di Airola, né i sindaci del paese di mia residenza, che hanno invece permesso lo stoccaggio dell’indifferenziata accanto al cimitero ed hanno consentito che la spazzatura fosse incendiata a 100 passi dai dormitori delle nostre fanciulle.

La soppressa Ditta Paradiso Arredamenti ed io perdoneremo gli amministratori comunali solo dopo aver sentito le condanne che i Giudici commineranno per l’ostruzione abusiva della via che porta a casa mia, per l’uccisione della nostra attività produttiva e per i veleni che fecero respirare alle fanciulle della Santa di Calcutta, per 13 anni consecutivi.

Caro Papa Leone, Egregio Presidente Mattarella, siete stati eletti per far rispettare i Comandamenti cristiani e quelli italiani. Perciò non concedete la grazia prima che siano celebrati i processi e prima delle confessioni, ma ordinate ai Giudici che i processi non siano celebrati dopo 30 anni.

Sant'Angelo a Cupolo, 15 settembre 2026





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