MEMORIE MULTIMEDIALI
per il Procuratore Nicola D'Angelo,
per gli amici della Verità e della Giustizia.
Sono nato a Casalbore, un bel paesino dell'Alto Fortore, ed ho compiuto 75 anni il 18 febbraio 2026, senza commettere reati, ma cascando in non poche leggerezze, errori di percezione e parecchi errori di valutazione delle persone che ho conosciuto negli uffici pubblici.
Dopo aver soggiornato per 5 anni in un collegio di Vasto, al fine di frequentare le scuole superiori, andai a lavorare a Crans-Montana, per assaporare un po' di libertà e per riempire di carburante il serbatoio che avevo svuotato alla famiglia.
Poi, a malincuore tornai a casa, portai 3.000 Franchi Svizzeri ed iniziai a lavorare a tempo pieno, 7 giorni su 7, nei negozi gestiti dai miei genitori e sostenuti dal lavoro delle mie sorelle, che ricordo nella foto a colori e in quella dove c'è Veronica in abitino bianco, quella che mi procurò il lavoro e mi tenne amorevolmente a Crans-Montana.
Continuando ad aiutare la famiglia, ho lavorato per circa 2 anni con un'azienda di impianti telefonici e per 42 anni nell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, fino al pensionamento obbligatorio.
Deceduti i miei genitori, rilevai l’attività produttiva di famiglia per far felice papà, mi sposai e nel 1982 girai le licenze commerciali a mia moglie, lavorando sia da impiegato dello Stato che come impiantista, progettista, arredatore, muratore, camionista e scrupoloso montatore, fino al 1997, quando spostai il negozio di arredamenti a Pastene, una frazione di Sant’Angelo a Cupolo vicinissima alla città di Benevento.
Quella scelta si rivelò disastrosa e deleteria, soprattutto per la mia salute e per il lavoro di mia moglie, perché fummo costretti a cessare la partita IVA, per l’impossibilità di raggiungere i nuovi magazzini con i camion dei fornitori, in quanto il tratto iniziale di Via Vallone San Nicola fu illecitamente tappato con un muretto e una cabina elettrica, mentre il secondo incrocio è tuttora impercorribile con gli autocarri ed è pure pericoloso per il transito pedonale ed autoveicolare.
Ho denunziato svariate volte i responsabili dell’Ufficio Tecnico, gli assessori alla viabilità e tutti i sindaci che si sono succeduti dal '97 al 2026, perchè tuttora consentono che la sede stradale sia ostruita da recinzioni abusive, da alberi d'ogni genere e da un seminterrato invasivo della strada stessa, come avete già visto e come vedrete ancor meglio nella foto del 15.10.2026.
Ho prodotto centinaia di esposti e di denunzie-querele, che, invece di sortire la messa a norma della via, hanno scatenato 18 denunzie temerarie nei miei confronti, dal Sindaco Vicerè, dal responsabile del Settore Tecnico, dal Presidente del Consiglio Comunale, da alcuni poliziotti, dall'ex Procuratore della Repubblica e dai suoi Sostituti. Mi hanno stressato e spremuto come l'uva, ma sono stato sempre assolto con formula piena, perché i reati che mi hanno contestato non sono mai accaduti e perché i fatti che ho denunciato io sono tuttora visibili nelle foto e nei film che ascolterete più avanti.
A Casalbore stavamo bene, in tutto e per tutto, ma decidemmo di spostarci a Benevento per perchè le nostre figlie potessero frequentare le medie, le superiori e l'università senza viaggiare tutti i giorni, ma anche per avvicinare il negozio di arredamenti al mio posto di lavoro e per non lasciare che mia moglie rimanesse senza le figlie 6 giorni su 7, oltre che sola in casa e in negozio.
Però accadde ciò che nemmeno un mago avrebbe potuto immaginare. L'allora Sindaco e collega di lavoro, non rese transitabile la via e consentì che l'ENEL ostruisse la strada comunale con un muro e una cabina elettrica; mentre il responsabile del Settore Tecnico consentì che la sede stradale fosse occupata dai confinanti, con un fabbricato, con alberi d'ogni genere e con recinzioni abusive, per quanto entrambi sarebbero stati obbligati ad urbanizzare la via e a renderla percorribile, in forza della Legge Bucalossi e in ragione delle tasse che pagai per la Concessione Edilizia. Solo allora capii che il mio collega d'ufficio era prigioniero di ricatti politici e di morbosa gelosia.
Col video del 2 novembre 2025 potrete vedere i limiti della nostra proprietà e quelli della via comunale, dal fabbricato abusivo della sede stradale al cimitero di Pastene.
VIOLAZIONI DI CARATTERE PERSECUTORIO
Per aver denunziato la collusione tra Sindaci, Prefetti, autorità di governo e Magistrati, ho subito stalking giudiziario e danni irreversibili. Ho altresì subito un lungo stato di apprensione e di scoramento, 8 arresti temporanei, 18 citazioni in giudizio, un accertamento sanitario al Centro di Igiene Mentale, svariati sequestri di manifesti e persino una restrizione della libertà di circolazione, azionata dall’ex Procuratore della Repubblica di BN (clicca qui e leggi le false accuse del Dr. POLICASTRO).
Il Procuratore Policastro mi ha ridotto la libertà di circolare nel Palazzo di Giustizia sulla base di calunnie, insinuazioni e vergognose menzogne. Sicché, dopo essere stato scortato per parecchi anni dai Carabinieri, sono stato assolto 2 volte dalle sue accuse, prima dal Presidente della Camera Penale di Benevento e il 20 febbraio 2026 dalla Giudice Monocratica di Roma.
Ho subito querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, calunnie, minacce ed aggressioni da pubblici ufficiali, dagli Amministratori comunali, dalla DIGOS e da un'ispettrice di Polizia Giudiziaria. Giusto per farvi vedere come sono amato in Procura, vi faccio sentire cosa accadde nel Palazzo di Giustizia con un'ispettrice di PG:
Sono stato altresì privato del diritto di esprimermi coi manifesti, senza aver mai causato disagi ai cittadini, ai poliziotti e alle autorità. Tanto è accaduto a seguito di multe e di sequestri effettuati dalla Polizia Municipale di Benevento, con la felice approvazione del Prefetto Torlontano, i cui atti ingiuntivi sono stati poi annullati, mortificati e giudicati con la Sentenza del Giudice di Pace qui linkabile.
Con una cattiveria mirata a vessare, ad annichilire, a logorare la mia salute e i rapporti con i miei congiunti, ho subito un “Accertamento Sanitario Obbligatorio” abusivo, perché un vice Questore mi ha sottoposto a visite psichiatriche e ai Minnesota Test. Infatti, non essendo medico, né infermiere, il poliziotto mi ha descritto così: "abnorme, anormale, delirante, farneticante, imprevedibile, minaccioso, intollerante agli ordini d'autorità e riottoso ad ogni forma di regola sociale”.
Quando lessero l'Ordinanza della Questura, ricordo che lo psichiatra del Centro di Igiene Mentale disse: "Sig. Paradiso, c'è altro o il vice questore ignora che lei parla molto, scrive moltissimo, è perseverante ed è tenace come un carro armato?"
Ho subito l'arresto del miocardio e 3 interventi di angioplastica, oltre che parecchi danni alla salute e al portafoglio. Ma sono ancora vivo e combattivo, grazie all'Illuminazione e alle persone che mi amano, non perchè sia attrattivo, ma proprio perchè sono tenace, leale e combattivo, com'ero a scuola e da bambino.
1) Secondo voi, un uomo pacifico e rispettoso delle leggi può essere vessato, arrestato, maltrattato, espropriato di manifesti e fatto apparire come un attaccabrighe, uno psicotico o un vecchio disadattato?
2) Vi pare giusto che i genitori e due figlie ricevute in dono dalla Santa di Calcutta debbano essere martoriati dai Governanti comunali, dalla Procura della Repubblica, dalla Prefettura e dai militari, peggio degli extracomunitari privi di diritti di cittadinanza?
3) Non vi pare strano che nessuno s'indigna e mi querela quando spalanco il seguente manifesto dinanzi al Palazzo di Giustizia e al Palazzo della Governante di Benevento?
Sono stato processato 18 volte, ma sono stato sempre assolto in modo limpido e cristallino, perchè “il fatto non sussiste” o perché "il fatto non costituisce reato". Ma il fatto più clamoroso è stato che nessun Pubblico Ministero ha impugnato le sentenze assolutorie.
Troppe autorità fanno finta di non sapere che in Italia e in Europa vige il principio secondo il quale nessun magistrato può mandare a processo 18 volte la stessa persona, se non ha raccolto prove certe di colpevolezza o quantomeno sufficienti per citare in giudizio l’imputato. Ma ciò è accaduto a Benevento e a Roma.
Non pachi dei danni arrecati a me e ai miei congiunti, i Governanti di Sant’Angelo a Cupolo hanno recentemente ordinato la demolizione del nostro fabbricato sulla base di “presunti abusi edilizi”, con la peccaminosa accondiscendenza del Commissario prefettizio, del nuovo Sindaco e del Prefetto, i quali non hanno voluto tener conto che l’ordine di demolizione è sorretto da menzogne e da un esposto stracolmo di falsità, forse concertato e mistificato da loro stessi, perché il ricorso è stato firmato con la stessa calligrafia da 8 persone sconosciute all'Ufficio Anagrafe, ma sicuramente note ai due funzionari che hanno concepito e trasmesso l'esposto in Prefettura. Ecco l'ultimo paragrafo e le 8 firme palesemente scritte dallo stesso autore:
Il Prefetto, il Commissario e il nuovo sindaco non hanno tenuto conto che i Tecnici comunali hanno controllato i requisiti edificatori 32 anni fa, quando lo stesso tecnico che ha disposto la demolizione firmò la Concessione Edilizia, dopo aver minuziosamente controllato i grafici di progetto, i calcoli del cemento armato, gli indici di fabbricabilità, il contratto di acquisto del terreno, la destinazione urbanistica dell’area residenziale C1 e la conformità del fabbricato al Piano Regolatore Generale.
Se il Prefetto fosse stato un tantino esperto di sicurezza stradale, avrebbe dovuto tirare le orecchie al Commissario La Montagna e al Sindaco De Pierro, perché entrambi sanno che la sicurezza stradale non può essere trascurata dalle autorità preposte a garantire il lavoro e la salute pubblica, e sanno pure che il Sindaco avrebbe dovuto annullare l'ordine di demolizione, perché, se vi fossero stati “vincoli di inedificabilità assoluta” il capotecnico sarebbe stato obbligato a bocciare la Concessione Edilizia 32 anni fa, prima di farci investire i risparmi di 30 anni di lavoro, prima di permettere la chiusura di una via comunale, prima di farci pagare gli oneri di urbanizzazione per una via che non è stata mai urbanizzata e prima di obbligarci a cessare la Ditta Paradiso Arredamenti di Pierro Anna e l'onorata Partita IVA.
Tranne i fatti concernenti la demolizione del nostro fabbricato, ciò che ho scritto è stato immortalato su YouTube, con un video trasmesso a tutte le Procure d'Italia, che potrete ascoltare cliccando sulla seguente foto:
















